USA: Vietato vietare gli OGM

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“Gli Stati Uniti stanno mettendo a punto una legislazione in base alla quale – se verrà approvata – sarà vietato vietare gli OGM. “Vietato vietare” era nel 1968 uno degli slogan rivoluzionari del maggio francese. Come già è accaduto per il fracking, il “vietato vietare” ora viene usato per impedire alle comunità locali di prendere qualsiasi decisione relativa al proprio territorio e al proprio destino.

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Un paio di settimane fa, la Commissione Agricoltura della Camera dei Rappresentanti ha approvato la proposta di legge H.R. 1599 denominata “Safe and Accurate Food Labeling Act”, cioè “Legge sull’etichettatura sicura ed esatta del cibo”. La dicitura è degna della neolingua orwelliana. Il nome migliore per l’H.R. 1599 probabilmente è “DARK Act”, “Legge Oscura”: in inglese, l’aggettivo è anche l’acronimo di “Deny Americans the Right to Know”, “Nega agli americani il diritto di sapere”.

Il disegno di legge (leggere l’analisi sul sito della Commissione Agricoltura per credere) impedisce alle autorità locali di opporsi alla coltivazione di OGM, come ha fatto per prima una contea della California e vieta agli Stati di cui sono composti gli USA di adottare leggi che rendano obbligatorio dichiarare sulle etichette dei cibi la presenza di OGM.

Il Vermont fra mille difficoltà sta cercando di attuare un’impresa del genere, come anche Connecticut e Maine. Negli USA il cibo OGM è considerato assolutamente identico a quello convenzionale: non è necessario scrivere nulla sull’etichetta. Non solo. L’H.R. 1599, se diventerà legge, renderà più difficile ai produttori dichiarare volontariamente sulle etichette del cibo l’assenza di OGM e consentirà di definire “naturale” un prodotto che contiene OGM. E questi prodotti, se venisse approvato il TTIP, ce li troveremmo sulle nostre tavole in Europa senza che sia possibile distinguerli dai cibi normali.

Ora il disegno di legge è stato “solo” approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera. Perchè entri in vigore è necessaria l’approvazione sia della Camera sia del Senato. Il testo può venire modificato – al limite anche completamente stravolto – grazie ad emendamenti. Cercheremo di seguire l’iter e di tenervi aggiornati.” Dario Tamburrano, portavoce M5S Europa

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L’eurotassa

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“Una tassa per salvare l’Europa. L’ultima idea per rilanciare il sogno europeo, fiaccato da errori ed egoismi, arriva dal ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schauble, lo stesso che nel nome dell’austerity ha contribuito ad affossare le economie e le finanze di mezza Europa.
Il settimanale Der Spiegel ha pubblicato un articolo rivelando i piani della Germania per far fronte alle future emergenze di bilancio dei Paesi membri. La Germania vuole evitare che il salvataggio della Grecia faccia scuola e che altri Paesi utilizzino questo precedente per provare a rinegoziare il proprio debito.

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La proposta di Schäuble inviata a Mario Monti, che da circa un anno e mezzo è a capo di un gruppo di esperti incaricati di redigere una riforma delle risorse proprie dell’Unione europea, prevede l’istituzione di una eurotassa. Le alternative proposte dalla Germania sono due: ciascun Stato membro deve cedere parte delle risorse riscosse con l’Iva e l’Irpef a livello nazionale, oppure l’introduzione di una tassa addizionale sull’Irpef o sull’Iva di ciascun Stato membro.
Nel primo caso, se la cessione di una parte della tassazione nazionale non comporti un aumento della pressione fiscale generale ma sarebbe solo un travaso di risorse, si aprirebbe uno scenario interessante. Alla causa europea contribuirebbero di più, infatti, i Paesi con un forte mercato interno: un gettito maggiore di Iva porterebbe più soldi nelle casse europee. La Germania, dunque, metterebbe finalmente mani al portafoglio.
Tuttavia, la seconda opzione proposta da Schäuble è quella che più probabilmente si realizzerà. Difficile pensare che il campione degli interessi nazionali si trasformi oggi in un federalista che agisce nel nome dell’equità e della solidarietà.
Questa idea di eurotassa è in continuità con le politiche di austerity imposte in questi ultimi 10 anni e lo dimostrano i segnali che arrivano da Roma con il taglio di 10 miliardi di euro alla sanità. L’austerity è un mix di politiche fiscali fatte di aumento delle tasse e tagli al Welfare. Questa politica ha ampiamente dimostrato il suo fallimento perché ha portato l’Europa alla stagnazione e alla deflazione. Secondo il Fondo monetario internazionale ci vorranno 20 anni all’Italia per ritornare ai livelli di occupazione pre-crisi. Perseverare sarebbe diabolico.

Oggi l’Unione europea viene finanziata con:

– una piccola percentuale del reddito nazionale lordo versato da tutti i Paesi membri
– una piccola percentuale della base imponibile dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) di ciascun paese dell’UE.
– una quota consistente dei dazi all’importazione sui prodotti provenienti dall’esterno dell’UE.

Il mandato che ha il gruppo di esperti guidato da Monti è quello di pensare a strumenti nuovi per finanziare il bilancio europeo attraverso “risorse proprie”, cioè come renderlo indipendente dai contributi degli Stati membri. Per il Movimento 5 Stelle Europa il bilancio Ue si deve finanziare attraverso una imposizione comunitaria che preveda una tassa sulle transazioni finanziarie e la carbon tax. Adesso la Germania con questa nuova proposta vuole tirare Monti per il loden e cambiare il suo mandato.

Nel 2014 l’Unione europea ha sostenuto spese per quasi 135 miliardi di euro. Di queste solo una piccola parte sono andate a beneficio dell’Italia. Nel corso di questi ultimi anni, la politica e l’amministrazione pubblica italiana si sono dimostrati totalmente incapaci nel reperire e spendere i fondi europei messi a disposizione. E così il saldo fra il dare e l’avere nel confronto fra l’Italia e l’Europa è sempre negativo.

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Nel 2014 l’Italia ha contribuito al bilancio europeo con 15,75 miliardi di euro, ne sono ritornati indietro sotto forma di sussidi all’agricoltura, fondi strutturali e di coesione, ricerca e sviluppo appena 12,5. Il saldo è negativo di ben 3,25 miliardi. Come si vede dal grafico negli ultimi 5 anni l’Italia ha perso con l’Europa oltre 30 miliardi di euro nel confronto fra spese effettuate e contributi incassati. In Spagna, invece, nel 2014 il saldo era attivo per ben 3,4 miliardi di euro.

L’eurotassa non ridurrà gli squilibri interni all’Unione, anzi sembra studiata per mettere ancora di più in difficoltà gli Stati del Sud Europa. Con i fondi reperiti attraverso una imposizione diretta, l’Europa aprirebbe un nuovo fondo da utilizzare in caso di emergenza in modo da garantire con i soldi pubblici le banche (tedesche e francesi) più esposte verso i Paesi mediterranei. I cittadini avrebbero un aumento del carico fiscale, già a livelli vergognosi. E così le imprese italiane che oggi respirano grazie all’euro debole ritornerebbero a essere meno competitive rispetto a quelle tedesche e del Nord Europa.

Non a caso a realizzare questo progetto egemonico è stato scelto Mario Monti, l’uomo-Figaro che tutti hanno cercato, tutti hanno voluto per fare barba a capelli all’Italia. L’obiettivo della Germania è quello di arrivare all’istituzione di un super ministro europeo delle finanze con poteri di veto sui bilanci dei Paesi euro e con potere di imposizione fiscale su tutti quelli che non fanno “i compiti a casa“. Così facendo si invertirebbe il sacrosanto principio no taxation without representation.

Con l’eurotassa la Germania intende raschiare il barile delle economie mediterranee già occupate con l’espansione della sua bilancia commerciale. Dopo aver invaso con i propri prodotti i mercati dei Paesi europei adesso, tramite le Istituzioni europee, la Germania vuole approvvigionarsi direttamente alla fonte con la tassazione diretta.

Con il Movimento 5 Stelle al governo questa eurotassa non ci sarà mai!” M5S Europa

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Un clandestino è per sempre

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Se non risolvi il problema allora sei parte del problema o peggio, ne sei causa. E i partiti sono le cause dell’invasione in atto dai Paesi del Mediterraneo. In Italia infatti un clandestino è per sempre. Il clandestino per ovvi motivi non vuole farsi riconoscere. Il profugo ha a sua volta altrettanti buoni motivi per non dichiarare le sue generalità. Esiste infatti il regolamento di Dublino, regolarmente sottoscritto dal governo Berlusconi nel 2005, governo di cui la Lega faceva parte. Il regolamento impone alle Nazioni di ospitare, regolamento che non ha mai rinnegato, i richiedenti asilo, e fin qui tutto bene, ma impone anche al profugo di rimanere nella nazione di prima accoglienza. E i profughi qui non ci vogliono rimanere, ragione per cui non vogliono farsi riconoscere. La prova provata è la pressione che i profughi mettono alle frontiere del Nord Italia, dal Brennero a Ventimiglia, per scappare dal nostro Paese.

VIDEO Ventimiglia: gli immigrati in fuga dall’Italia

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Se vengono riconosciuti profughi in Germania o in Francia non potranno essere respinti da quei Paesi. E questo è il loro obiettivo. Data la posizione geografica dell’Italia e la sua vicinanza all’Africa e al Medio Oriente è ovvio che i profughi arrivino prima da noi.
E’ più facile sbarcare a Pantelleria che ad Amburgo o a Copenhagen. Questa situazione va benissimo alle nazioni del Nord Europa che se ne lavano le mani. Se a questo si aggiunge il fatto che per riconoscere un profugo da un clandestino la nostra burocrazia impiega anche uno e due anni, quando per le leggi internazionali il periodo non dovrebbe superare i sei mesi, si capisce il caos migratorio a cui è soggetta l’Italia. I profughi secondo le fonti non superano il 20% di chi entra in Italia, questo significa un esercito di clandestini non identificati con tutti i potenziali problemi del caso.
Chi guadagna da questo caos? Per prima la Lega che cavalca la paura della popolazione su un problema che essa stessa ha causato, seguono le cooperative rosse (e bianche) come ha dimostrato mafiacapitale per le quali un clandestino vale oro: più della droga e della prostituzione e i cui membri partecipano alle cene a pagamento del Pd senza che alcun membro del governo alzi un sopracciglio. Questione di money?
Il M5S ha presentato una proposta di emendamento del Regolamento di Dublino a Bruxelles, se venisse accolto gran parte del problema dell’immigrazione selvaggia, o stabilita a tavolino, rientrerebbe.

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Gli interessi sugli interessi delle cartelle Equitalia

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intervento di M5S Camera

“Banche strozzine e Stato cravattaro vanno sempre a braccetto. Vi ricordate l’anatocismo bancario? Ossia il pagamento degli interessi sugli interessi (e non solo sul capitale) a carico di chi deve rimborsare un prestito agli istituti?
Bene, ora è ricomparso il suo fratello gemello, ossia l’anatocismo fiscale. In pratica, sulle cartelle Equitalia (ma anche degli altri riscossori) si pagano non solo gli interessi di mora su imposte e sanzioni, ma anche su sanzioni e interessi dovuti, ad esempio, al ritardo nell’iscrizione a ruolo e nel caso di dilazione nella rateazione del pagamento delle cartelle stesse.

VIDEO Come controllare se la tua cartella Equitalia è illegittima

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Hai chiesto più tempo per pagare? Il termine scade? Bene: partono gli interessi sugli interessi.
La norma, scandalosa persino per il governo Monti, era stata cancellata da un decreto del 2012. Ma adesso è all’esame delle Camere un decreto legislativo della delega fiscale, quello sulla riscossione, che reintroduce la norma da usura. E pensare che qualcuno aveva pure esultato per la riduzione dell’aggio esattoriale, passato dall’8% al 6%. Il Fisco strozzino, si sa, con una mano dà e con l’altra si riprende sempre tutto. Con gli interessi (sugli interessi).” M5S Camera

PS: E’ disponibile, in offerta libera, il libro #MuriamoEquitalia che raccoglie le testimonianze degli sventurati che hanno avuto a che fare con Equitalia e hanno raccontato la loro storia nei commenti sul blog!

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31 luglio: Inaugurazione della #Trazzera5Stelle

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“Il Ministro delle infrastrutture Delrio ha dichiarato che se tutto va bene ad agosto potrebbero iniziare i lavori della bretella dell’A19. Se tutto va bene… Nel frattempo noi abbiamo completato la “trazzera” finanziata con la restituzione di parte dei nostri stipendi da deputati regionali. Abbiamo donato 300 mila euro per la realizzazione di una scorciatoia che migliorerà la viabilità lì dove il crollo del pilone ha spezzato in due la Sicilia.

VIDEO Festeggiamo tutti insieme la Trazzera 5 Stelle!

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La politica del POI è morta. Noi le cose le facciamo ORA!
L’inaugurazione sarà il 31 luglio alle ore 11.30 a Caltavuturo. Ci sarà anche Luigi Di Maio con noi! Portate amici, parenti, e miscredenti!” M5S Sicilia

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Passaparola: La Ageing Society e il futuro degli anziani, del prof. Fabrizio Cumo

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Il 30% della nostra popolazione è over 65 ma nel 2050 in Europa, in Nord America, in Asia il 15% della popolazione sarà ultra ottantenne. Ovviamente questo fenomeno provoca una serie di sfide di problemi, che la nostra società dovrà affrontare. Primo fra tutti l’aumento della popolazione inattiva con il rovesciamento della piramide demografica che non avrà più una base larga e una punta stretta, ma sta cominciando ad essere una piramide rovesciata, questo comporterà che una notevole porzione della popolazione, già adesso è al 30%, lo sarà ancora di più nel 2050, sarà inattiva, quindi necessiterà di vivere con il sussidio pensionistico. Questo sussidio pensionistico deve in qualche maniera essere compensato però da contribuzione versata da popolazione invece attiva che in realtà invece che aumentare si sta progressivamente riducendo. Fabrizio Cumo, Docente Università LaSapienza, Responsabile progetto ambientale Ageing Society

“Volevo salutare tutti gli amici del blog di Beppe Grillo qui da Roma. Sono docente alla Facoltà di Architettura dell’università di Roma La Sapienza. Sono interessato e coinvolto nella tematica della Ageing Society in quanto sono il responsabile italiano di un progetto bilaterale di ricerca proprio sull’ambiente costruito dalla Ageing Society che viene gestito tra l’Italia e il Regno di Svezia. Mi sono occupato della parte che più mi compete, cioè dell’ambiente costruito che come dovrà essere questo ambiente costruito per adeguarsi alla problematica di questa società che invecchia, di questa Ageing Society.

Invecchiamento della popolazione, un problema globale

Ovviamente questo problema non è un problema italiano, chiaramente il problema della popolazione che invecchia è un problema di tutta la civiltà occidentale, volevo ricordare alcuni dati che sono abbastanza fondamentali perché le Nazioni Unite dicono che l’età media della popolazione mondiale al 2050 sarà di 38 anni. 60 anni prima, nel 1990 l’età media era di 26 anni, quindi ci sarà nel giro di 60 anni un invecchiamento della popolazione mondiale pari a 12 anni. Questo dato è ancora più drammatico, più problematico se si va a contestualizzarlo in Europa, infatti l’Europa è il continente che ha il primato dell’età media più alta, nel 1990 già era di 37 anni, contro 26 anni a livello mondiale e nel 2050 l’O.N.U. prevede che l’età media nel continente europeo sarà di 47 anni, a fronte per esempio dell’età media sempre nel 2050 del continente africano che sarà di soli 31 anni, gli altri continenti poi hanno un’età intermedia. Questo che cosa significa? Significa che il problema dell’invecchiamento della popolazione è un problema globale mondiale, ma che assume ovviamente dei connotati ancora più stringenti, ancora più complessi se si guarda all’Europa e ovviamente in qualche misura anche al Nord America.

Il sistema pensionistico è da ripensare

Ricordiamo solo che, attualmente, l’Italia è il quarto stato con la popolazione più anziana del mondo, dopo il Giappone, Germania e la Korea quindi siamo già un Paese in cui la popolazione sta invecchiando abbastanza sensibilmente. Attualmente, il 30% della nostra popolazione è over 65 ma nel 2050 in Europa, in Nord America, in Asia il 15% della popolazione sarà ultra ottantenne. Ovviamente questo fenomeno provoca una serie di sfide di problemi, che la nostra società dovrà affrontare. Primo fra tutti l’aumento della popolazione inattiva con il rovesciamento della piramide demografica che non avrà più una base larga e una punta stretta, ma sta cominciando ad essere una piramide rovesciata, questo comporterà che una notevole porzione della popolazione, già adesso è al 30%, lo sarà ancora di più nel 2050, sarà inattiva, quindi necessiterà di vivere con il sussidio pensionistico. Questo sussidio pensionistico deve in qualche maniera essere compensato però da contribuzione versata da popolazione invece attiva, che in realtà invece che aumentare si sta progressivamente riducendo perché come abbiamo visto anche che gli ultimi dati sulla natalità non sono certo incoraggianti.

Assistenza e salute degli anziani

Inoltre c’è un problema serio, che da un lato è positivo che la nostra età si stia sempre più innalzando, dall’altro però non è così compensato anche da una buona salute, noi arriveremo tutti a essere più anziani ma non è che staremo in generale molto meglio per più anni, vivremo parecchi anni acciaccati, questo che cosa comporta? Comporta dei notevoli costi aggiuntivi per l’assistenza, l’assistenzialismo delle persone, che ricade sia sulle famiglie sia sul servizio sanitario locale. Calcoliamo che, già attualmente, se vogliamo dare un dato abbastanza grossolano ma realistico il costo assistenzialistico diviso tra famiglie e servizio sanitario per una persona, un anziano non autosufficiente va dalle 30 mila ai 50 mila Euro l’anno. Questo sicuramente comporterà un ripensamento della struttura di assistenza.
In più, un altro dato, soprattutto in Italia e in Europa, lo sbilanciamento della popolazione verso il lato femminile, questa piramide si sposterà verso il lato femminile, perché? Perché le donne sono comunque più longeve degli uomini e di solito ancora per altri 20 anni, troveremo che queste persone che sono più longeve, hanno, per il retaggio del mondo del lavoro precedente, lavorato di meno e versato meno contributi, però sono quelle che poi in realtà devono essere sostenute dal meccanismo previdenziale per più tempo.

La sfida di un’economia “Age Friendly

Queste problematiche devono essere affrontate in maniera non settoriale ma globale, che cosa significa? Che adesso o comunque negli anni passati, ciascun settore si occupava della sua problematica, in realtà adesso la sfida è globale, bisogna trovare delle soluzioni interconnesse. Parliamo di salute, di economia, di gestire questa economia dell’Ageing Society, chiamata Silver Economy. Parliamo ovviamente non solo della sussistenza della salute ma anche del Welfare, del Well Being di uno Stato Sociale, di una buona integrazione e dell’ambiente costruito, cioè di come l’ambiente che ci circonda deve essere “Age Friendly“. Un ambiente che non deve creare problemi all’anziano ma anzi deve essere pensato già da adesso fino al 2050, che è lo scenario più vicino. Queste soluzioni riguardano una sfida globale, non da giocare solo sul territorio italiano, ma come minimo, sul territorio europeo.” Fabrizio Cumo, Docente Università LaSapienza, Responsabile progetto ambientale Ageing Society

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Il Governo taglia la salute dei cittadini

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“Il Governo in queste ore sta per tagliare altri due miliardi di euro alla sanità. Saranno tagli ai posti letto, agli esami diagnostici e ai servizi di cura. Lo sta facendo in piena estate, come i ladri che ci svaligiano l’appartamento mentre siamo in vacanza. Se fosse stata una cosa buona l’avrebbero fatta a settembre, per farlo sapere a tutti.

VIDEO Due miliardi e mezzo di tagli alla sanità

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Per conoscere il destino del governo, basta guardare a Marino e Crocetta, suoi degni compagni di partito, da più tempo in carica. Il premier farà la loro stessa fine: aggrappato alla poltrona con le unghie e con i denti, pur di non far vincere il MoVimento 5 Stelle.
Ci siamo quasi. Hanno i minuti contati.” Luigi Di Maio

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