Camper e campeggio a #Italia5Stelle a Imola il 17 e 18 ottobre

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Italia 5 Stelle a Imola il 17 e 18 ottobre 2015 è accessibile a tutti. Sarà possibile passare le notti in camper o in tenda presso la struttura appositamente dedicata. I posti sono limitati, quindi si consiglia di prenotare al più presto uno dei posti disponibili inviando una mail a infoitalia5stelle@gmail.com indicando come oggetto “campeggio” ed indicando il giorno previsto di arrivo e di ripartenza, specificando se prenotate una piazzola camper o una piazzola tenda. Vi aspetto a Imola, sarà memorabile! Di seguito le indicazioni su come raggiungere il campeggio, i servizi offerti e le tariffe applicate.

COME RAGGIUNGERCI – IN CAMPER
Mappa: sul navigatore inserire via atleti azzurri d’italia 22
DALL’AUTOSTRADA AL CAMPEGGIO
– esci dal Casello Autostradale ed alla rotonda prendi la 3° uscita direzione Imola, per 500 mt
– Al primo semaforo Svolta a destra e imbocca Via Lasie per 700 mt
– alla rotonda prendi la 3° uscita imboccando la via 1° Maggio per 700 mt
– alla rotonda prendi la 2° uscita rimanendo sulla via 1° Maggio per 600 mt
– alla rotonda prendi la prima uscita imboccando la via della Cooperazione per 1200 mt
– alla rotonda prendi la 2° uscita rimanendo su via della Cooperazione e via della Solidarietà per 1600 mt
– proseguire sempre dritto ed imboccare la 4° uscita
– alla rotonda prendi la 3° uscita imboccando la via San Benedetto per 300 mt
– alla rotonda prendi la 3° uscita rimanendo sulla via San Benedetto per 400 mt
– alla rotonda successiva prendi la 2° uscita imboccando la via Pirandello per 600 mt
– alla rotonda successiva prendi la 2° uscita rimanendo su via pirandello per 200 mt, per raggiungere il campeggio, prendi la 1° uscita su Via Tiro a Segno per 1100 mt
– all’incrocio successivo Svolta a sinistra rimanendo su via Tiro a Segno per 500 mt attraversando il ponte sul fiume
– alla rotonda successiva prendi la 3° uscita su via Kennedy per 800 mt per raggiungere il campeggio

VIDEO L’Italia che voglio è un’#Italia5Stelle – 17 18 Ottobre Imola

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SOGGIORNARE – CAMPER /TENDA
Sarà allestito un campeggio che potrà accogliere camper e tende.
Il campeggio aprirà venerdì 16 ottobre alle ore 14 e chiuderà lunedì 19 ottobre alle ore 12 e sarà aperto 24 ore su 24. Sarà presente un servizio bar e allestito un servizio bagni con bagni riservati a disabili. Sarà garantita l’illuminazione notturna.
Le tariffe saranno le seguenti:
– piazzola per camper (35 mq) euro 15 per l’intera durata del soggiorno;
– piazzola tenda (20 mq) + parcheggio auto euro 15 per l’intera durata del soggiorno;
– ingresso al campeggio euro 5 per persona al giorno, per i minori di 18 anni l’ingresso è gratuito.

Tutte le prenotazioni saranno valide fino a sabato 17 ottobre alle ore 16.

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La battaglia del grano

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Le guerre del futuro si combatteranno per il cibo, non con le armi come per il petrolio, ma con tecniche più sofisticate come il cosiddetto “land grabbing“, con l’introduzione di colture non alimentari nei Paesi del Terzo Mondo e con l’utilizzo di strumenti finanziari. Il cibo è sia una necessità che un’arma. Molte nazioni, come la Cina, hanno inserito nel piano di sicurezza nazionale la sostenibilità alimentare, termine che comprende non soltanto la quantità del cibo, ma anche un prezzo del cibo accessibile dalle fasce più povere della popolazione. Bisogna cambiare la cultura del cibo e privilegiare un’alimentazione vegetariana. Per una bistecca di tre etti sono infatti necessari 4.650 litri d’acqua. Per la Cina il cibo è già oggi un fattore di sopravvivenza. La Cina ha il 19% della popolazione mondiale, il 9% delle terre arabili e il 6% dell’acqua dolce del pianeta, per questo sta facendo shopping di terreni nel mondo. La domanda di cibo mondiale sta superando l’offerta. Sempre più gente chiede cibo senza ottenerlo. Una ragione è l’aumento della popolazione mondiale passata da 1,6 miliardi dall’inizio dello scorso secolo ai circa sette miliardi di oggi e con una previsione di più di nove miliardi nel 2050. La scarsa alimentazione provoca il 45% dei decessi dei bambini sotto i cinque anni, pari a 3,1 milioni ogni anno.

Il Primo Mondo obeso

Di pari passo aumenta il fenomeno dell’obesità nei Paesi più ricchi insieme allo spreco di cibo. L’obesità ha un costo di due triliardi di dollari, pari al 2,8 % del PIL mondiale, dovuto ai costi medici e ospedalieri, alle misure prese dai governi per limitarne l’impatto e alle morti precoci. Da un lato il Terzo Mondo che muore di fame e il cosiddetto Primo Mondo obeso, un paradosso in cui entrambi sono vittime del cibo. Il neocolonialismo alimentare sta diventando un fenomeno sempre più diffuso attraverso l’acquisto o l’affitto per lunghi periodi (fino a 99 anni) di terre coltivabili direttamente da governi nazionali, in prevalenza africani e sudamericani, finora sono stati acquisiti 100 milioni di ettari con un investimento di circa 60 miliardi di dollari. In questo modo si toglie insieme alla terra letteralmente il pane di bocca a chi già non ne ha a sufficienza. Le nazioni cosiddette civilizzate che perdono il loro territorio coltivabile a causa di urbanizzazione e inquinamento, come Cina, Giappone, Arabia Saudita e Corea del Sud, lo comprano altrove. E’ il fenomeno del “land grabbing” sottovalutato dalle organizzazioni internazionali. E’ ancora un paradosso che le nazioni più industrializzate si preoccupino di inviare aiuti umanitari sotto forma di derrate alimentari, come per il Sudan e l’Etiopia, mentre sottraggono terra coltivabile insieme all’acqua che serve per irrigarla ( il 70% di tutta l’acqua disponibile nel mondo è utilizzata in agricoltura).

Il cibo come arma

Il cibo come arma è stato ipotizzato fin dagli settanta dagli USA con la dottrina Linkage che prevedeva l’embargo delle esportazioni di cereali al’URSS in caso di suoi attacchi ad altre nazioni, inoltre gli USA valutarono la possibilità di incentivare le produzioni agricole non alimentari in Africa come cotone, caffè per aumentare la dipendenza di alcune nazioni dalle importazioni dagli Stati Uniti e renderle vulnerabili a pressioni politiche.
La reazione della Russia alle sanzioni americane per l’Ucraina è un esempio recente del cibo usato come arma. Putin ha proibito l’importazione di beni alimentari dalla UE e dagli USA, questa mossa sta provocando consistenti danni economici alle principali nazioni esportatrici verso la Russia, tra cui l’Italia, con una quantità crescente di prodotti alimentari ferma nei magazzini e aziende del settore in forte difficoltà. Altro problema recente legato al cibo è il TTIP, sigla per l’accordo di convergenza transatlantico, che prevede un’unica area di circolazione dei prodotti alimentari tra USA e UE. L’accordo è fortemente contestato da movimenti e gruppi politici europei, tra cui il MoVimento 5 Stelle, perchè gli allevamenti avicoli americani hanno obblighi inferiori in materia di standard igienici e sanitari a quelli europei, per l’uso diffuso di ormoni nella carne suina e bovina e per l’utilizzo di prodotti geneticamente modificati.

L’Italia del cibo in vendita

L’Italia è sempre meno autosufficiente nella produzione di cibo, oggi non riuscirebbe a soddisfare le esigenze della sua popolazione, e non ha inserito il cibo come voce in un piano di sicurezza nazionale, in questo è in buona compagnia con la UE. Non ha neppure una rete di protezione come un fondo ad hoc contro il saccheggio sistematico da parte di investitori esteri delle nostre migliori aziende alimentari, una vera ecatombe: Invernizzi, Peroni, Fattorie Scaldasole, Averna, Pernigotti, Sasso, Carapelli, Italpizza, Orzo Bimbo, Rigamonti, Bertolli, Ferrari Casearia (27%), Eridania (49%), Gancia (70%), Parmalat, Star (75%), Riso Scotti (25%), Chianti classico, Pasta Garofalo. La Cina si sta focalizzando sulle aziende produttrici di olio e ha comprato i marchi Sagra e Berio. Per l’Italia il cibo è sia una risorsa fondamentale per l’export, i prodotti alimentari italiani sono infatti tra i più apprezzati nel mondo, sia un punto fondamentale per la sostenibilità alimentare.

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Pd infetto, Roma corrotta

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“Il M5S ha ricevuto delle accuse vergognose e infondate dall’assessore alla Legalità del Comune di Roma Alfonso Sabella e non solo. Accuse che, a detta dello stesso Sabella, sarebbero frutto delle sue sensazioni e prive di qualsiasi prova giuridica. Citando Giulio Andreotti, il che è tutto dire, Sabella ha detto che “a pensare male si fa peccato ma a volte ci si azzecca”. Ma a pensar male, e a parlar male soprattutto (come ha fatto Sabella), a volte si fa anche reato, non solo peccato, specialmente se si calunnia l’unica forza politica uscita pulita da Mafia Capitale, con zero indagati e zero arrestati.
E’ ormai evidente che dalla nomina politica ricevuta dal Pd, Sabella ha praticamente appeso la toga al chiodo e da diverso tempo si diverte a fare il politicante da bar. Proprio come i suoi “colleghi” Orfini ed Esposito (l’ultimo, secondo quanto emerso in questi giorni ed, potrebbe risultare coinvolto per gli appalti della Tav), ne spara quante può, di qua e di là, una dietro l’altra, convinto che il suo trascorso a Palermo gli abbia dipinto sulla testa l’aureola del santo. Sbagliato.
Se il suo scopo era finire sui giornali, c’è riuscito. Ma sia chiaro, il M5S non prende lezioni di legalità da nessuno.

Ed ora ecco la verità:
1) Sabella ha detto che dei 71 stabilimenti e spiagge libere dove c’erano irregolarità il Movimento 5 Stelle si è preoccupato solo di quella in gestione a Libera. Falso. Il 3 marzo 2015 il M5S Ostia ha presentato un ordine del giorno in cui elencava le irregolarità su tutte le spiagge del litorale romano. Quel documento, che portava la firma proprio di Paolo Ferrara, non solo venne approvato, ma Sabella – delegato da Marino a sostituire il Presidente arrestato Tassone – ovviamente lo ricevette e, vogliamo augurarci, lo lesse. Oggi però sembra essersene dimenticato. Quindi le cose sono due: o Sabella ha un serio problema di memoria, oppure la “dimenticanza” è voluta.

2) Recentemente abbiamo presentato un’interrogazione dove chiediamo di fare chiarezza in merito ad alcuni articoli di giornale che parlano di irregolarità rilevate all’interno della ‘Spiaggia Libera-SPQR‘, data in concessione all’Ati (Associazione territoriale d’impresa), composta da Uisp Roma e Libera. E’ quello che facciamo da sempre: non fermarci alle parole, ma andare subito ai fatti. Abbiamo chiesto di accertare le eventuali irregolarità e la loro rilevanza. Libera, come tutti, non è al di sopra della legge. Da questa legittima richiesta di trasparenza e legalità, Sabella vorrebbe affermare che il M5S è contro Libera. Il M5S non è contro Libera, ma contro l’illegalità. Ci rincresce davvero se questa nostra legittima posizione venga artatamente mistificata e fatta passare per un nostro attacco alla predetta associazione. Questo è un metodo vile e falso. Non ci appartiene. Lo lasciamo a un disperato PD.

3) A sostegno delle sue colorite tesi, l’assessore Sabella – proprio come Esposito e Orfini – parla spesso di un “incontro segreto” fatto da alcuni esponenti locali e nazionali del M5S con le sigle sindacali delle associazioni balneari che si occupano del litorale romano. Anche questo è falso. Quell’incontro si svolse il 25 giugno alla luce del sole e fu diffuso dai canali istituzionali del Movimento. Per amor di cronaca, è dunque bene ricordare che tre giorni prima di noi era stato proprio Sabella ad incontrare le stesse sigle sindacali di Ostia. Quindi non si capisce il perché queste sigle sindacali siano pulite se ad incontrarle è l’assessore Sabella, ma si trasformino in un manipolo di criminali quando ad incontrarle è il M5S. Nel momento in cui emergerà anche il più piccolo dubbio sulla trasparenza e la legalità di una o l’altra sigla, saremo i primi a denunciare. Come sempre fatto. Ma intanto Sabella, Orfini ed Esposito se ne stiano buoni al loro posto. Gli ricordiamo che ad essere stato decimato dagli arresti di Mafia Capitale è il loro partito, incluso l’arresto dell’ex presidente di Ostia Tassone.

4) La scorsa settimana Sabella ha detto chiaramente che “Roma non è mafiosa, ma è corrotta”, come se le due cose fossero completamente sconnesse. Da magistrato dovrebbe andare a rileggersi il parere dei Ros. Forse, abituato a Palermo, crede servano ancora i santini per parlare di mafia. Noi ci limitiamo ricordargli che il tribunale di Roma su alcuni soggetti sta procedendo per associazione mafiosa.

5) Per ultimo, qualche giorno fa sempre Sabella in un’intervista a Repubblica ha detto che Mafia Capitale è tutta colpa di Alemanno e che, entrata la giunta Marino, si sono registrate delle semplici “superficialità”. Bene, anche in questo caso l’assessore ha bisogno che qualcuno gli rinfreschi la memoria. Nel gennaio 2014, quasi un anno prima dell’arresto di Salvatore Buzzi e i suoi presunti complici, gli ispettori del Mef – Ministero dell’Economia e delle Finanze – avevano infatti scritto parole chiare e allarmanti sugli appalti assegnati alla Eriches 29, una delle cooperative del manager considerato l’anima imprenditoriale di Mafia Capitale. Lo stesso avevano fatto sulla Domus Caritatis, del gruppo La Cascina. Marino era al Campidoglio da ben 7 mesi, ed ignorò tali pareri, lasciando che Buzzi, Carminati e qualche svenduto del Pd e del centrodestra continuassero a mangiare sulle spalle dei romani. Del resto Marino e la sua Giunta (quindi pure Sabella) a luglio scorso approvavano un bilancio in cui vi erano proroghe per quasi 15 milioni di euro per appalti sull’emergenza abitativa. Inevitabile il nostro esposto.

Caro Sabella, questa è la realtà e bisogna solo prenderne atto. Le ricordiamo che per aderire al M5S ogni cittadino deve presentare la sua fedina penale: se è pulita può iscriversi, se è sporca rimane fuori la porta. E’ una nostra forma di libertà e ne andiamo orgogliosi. Le nostre liste sono pulite. I nostri portavoce in tutte le istituzioni del Paese sono persone pulite. Per il resto, invece di dispensare lezioni lo accetti lei, questa volta, un consiglio: non si faccia strumentalizzare dallo stesso partito che oggi si riempie la bocca di legalità, ma per anni ha lucrato sui cittadini, romani e italiani, stringendo affari con personaggi legati a clan criminali. Il PD è roba vecchia. Roba marcia. il futuro è a 5 Stelle”.
Daniele Frongia, Marcello De Vito, Virginia Raggi, Enrico Stefano – M5S Roma

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Come faccio a sapere se sto male se non faccio l’esame?

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“Ti dicono che hai diritto all’esame solo se sei malato, ma se non fai l’esame come fai a saperlo? Allora io dico al governo e ai suoi ministri: fatevi una tac al cervello! Questi non sono incompetenti. L’incompetenza politica è un alibi. Qui esiste la malafede. Sono diabolici” Luigi Di Maio

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A Imola i punti d’ascolto su Equitalia

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“Sappiamo bene che Equitalia tartassa i piccoli, i cittadini normali e perdona i potenti, gli amici degli amici. Spedisce le cartelle pure ai bambini, bussa alla porta dei morti e deruba persino i disabili. Non si contano più i casi di imprenditori mandati sul lastrico dagli esattori di Stato. In tutto questo, le aziende chiudono, e i suicidi si moltiplicano. Non è più possibile tollerare questa situazione.
Il M5S vuole certamente abolire la società di riscossione, e questo è un punto fermo del nostro programma. Ma intanto, nel maggio scorso, abbiamo inaugurato un punto di ascolto a Cagliari, una sorta di sportello di soccorso anti-Equitalia. Tutti i cittadini che hanno dubbi sulle loro cartelle e su quanto viene contestato, possono andare, parlare con professionisti e con nostri attivisti informati nello specifico su questo tema, che si mettono a disposizione per una consulenza gratuita.
Nel primo mese, il punto d’ascolto di Cagliari ha trattato cartelle per 3,5 milioni di euro. Ma soprattutto gli attivisti M5S hanno proposto sgravi fiscali per 415 mila euro, hanno rintracciato pagamenti non dovuti per 25 mila euro e hanno individuato 26 mila euro di sanzioni decadute. Questi successi ci hanno spinto naturalmente a lavorare per attivare altri punti di ascolto nel resto d’Italia.
Quando lo Stato non dà più una mano ai cittadini, i cittadini si fanno Stato per darsi una mano a vicenda. Questa è la nostra idea di Paese. Ti invitiamo a conoscerla a Imola il 17-18 ottobre all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”. Proprio a Imola, ci saranno importanti novità e sarà presente addirittura uno stand anti-Equitalia. Invitiamo tutti a visitarlo, a segnalare criticità legate alle cartelle esattoriali e invitiamo anche i professionisti interessati a offrire un po’ del loro tempo accanto a cittadini ed attivisti. Come forse sai, siamo l’unica forza politica che rifiuta il finanziamento pubblico e quindi ti chiediamo una donazione, quanto puoi e desideri donare per realizzare Italia a 5 Stelle. Nell’Italia che vogliamo il fisco è più semplice e più giusto. L’Italia che vogliamo è un’Italia a 5 stelle!”
Carlo Sibilia, M5s Camera

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La partita del gas naturale e la sovranità dell’Italia

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Intervento di Andrea Cioffi, portavoce MoVimento 5 Stelle Senato

“L’energia è da sempre un nodo centrale delle politiche strategiche globali. Il gas naturale, in particolare, ha assunto negli anni un’importanza fondamentale nella ridefinizione degli equilibri globali.
L’Europa e l’Italia continuano ad essere fortemente dipendenti dalle importazioni di gas. La Russia fa la parte del leone soddisfacendo il 29% del fabbisogno del continente, per un controvalore di circa 50 miliardi di euro l’anno. Dopo il picco del 2005 il fabbisogno europeo di gas è diminuito, ma è anche declinata contemporaneamente la produzione interna. La dipendenza energetica dalla Russia è diventata quindi più stringente. Il Cremlino ha progettato due nuovi metanodotti,oltre a quello dell’era sovietica che transita per l’Ucraina. Si tratta del North Stream (che congiunge il Mar Baltico alla Germania saltando i Paesi est europei) e del South Stream (dai Paesi balcanici all’Italia). Ma se il primo è stato realizzato in tempi brevi e ha iniziato a trasportare il gas russo già dal 2011, il secondo è stato infine abbandonato.
In questo modo, considerando che la crisi ucraina ha acuito i problemi di approvvigionamento del gas attraverso la via tradizionale, la Germania si è ritagliata di fatto il ruolo di fornitrice europea del gas russo, tagliando fuori soprattutto l’Italia, già soffocata insieme agli altri Paesi mediterranei dall’austerità tedesca.
A complicare il quadro c’è il recentissimo accordo tra Germania e Russia per raddoppiare la capacità del gasdotto North Stream, portandola da 55 miliardi di metri cubi l’anno a 110, ovvero la quasi totalità dei 117 miliardi di metri cubi l’anno che l’Europa importa dalla Russia .
Il dominio tedesco in Europa, attraverso gli accordi con la Russia, si accompagna ai movimenti extra-europei della stessa Russia, che lo scorso anno ha trovato un accordo con la Cina per venderle 38 miliardi di metri cubi di gas l’anno a partire dal 2017 (gasdotto Power of Siberia). La Russia quindi diversifica le sue esportazioni energetiche globali proprio mentre la UE diventa sempre più dipendente dal gas naturale russo.
Va notato che il successo delle manovre russe dipende in gran parte dal sostegno tedesco e la Germania, con il raddoppio del North Stream, sembra intenzionata a garantire questo sostegno nel tempo.
La partita interessa anche e soprattutto gli Stati Uniti. I movimenti russi potrebbero essere letti come il tentativo difensivo di slegarsi dal gasdotto ucraino, che non offre più solide garanzie dopo che il Presidente filo-russo Janukovyc è stato sostituito da Porosenko, dichiaratamente filo-atlantico. Sarebbe bene chiedersi quale sia stato il ruolo degli Stati Uniti in questo improvviso capovolgimento politico.
L’Italia, in tutto ciò, non dovrebbe semplicemente accodarsi all’imperialismo più forte (che rimane di gran lunga quello della Nato a guida americana, considerato sia il lato militare che quello economico), ma agire di sponda per riguadagnare le sostanziose porzioni di sovranità sottratte al popolo italiano negli ultimi decenni.
L’Italia non ha bisogno né di un’Europa a guida tedesca, né di un nuovo imperialismo russo-cinese né del soffocante e deleterio imperialismo americano. I conflitti tra le superpotenze vanno sfruttati, ma sempre tenendo conto che il fine ultimo è la sovranità del popolo italiano.
In questo senso, le principali mosse devono riguardare gli investimenti in efficienza energetica, la produzione distribuita di energia, sistemi di accumulo e sviluppo delle fonti rinnovabili. Ma per passare dalle parole ai fatti servono statisti, e non marionette catapultate a Palazzo Chigi da precisi interessi esteri”.
Andrea Cioffi, portavoce MoVimento 5 Stelle Senato

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Pestato a sangue per aver suonato il clacson

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“Picchiato a sangue per aver fatto spostare una macchina in doppia fila: è accaduto all’autista di un autobus della Capitale.
E’ successo ieri, 24 settembre, a Roma, nella zona de la Rustica. Intorno alle 18, durante l’ultima corsa del turno sulla linea 447, l’autista Giovanni Ardovini ha trovato un macchina che gli impediva di passare. Il proprietario della vettura ha spostato il mezzo, ma poi ha spaccato il vetro dell’autobus per aggredire l’autista che ha subito chiamato la centrale operativa della Roma-Tpl, l’ambulanza e le forze dell’ordine.
“Ho suonato perché volevo che le macchine si spostassero – ha spiegato Ardovini a Tele Radio Stereo – Una ragazza che si trovava all’interno della macchina ferma a sinistra si è affacciata e mi ha fatto un gesto come a voler dire ‘non mi sposto posso fare come mi pare’. Ho insistito, la macchina si è spostata e sono riuscito a passare. Fatti pochi metri però mi sono dovuto rifermare allo stop. A questo punto l’altro occupante della macchina, non la ragazza, è sceso, è venuto sotto al mio finestrino, e con un pugno ha rotto il vetro che si è sbriciolato”.

“I frammenti sono finiti sul mio volto – ha continuato l’autista- e a quel punto ho dovuto chiamare l’ambulanza, visto che perdevo sangue, e l’auto di assistenza della mia azienda. Mi sono chiuso dentro l’autobus con l’aggressore che mi invitava ad andare via dicendo che non era successo niente. Come è arrivata la macchina di Roma Tpl ci sono salito sopra e ho aspettato i soccorsi“.

Ma, all’arrivo dell’ambulanza, ricomincia la violenza: “Sono sceso dalla macchina per farmi medicare e a quel punto mi hanno aggredito alle spalle un numero imprecisato di persone ‘gonfiandomi’ di botte. Non mi sono reso conto di quanti fossero perché sono arrivati da dietro massacrandomi con calci e pugni. Sono finito in ospedale con tumefazioni al volto e un’infrazione alla spalla sinistra. Nelle prossime ore deciderò se sporgere denuncia“, ha concluso Ardovini.

“Esprimo piena e totale solidarietà all’autista della Società Roma TPL che è stato barbaramente aggredito nella giornata di ieri, mentre prestava servizio su una vettura. L’augurio è che i vigliacchi che lo hanno selvaggiamente picchiato siano assicurati presto alla giustizia” – ha detto Stefano Esposito, assessore ai Trasporti di Roma Capitale – “Certi episodi non possono più essere tollerati, per quanto mi riguarda assumo personalmente l’impegno di attivarmi nelle sedi preposte per fare in modo che venga rafforzata la sicurezza sugli autobus”.

Parole di sostegno all’autista sono arrivate anche da Fabrizio Ghera, capogruppo capitolino di Fdi-An: “Si è trattato di una vera e propria aggressione mentre era in servizio e peraltro alcune persone vicine all’aggressore si sono scagliate con violenza contro l’indifeso autista, colpendolo con calci e pugni mentre saliva sull’ambulanza. Come Fdi-An esprimiamo piena solidarietà all’autista aggredito della Roma-Tpl””.
Fonte

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