#VotiamoliVia: per sfiduciare Marino basta votare la mozione M5S

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Il Pd ha paura delle elezioni a Roma e tiene Marino come sindaco. Dobbiamo liberare Roma tenuta ostaggio delle faide del Pd. Se anche tu pensi che i cittadini romani, come tutti gli italiani, abbiano diritto di votare e di scegliere chi deve governare manda il tuo messaggio su Twitter con l’hashtag #VotiamoliVia. L’Italia 5 Stelle è vicina!

intervento di Alessandro Di Battista

“Al Pd e a Marino non gliene frega nulla dei romani, del giubileo, della sporcizia, della povertà, dell’emergenza abitativa. Non gli interessa. Il Pd vuole salvare la faccia e ha paura delle elezioni perchè sa che il M5S è forte e Roma è con noi. A Marino basta rimediare una poltrona in qualche modo. Queste persone tengono sotto ostaggio la città.

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“Roma è sotto ostaggio delle faide del Pd. Vogliono sfiduciare il sindaco Marino? Perfetto! Basta che votino la mozione di sfiducia depositata dal M5S e permetteranno ai romani di andare al voto. Vogliono presentarne una loro? Lo facciano e la voteremo senza problemi. La verità è che cercano tempo per spartirsi il potere. Ma possiamo ancora fidarci di queste persone? Vi prego: spingiamo tutti affinchè io e gli altri romani possiamo andare a votare il prima possibile! #VotiamoliVia!” Alessandro Di Battista

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Pillole di #instabilità: aumenta il ticket sanità

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intervento di Barbara Lezzi

“Gli Enti locali sono stati letteralmente massacrati dall’inizio dell’austerità, nel 2011, ad oggi. Questo Governo continua a inferire in particolare sulle Regioni (nelle quali la sanità pubblica interessa l’80% circa del bilancio) e nella legge di Stabilità ha programmato a loro danno altri 18,7 miliardi di tagli in 4 anni (2016-2019). Solo il prossimo anno verranno a mancare 2,15 miliardi, 2 dei quali alla sanità pubblica.

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Le Regioni, alcune delle quali sono già in disavanzo sanitario, potranno reagire solo aumentando i ticket e la principale imposta regionale: l’Irpef.
Per i cittadini significa che l’abolizione della Tasi sulla prima casa verrà pagata con gli interessi, al prezzo della salute e dei servizi pubblici. Il Governo gioca con l’intelligenza dei cittadini come nell’ultima legge finanziaria e taglia le tasse a livello centrale per aumentarle in misura maggiore a livello locale, così da scaricare su sindaci e governatori l’austerità richiesta dall’Unione Europea.
Nel 2017 le Regioni pagheranno con altri 5 miliardi, nel 2018 con 6,14 miliardi e nel 2019, infine, con 5,48 miliardi. Stiamo assistendo al tracollo dello Stato sociale e dei servizi pubblici fondamentali che sono al centro della nostra Costituzione. E tutto ciò mentre il Presidente del Consiglio ci viene a dire che si sta battendo contro l’austerità europea e che la sua finanziaria è espansiva e farà ripartire il Paese. Deliri di un burattino destinato al fallimento.” Barbara Lezzi

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#RestitutionDay M5S: 100.000 euro per la scuola colpita dall’alluvione

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I portavoce M5S si tagliano lo stipendio e restituiscono i soldi ai cittadini aiutandoli a ricostruire una scuola, come accade oggi a Benevento. I partiti non scuciono un euro per il dissesto idrogeologico e si fanno la leggina Boccadutri per intascare i soldi dei rimborsi elettorali senza controllo. L’Italia 5 Stelle c’è già.

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“Stamattina l’Istituto tecnico superiore “Salvatore Rampone” di Benevento tornerà alla normalità dopo l’alluvione. Stamattina i nostri consiglieri regionali staccheranno un assegno di 105 mila 829 euro all’istituto superiore colpito dall’alluvione e io sarò con loro.

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In 4 mesi i nostri 7 consiglieri regionali campani, si sono tagliati la metà del proprio stipendio.
105.000 euro in 4 mesi per rimettere in sesto una scuola. Quante scuole si potevano aiutare se tutti i consiglieri regionali avessero fatto la stessa cosa negli ultimi 20 anni?
Questo non lo perdonerò mai ai partiti.” Luigi Di Maio

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L’#Eurogolpe in Portogallo

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E di colpo di stato in colpo di stato, la zona euro finirà per instaurare un regime di colpo di stato permanente“. Jacques Sapir, economista francese. Chi sarà il prossimo?

Intervento di Diego Fusaro, da La Cosa

“Nel silenzio generale, è accaduto qualcosa di estremamente grave in Portogallo. Non se ne è parlato a sufficienza, e c’era da aspettarselo. Il sistema mediatico punta i riflettori solo su ciò che riconferma l’ordine esistente, mai su ciò che ne svela le contraddizioni e i difetti.

Chi vince le elezioni non può governare
Cos’è accaduto di preciso? In Portogallo vi è stata la grave decisione del presidente della repubblica Cavaco Silva di non affidare l’incarico di governo alla coalizione di sinistra che ha raggiunto la maggioranza, che rischierebbe con le sue “pretese populiste” di “destabilizzare i mercati”.
In pratica, il Presidente si è rifiutato di conferire l’incarico al leader della coalizione anti-euro Antonio Costa che ha regolarmente vinto le elezioni se unito in coalizione con il “Bloco de Esquerda” (Blocco di sinistra, ndr). Motivo? Si destabilizzerebbero i mercati. La coalizione anti-euro portoghese è per l’uscita dall’eurozona, ma anche per lo scioglimento della Nato: è, insomma, memore della lezione di Marx, a differenza dei partiti di sinistra italici al guinzaglio di Monsieur le Capital. È, diciamolo, una sinistra che non ha sostituito la lotta per il lavoro e i diritti sociali con le lotte per i diritti dell’individuo astratto à la Robinson Crusoe.

VIDEO L’intervento di Fusaro su La7

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Comandano i mercati

Quanto sta avvenendo in Portogallo merita attenzione e, in un certo senso, deve destare preoccupazione per almeno tre ordini di motivi:

1) Finalmente si mostra il vero volto dell’Unione Europea, ossia dell’unificazione monetaria dell’Europa tramite la moneta unica e il potere finanziario; e il vero volto dell’Europa è oggi un volto fintamente democratico, essendo invece la sua essenza di tipo autoritario e contraria a ogni autentica vocazione democratica. Nell’Europa delle banche il potere è concentrato nella Bce e i popoli e gli Stati come soggetti non contano nulla. Se emergono il dissenso e la volontà di uscire dal sistema euro, ecco che l’autoritarismo si mostra apertamente, come nel caso del Portogallo: decide il mercato, non il popolo. Se le scelte del popolo contrastano con quelle del mercato, tanto peggio per il popolo! Come ho sostenuto nel mio “Il futuro è nostro” (cap. VI), l’euro e l’Unione Europea sono il compimento, nel Vecchio continente, del “capitalismo assoluto”, affrancato anche dalla residua forza del politico e dello Stato sovrano nazionale con primato della politica sull’economia. Sorge, ovviamente, una domanda: dove sono, questa volta, le anime belle della democrazia italiana? Dove sono quelli che sempre si agitano in nome dei diritti e della democrazia?” Diego Fusarocontinua a leggere su La Cosa

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Il trucco del roaming delle compagnie telefoniche

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Addio roaming? Macché… esce dalla porta e rientra dalla finestra, forse addirittura più forte di prima. Il Parlamento europeo ha votato la proposta legislativa del Consiglio europeo sulle comunicazioni elettroniche nel mercato unico digitale, un provvedimento truffa per tutti i consumatori. Il roaming non sparisce dal 2017 così come solennemente promesso, ma cambia semplicemente nome e destinatari. Adesso lo paga solo chi usa il proprio telefono all’estero, nel 2017 lo pagheranno tutti, anche la casalinga di Voghera che non ha mai preso l’aereo. Com’è possibile? Ecco i 3 trucchi ideati dalle grandi compagnie telefoniche e supinamente recepiti in questo nuovo regolamento dalle Istituzioni europee.

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TRUFFA 1. Roaming indiretto per tutti.

A partire dal 2017 il mercato europeo delle comunicazioni digitali cambierà volto. Ogni compagnia telefonica nazionale pagherà agli altri operatori (B2B) per il roaming dei propri clienti in altri Paesi dell’Unione. Facciamo un esempio: la signora Maria va a Londra per il fine settimana e il suo cellulare una volta atterrata si collega alla rete telefonica della compagnia inglese X. Finito il fine settimana X chiede alla sua compagnia telefonica italiana Y il “conto” del traffico dati utilizzato da Maria durante il suo viaggio. Questo canone B2B che X deve a Y verrà spalmato da X su tutti i propri clienti includendolo nei diversi piani tariffari di tutti i suoi clienti. Il roaming cambia nome e natura ma non sparisce: le grandi compagnie di telecomunicazioni scaricano i mancati profitti del vecchio roaming su tutti i cittadini, anche su quelli che non viaggiano mai. Questa è una socializzazione opaca di tutti i costi di roaming, altro che mercato libero!

VIDEO La finta abolizione del roaming

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TRUFFA 2. Ecco quando il roaming ritorna

Per evitare la fuga verso gli operatori dell’Europa dell’est che hanno piani tariffari molto convenienti, le compagnie potranno fissare un tetto massimo di giorni di utilizzo del cellulare all’estero, oltre al quale il roaming tornerà magicamente a pagamento. Si chiama “profilo di utente medio” e stabilisce la media, secondi gli studi delle stesse compagnie, dei giorni trascorsi all’estero dagli italiani che hanno un cellulare. Sopra questa media l’addebito specifico di roaming al cliente ritornerà, con un supplemento al minuto approvato dalle Authority delle telecomunicazioni. Facciamo un esempio: se gli operatori italiani decideranno che il “profilo di utente medio” è di 20 giorni all’anno trascorsi all’estero, a chi ne trascorre 25 l’addebito per roaming riapparirà a partire dal ventunesimo giorno. E’ una fregatura per tutti gli studenti Erasmus o quelli che si recano spesso all’estero per lavoro.

TRUFFA 3. Le deroghe per le compagnie che sbagliano i conti

Poiché il nuovo mercato delle telecomunicazioni presenterà delle incognite (vedi Truffa 1 – l’operatore farà una stima di quanto roaming B2B dovrà pagare per spalmarlo nei suoi piani tariffari), gli operatori sono riusciti a fare inserire nella legislazione una deroga: se le loro perdite diventano insostenibili (cioè se alla fine dell’anno i suoi clienti hanno viaggiato più del previsto e i costi di roaming per gli altri operatori crescono più del previsto) d’accordo con le Authority nazionali, potranno essere ritoccati i piani tariffari dei clienti retroattivamente, chiedendo un secondo sovraccarico specifico di roaming al proprio cliente. Facciamo un esempio: Maria vive a Sanremo ma ogni tanto si sposta a Cannes. Sottoscrive un piano tariffario con X e si adatta al “profilo di utente medio“, cioè non viaggia più del tetto stabilito. Maria pensa di non pagare il roaming in Francia ma la compagnia telefonica X ha fatto male i conti. X potrà chiedere a Maria un canone aggiuntivo rispetto a quanto pattuito nel suo piano tariffario. Con questa norma si perde definitivamente la trasparenza del mercato delle telecomunicazioni a tutto vantaggio della discrezionalità dell’operatore e dei suoi profitti.

LA RETE NON SARA’ PIU’ NEUTRALE

Il voto del Parlamento europeo sancisce inoltre la fine della cosiddetta net-neutrality. Una rete neutrale dovrebbe essere a disposizione di tutti, senza imporre restrizioni arbitrarie su alcuni traffici né dare dei privilegi ad altri. Finisce il sogno di un Internet concepito come straordinario spazio pubblico globale, bene comune immateriale, motore straordinario di innovazione, conoscenza, uguaglianza e opportunità. Nasce l’era dell’open access, il modello voluto da questa Europa, che trasforma la rete in una autostrada con più corsie a pagamento differenziato.
Solo i grandi Big della rete (es. Facebook, Google, Amazon) potranno accedere alla corsia veloce per garantire prestazioni ottimali ai servizi che offrono, lasciando pagine lente, documenti da scaricare che non si scaricano, pessima qualità di rete ai concorrenti minori. La scuola che vuole inserire alcuni testi scolastici per gli studenti nel suo sito internet o la fattoria che vuole vendere i propri prodotti all’estero avranno una larghezza di banda inferiore e dunque perderanno clienti e opportunità. Si aprono, inoltre, delle vere possibilità di censura: il Parlamento ha rifiutato di trattare in modo uguale i servizi funzionali equivalenti. Facciamo un esempio: il gestore della rete potrà decidere, senza dare spiegazioni, se un giornale/sito/blog gli sta simpatico e metterlo così nella corsia veloce; se gli sta antipatico può invece essere degradato nella corsia più lenta. Questa è la negazione della libertà di espressione.
Questa Europa sta producendo nuove iniquità, nuove diseguaglianze, nuove corsie privilegiate anche nel mondo virtuale.” M5S Europa

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Il candidato sindaco di Roma del M5S

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A Roma, così come in tutti gli altri comuni dove si andrà al voto nella primavera del 2016, la formazione della lista e la scelta del candidato sindaco saranno fatte dagli iscritti e dagli attivisti come è avvenuto finora. Il M5S è un movimento di popolo che vuole far partecipare i cittadini alla cosa pubblica a partire dal basso. Non ci saranno quindi nomi “noti” esterni al M5S della cosiddetta “società civile” proposti per la carica di sindaco o nelle liste, né deroghe alle regole finora applicatè.

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Appalti #RAI: il Pd aiuta i corrotti

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“È stata la nostra battaglia dal primo giorno. Sugli appalti la Rai deve fare trasparenza ed è intollerabile che la maggioranza e il governo con la riforma Rai forniscano all’azienda strumenti per favorire ancora di più opacità e episodi di corruzione.
Le indagini delle Fiamme Gialle sulle società dei fratelli Biancifiori e sul giro di mazzette pagate ai dirigenti Rai (e non solo) per ottenere il monopolio delle forniture tecniche ci sta dando ragione su tutta linea.
I due imprenditori elargivano regali, pagavano bustarelle o vacanze in resort di lusso, assicuravano assunzioni di amici ai funzionari della televisione pubblica per aggiudicarsi gli appalti. Si parla di fatture false per 38 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per truccare a proprio vantaggio il sistema.
L’aspetto gravissimo è che la Rai ha tenuto nascosti alla procura tutti i dossier sugli audit interni, ovvero sulle verifiche fatte internamente all’azienda che già mettevano nero su bianco una serie di anomalie nell’assegnazione delle commesse. I dirigenti non hanno segnalato nulla coprendo così un sistema corrotto che riguarda trasmissioni di punta come UnoMattina, Linea Verde, Virus, il Festival di Sanremo e anche le amministrazioni di alcune sedi regionali. Agli inquirenti, che ne avevano fatto richiesta quando avevano saputo dell’esistenza di quei documenti, non è mai stato consegnato nulla. Gli investigatori hanno dovuto bussare alla porta di Viale Mazzini muniti di un decreto del pm per raccogliere la documentazione.
L’esecutivo e il Pd hanno agito in modo irresponsabile prevedendo nel ddl Rai tutta una serie di deroghe speciali al Codice degli appalti che possono solamente peggiorare una situazione già compromessa, come testimoniano le cronache di questi giorni.
Queste norme devono essere interamente stralciate dalla legge. La risposta della politica deve consistere nel garantire legalità e trasparenza con regole chiare e precise, esattamente l’opposto di quello che hanno fatto governo e maggioranza con il ddl di riforma Rai.” Roberto Fico, Presidente Vigilanza RAI

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