Elezioni comunali – repetita iuvant

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Per partecipare alle elezioni comunali bisogna seguire la procedura di richiesta di certificazione. Nel caso di più liste e in mancanza di un accordo per presentarne una sola si procederà se il caso con una votazione on line tra gli iscritti al M5S del comune. Una lista non esiste se non è stata certificata con le modalità riportate qui. Chiunque accrediti una lista non certificata a nome del M5S verrà diffidato.

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Passaparola: #Expo, fallimento passato presente e futuro – di Gianni Barbacetto

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Tutti i giornali ripetono il mantra del governo sul successo ell’Expo. Nessuno tira fuori i dati però. Nel Passaparola di oggi Gianni Barbacetto, autore del libro “Excelsior. Il gran ballo dell’Expo“, fa i conti e prevede un buco di bilancio che sarà fra i 200 e i 400 milioni di euro. E questo è solo l’inizio. Passaparola!

“Un saluto agli amici del blog di Beppe Grillo! E’ diventato obbligatorio celebrare, applaudire, glorificare in successo di Expo perché Expo ci è stato presentato come l’icona dell’Italia che riparte. Ma è stato davvero un successo? Guardiamo i fatti, guardiamo le cifre e guardiamo la sorte del dopo Expo!

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Il flop dei biglietti Expo
Ci hanno detto che i biglietti venduti sono stati oltre 22 milioni, in realtà secondo i calcoli e i dati che da dentro Expo sono filtrati e che il Fatto Quotidiano ha raccolto i visitatori veri, quelli paganti, sono stati attorno ai 18 milioni, con lo stesso risultato l’Expo di Hannover nel 2000 è stato qualificato come il flop del millennio, ormai le cifre quelle da guardare non sono più tanto quelle dei visitatori, ma quelle del bilancio. Il prezzo medio del biglietto è stato molto abbassato per ottenere gli ingressi degli ultimi 3 mesi, dopo che invece i primi 3 mesi Expo era abbastanza vuoto, cosa è successo? Costo del biglietto medio molto abbassato, grandi sconti, proprio saldi di fine stagione abbassamento delle entrate, dai nostri calcoli si può prevedere che il buco di bilancio di Expo sarà dai 200 ai 400 milioni di Euro, certamente non un successo. Poi c’è chi dice però: non si può giudicare Expo soltanto dai soldi, dalle cifre, bisogna anche vedere il lascito morale di Expo, benissimo qual è il lascito morale di Expo?

Il fallimento della Carta di Milano
La famosa Carta di Milano che si è proposta addirittura di risolvere un problema globale come quello della fame nel mondo, ci è riuscita? No, la Carta di Milano è un elenco di buone intenzioni senza vincoli per i paesi che l’hanno firmata, dunque probabilmente resterà sulla carta. D’altra parte le organizzazioni, le Ong più qualificate che hanno anche partecipato alla stesura della Carta di Milano alla fine non l’hanno firmata, perché?
Vi leggo alcune risposte: Slow Food Italia dice: la Carta di Milano è solo un rassicurante elenco di buone intenzioni, abbiamo deciso di non firmarla perché non tocca alcuni nodi a la proprietà dei semi, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici. Caritas internazionalis ha dichiarato: “è una carta scritta dai ricchi per i ricchi e non parla di speculazione finanziaria, accaparramento delle terre, diffusione degli Ogm, perdita della biodiversità, clima, speculazioni finanziarie sul cibo, acqua, desertificazioni, biocombustibili” non mi pare un giudizio molto lusinghiero.

Extra costi e bonifiche: chi li paga?
Extra costi tutte le aziende che hanno vinto appalti, alcune sappiamo, li hanno vinti anche truccando le gare, hanno chiesto extra costi, più soldi, molti più soldi di quelli con i quali avevano vinto le gare, ancora non sappiamo, ci sono trattative in corso, ancora non sappiamo quanti soldi andranno a queste aziende.
Il secondo problema è quello delle bonifiche, le bonifiche non sono state fatte, c’era un preventivo di 6 milioni per le bonifiche, ora sappiamo che ce ne vogliono più di 70 e soprattutto non sappiamo però a carico di chi, di solito è il venditore dell’area che deve consegnarla già bonificata, in questo caso chi procederà alle bonifiche? Anche questo non lo sappiamo e comunque sono costi che peseranno per il futuro.

Il dopo Expo?
Il grande problema a questo punto è il dopo lì abbiamo un’area immensa di oltre 1 milione di metri quadrati che dovrà trovare un suo utilizzo perché su quell’area sono stati impiegati 2.400.000.000 di denaro pubblico, di soldi nostri, cosa succederà di quell’area? Intanto non abbiamo quell’effetto che ci avevano promesso, ci promettevano 200 mila posti di lavoro nuovi? Non ce ne è traccia, in Lombardia l’occupazione è ancora in calo, ci promettevano aumenti del Pil di 1, 2, 3, 4 punti? Non ci pare l’aumento del Pil è di 0, e è dato da altri fattori non certo da Expo, cosa succederà almeno dopo di quell’area? Le idee non potevano essere più confuse di così.
Intanto c’è il peccato originale di Expo: quell’area è stata comprata per la prima volta nella storia degli Expo di tutto il mondo, con i soldi pubblici perché l’Expo per la prima volta è stato realizzato su aree private, così sostanzialmente il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno dovuto indebitarsi con le banche, per circa 200 milioni, chi restituirà quei soldi al Comune di Milano e a Regione Lombardia? Ancora non lo sappiamo, è stata fatta un’asta per rivendere quelle aree nel novembre 2014 nessuno si è presentato.
C’è questo peccato originale e poi c’è il cosa farci, il cosa fare dopo. Le idee che sono uscite finora sono di trasportare sul sito di Expo le facoltà scientifiche dell’università statale è un’idea del Rettore della statale Gianluca Vago, ottima idea ma con quali soldi? Con quale regia? Con quali tempi? Assolombarda ha detto: accanto alle facoltà scientifiche dell’università statale, possiamo metterci una zona di imprese, le imprese tecnologiche che possono trasportarsi lì, trasferirsi lì, sì ma anche lì con quale sicurezza, certezza, tempi regia non lo sappiamo.

Il governo brancola nel buio
L’idea del governo per risolvere ogni problema è stata annunciata in grande pompa dicendo: faremo un centro di ricerca, un grande centro di ricerca che farà di quell’area la Silicon Valley dell’Italia, porteremo lì l’istituzione italiano di tecnologie che ora ha sede a Genova e due altri piccoli di ricerca uno che ha sede a Trento e l’altro che ha sede a Torino e faremo di quell’area un posto prezioso per la ricerca genomica, per i big date etc., bellissimo anche questo ma andiamo a vedere le cifre, questi centri di ricerca occupano nel progetto originale 30 mila metri quadrati, nel progetto annunciato con grande pompa 70 mila metri quadrati è meno di 1/10 dell’area e tutto il resto?
Come si fa a riempire questa area che altrimenti rischia di restare il più grande squat d’Europa? Questo è tutto da vedere e lo dovremo vedere nei prossimi 10/20 anni. Un altro problema che potrebbe pesare sui conti definitivi di Expo è quello degli extra costi e quello delle bonifiche, i veri problemi di Expo cominciano adesso, passate parola!

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#SilvioGoditiLaVecchiaia, al futuro dell’Italia ci pensa il M5S

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Silvio Berlusconi è entrato da poco nel suo ottantesimo anno d’età. Oggi è un arzillo vecchietto che nella vita ne ha viste tante, compresi i servizi sociali per la condanna per frode fiscale. E’ stato amico di Craxi che gli ha permesso di costruire il suo impero con un decreto, ha conosciuto persone con un passato torbido come Mangano e altre con un futuro certo (dietro le sbarre) come Dell’Utri. Ha creato personaggi mitologici come Brunetta, Gasparri e tra i recenti Yoghi-Toti. Ha illuso milioni di italiani per bene con il contratto da Vespa e la storia della rivoluzione liberale mai arrivata. Si è trovato di fronte un’opposizione ridicola con nemici pericolosi come Violante che si vantò di non aver fatto una legge sul conflitto di interessi per non turbare i suoi affari, i veri ispiratori della sua attività politica per 20 anni. Si è divertito. Finchè non è arrivato il M5S e lo ha cacciato dal Senato segnando la fine della meteora politica di Forza Italia, che oggi stenta ad arrivare al 10%, è scomparsa dal territorio e sta fallendo dal punto di vista finanziario.

VIDEO La caduta di Berlusconi

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Alle europee ha toppato, ha fatto campagna elettorale in tutte le tv per il Bomba, aiutando a farlo arrivare al 40% e poi si è accorto che è uno da cui non comprerebbe neppure una caramella. Ha provato a puntare tutto su Salvini finchè ha capito che anche lui è una mezza cartuccia. Conserva comunque una certa lucidità. Sa che il M5S vincerà al ballottaggio previsto dall’Italicum e che i giovani portavoce del M5S sono molto più credibili degli stantii dirigenti di Forza Italia. La presa di coscienza improvvisa l’ha però portato alla farneticazione, capita ai vecchietti. L’hanno lasciato da solo al computer e ha scritto su Facebook che scenderà nuovamente in campo per scongiurare la vittoria del M5S. Lo capisco, quando si è troppo vecchi si teme il cambiamento. Berlusconi può stare tranquillo. Il M5S ha già provveduto a cancellarlo politicamente, a far sparire le sue aziende ci penserà il mercato, l’avvento della banda larga e i dirigenti mediocri incapaci di rinnovare il suo business. Alla sua età non è consigliato lo stress della campagna elettorale e i milioni di euro che butterebbe per la campagna meglio goderseli in pensione con più soddisfazione. #SilvioGoditiLaVecchiaia. Anche se ormai abbiamo capito che il Pd è peggio di te, danni ne hai fatto abbastanza: al futuro dell’Italia ci pensa il M5S.

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5 giorni a 5 stelle: Soldi dall’Italia ai terroristi? #PadoanRispondi

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“Terrorismo: il M5S ha le idee chiare. Usare bene l’intelligence, ma soprattutto affamarlo, togliergli la benzina, come spiega Angelo Tofalo. Ovvero bloccare i flussi di denaro che partono da tanti Paesi anche “insospettabili” e consentono all’organizzazione terroristica di funzionare. Ma Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia, è l’unico ministro che ancora non si è presentato al Copasir per la sua relazione sul terrorismo. Noi vogliamo sapere da lui se esistono flussi di denaro dall’Italia verso i terroristi: Padoan deve rispondere.

Roberto Fico poi ci dà una grande notizia: è stata eliminata la pubblicità da tutti i canali RAI dedicati ai bambini. Un bel successo del lavoro della Commissione di Vigilanza, e del MoVimento 5 Stelle. Ma non ci fermeremo qui: il prossimo passo è l’eliminazione della pubblicità al gioco d’azzardo, e i sottotitoli per i non udenti.
In aula Mirko Busto parla di clima, in vista del Vertice di Parigi, e insieme a Paola Nugnes ricordano quelli che sono principi fondanti del M5S: una diversa visione della produzione e del consumo, un cambio di paradigma per salvare il pianeta e il nostro futuro.

Ancora in aula alla Camera Alessandro Di Battista denuncia che, secondo la maggioranza, l’Italia è una Repubblica bancaria. Per l’ennesima volta, infatti, come ricordano Daniele Pesco, Alessio Villarosa e Carla Ruocco, il governo si è prodigato nel salvataggio di banche a spese dei cittadini.
Continua poi il cammino delle “riforme renziane”. E come denunciano Alfonso Bonafede e Giulia Sarti, questa nuova Costituzione è un obbrobrio e per giunta fragilissimo, in una sorta di vandalismo istituzionale. Neanche Berlusconi era arrivato a tanto!

A Bruxelles i portavoce M5S manifestano tutta la nostra preoccupazione per il prossimo riconoscimento della Cina come “economia di mercato”, e le conseguenze che questo avrà sulle aziende italiane. Ben 3 milioni i posti di lavoro a rischio, cosa aspetta il governo a prendere posizione?
Al Senato, è stato approvato un decreto legge in materia economico-sociale. Giovanna Mangili spiega perché il M5S si è astenuto: nel decreto non esisteva alcun piano organico sul dissesto idrogeologico. Il nostro territorio è stato ignorato per l’ennesima volta.

Ancora a Bruxelles, dove Marco Valli e Marco Zanni raccontano dei vantaggi del regime fiscale del Lussemburgo. Noi chiediamo che le multinazionali non abbiano più tali privilegi, e che i politici europei (tra i quali Juncker) riconoscano le proprie responsabilità sull’argomento.
Torniamo in Italia, anzi a Equitalia: continua l’apertura di nuovi punti anti-Equitalia del M5S, per tutelare e sostenere i cittadini nelle loro battaglie contro lo strozzino privato. Carlo Sibilia e Luigi Di Maio ci danno appuntamento in Toscana, Liguria e Umbria in questo fine settimana. In attesa del M5S al governo, che abolirà subito Equitalia.” M5S Parlamento

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Banchieri salvati, piccoli risparmiatori derubati #IlPdTiFrega

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immagine Estratto conto di un piccolo risparmiatore di Banca Etruria prima e dopo il decreto Salva Banche del governo Pd: da 92.000 a 400 euro in una notte

“Il contatto diretto. Il rapporto di fiducia con il cliente, il correntista che molto spesso è anche obbligazionista o socio e che ti affida i risparmi di una vita. Il sostegno alle piccole imprese, con l’elasticità e la comprensione per i momenti di difficoltà. Sono queste le qualità e le ragioni di esistere che di solito caratterizzano una banca popolare. Tutto cancellato con un tratto di penna dal governo Pd. Domenica scorsa, quasi alla chetichella, in un decreto che probabilmente sarà pure “affondato” nel mare magnum della Stabilità, in modo che possa viaggiare a fari spenti.

VIDEO Come funziona il Bail In per salvare le banche

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Il Pd salva i banchieri e brucia i risparmi dei piccoli soci
Il “salva-banche” è un grande favore a quattro istituti (ripuliti dai crediti deteriorati) e soprattutto a chi li comprerà fra poco tempo. Mentre i loro azionisti e gli obbligazionisti subordinati vedono scomparire i propri risparmi. Chi aveva comprato bond meno garantiti dei cosiddetti “senior” ha visto sparire in un attimo 788 milioni di risparmi complessivi, mentre anche 150mila grandi e piccoli soci dei quattro istituti hanno visto andare in fumo almeno 2 miliardi di risparmi.

92.000 euro di risparmi scomparsi in una notte
Per Banca Etruria, una delle quattro salvate, è un bagno di sangue. La Popolare, governata anche dal papà del ministro Boschi e governata così bene da essere poi commissariata, aveva emesso circa 300 milioni di euro in bond subordinati. La perdita media è di 20.000 euro per cliente.
Tra gli acquirenti anche l’anziana Iunchita Elisei, 85enne di Fabriano, malata di Alzheimer. Una vita di lavoro le aveva fruttato 92mila euro di sudati risparmi, malauguratamente investiti nell’istituto di papà Boschi. Con quel tratto di penna, il governo Pd ha incenerito tutto e le ha lasciato la miseria di 473 euro (come visibile nella foto in alto) che suonano come una presa in giro.

Pagano tutto i piccoli risparmiatori
Il governo Pd strombazza l’addio all’epoca dei salvataggi bancari fatti a carico dei contribuenti (bail-out). E magnifica il passaggio all’era della responsabilità diretta delle banche sui loro conti (bail-in). Peccato che lo stesso esecutivo abbia fatto di tutto (e di corsa) pur di perfezionare questa operazione in anticipo sul primo gennaio 2016, data in cui entrerà in vigore in pieno il nuovo meccanismo, con il coinvolgimento anche degli investitori più tutelati e dei grandi correntisti. Palazzo Chigi sa a cosa andiamo incontro?
Nel frattempo, hanno pagato tutto i piccoli soci e risparmiatori, che spesso sono gli stessi correntisti indotti dai manager bancari della porta accanto a diventare pure azionisti o obbligazionisti. E che quasi sempre hanno scelto di farlo sulla fiducia, ignari delle condizioni reali della loro banca.
In attesa che scocchi il primo gennaio, l’asimmetria informativa è una piaga che non si sana in qualche settimana (per giunta con le festività natalizie di mezzo). Lo ha denunciato persino la Consob che ha chiesto in tal senso di modificare i contenuti della ratifica della normativa Ue e che richiama le banche alle loro responsabilità in termini di trasparenza.
La porta, ormai, i risparmiatori se la trovano sbattuta in faccia.” M5S Parlamento

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A Livorno deve pagare il Pd, non i cittadini #NonPagoPerIlPd

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Quella di A.AM.P.S., azienda della gestione rifiuti, di proprietà del Comune di Livorno, è una pentola che non deve essere scoperchiata e in molti nel PD non dormono sonni tranquilli di fronte alla prospettiva di portare i libri contabili in tribunale.
Il PD a Livorno non si è preoccupato di riscuotere la tariffa rifiuti per anni, tanto a tenerla in vita c’erano le banche, come il Monte dei Paschi di Siena. Istituti di credito che, col M5S ad amministrare, hanno chiuso i rubinetti. È per questo che l’amministrazione 5 Stelle ha ereditato dal Pd 42 milioni di euro di debiti.

La scelta di Nogarin: i cittadini non si toccano
Il sindaco Nogarin aveva due opzioni:
– ricapitalizzare l’azienda, sottraendo al bilancio quasi 11 milioni di euro di qui a fine 2016, gravando così sui servizi essenziali tagliando in maniera pesante, anche da punto di vista occupazionale – e così chi l’ha messa in ginocchio l’avrebbe passata liscia.
– oppure, in alternativa, avviare un concordato preventivo in continuità, capace di risanare l’azienda attraverso l’intervento dei commissari e garantendo al massimo i creditori, i posti di lavoro di tutti gli operai e i loro stipendi
Si è puntato sulla seconda opzione: non gravare sui cittadini, tutelare gli operai e far emergere le responsabilità della precedente amministrazione Pd. Qualcuno forse farebbe meglio ad andarsi a costituire.

Il terrorismo psicologico della Cgil
Immediatamente è partita la contestazione organizzata dalla Cgil che, dopo anni di torpore durante le gestioni del Pd che hanno generato 26 milioni di euro di buco di bilancio, sta terrorrizzando i dipendenti, paventando licenziamenti che sono esclusi dal mandato firmato dal sindaco. Gli operai non rischiano il posto di lavoro e continueranno a percepire lo stipendio.
La protesta blocca, irresponsabilmente, la raccolta dei rifiuti con disservizi enormi a tutta la cittadinanza. I sindacati hanno organizzato un’assemblea permanente dei lavoratori che va avanti già da due giorni. Si protesta contro Nogarin che vuole sanare l’azienda, salvaguardare il posto di lavoro degli operai e la loro busta paga. E’ un controsenso: il sindaco ha chiesto di precettarli. Quelli del Pd – da ridere – protestano insieme agli operai, mentre dovrebbero avere la decenza di tacere e di nascondersi per quanto fatto in questi anni.

La commissione d’inchiesta che fa paura al Pd
I partiti mangiano a sbafo per 70 anni e poi tocca a noi rimettere le cose a posto. E loro tremano. Il Pd locale ha paura. Il Consiglio Comunale ha infatti avviato da qualche mese una commissione di inchiesta sul caso. Il ministero dell’Economia ha inviato i suoi ispettori ed è stata già aperta un’inchiesta penale: la Guardia di Finanza è intervenuta per accertare eventuali responsabilità del Pd Livornese.

Il M5S sta cambiando Livorno
In questo contesto passa sotto silenzio l’accordo concluso da Nogarin con Esselunga, che porterà a 200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro il 2017. Dal 2002 avevano acquistato l’ex polo Fiat per riqualificarlo, hanno dovuto aspettare 14 anni e un sindaco 5 stelle per poter finalmente iniziare, facendo breccia nella cortina di ferro Pd-Coop.
Passa sotto silenzio che il Comune sta per avviare un Reddito di Cittadinanza comunale utilizzando i soldi che ha scelto di non tagliare con le manovre lacrime e sangue, che pretende il Pd.

TUTTI A LIVORNO!
Dove il M5S è stato chiamato a governare non ha guardato in faccia nessuno, ha pensato solo al bene dei cittadini e ha fatto tabula rasa del passato. Livorno fa paura e per questo invitiamo tutti gli attivisti toscani a sostenere Filippo Nogarin, la sua Giunta e i nostri consiglieri comunali, a partire dal Consiglio Comunale che inizierà domani mattina alle 10. Facciamoci sentire!

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Il Natale a Rozzano

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Il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Garofani di Rozzano Marco Parma ha deciso di cancellare il concerto di Natale che si tiene ogni anno grazie al lavoro dei bambini con i maestri dell’Associazione 11 Note. L’evento è stato fatto slittare al 21 gennaio e ribattezzato “Festa d’Inverno“. Una decisione stupida e ipocrita, fatta più per comparire sui giornali che per l’educazione dei bambini, che ha fatto giustamente infuriare i genitori e ha portato il preside alle dimissioni. Marco Parma è stato candidato sindaco a Rozzano nella lista civica Aria Pulita appoggiata da una lista civica 5 stelle alle elezioni del 2009, ma il preside dimissionario non è riconducibile al M5S tant’è che il gruppo di Rozzano si è subito schierato contro la decisione del dirigente. Cancellare le feste e impedire ai bambini di intonare i canti natalizi equivale a cancellare un pezzo della nostra cultura e delle nostre tradizioni ed è inaccettabile. Buon Natale Rozzano!

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