#RenzieBoschiACasa

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Le dimissioni del ministro Guidi sono un’ammissione di colpa, dimostrano il coinvolgimento del ministro Boschi e del Bomba che fanno l’interesse esclusivo dei loro parenti, amici, delle lobby e mai dei cittadini. Devono seguire l’esempio della Guidi e dimettersi subito: la misura è colma. Che altro deve succedere perchè si schiodino dalla poltrona questi abusivi non eletti da nessuno? I cittadini vengono prima dei papà banchieri indagati e dei compagni petrolieri. Basta battute, basta supercazzole, basta balle. Renzie e la Boschi devono presentarsi dinanzi al Parlamento, dire la verità sui favori alle banche, ai petrolieri e alle lobby e andarsene.
Nella telefonata intercettata dai pm di Potenza nelle indagini sul traffico illecito di rifiuti, tra la ministra Guidi e il compagno Gemelli, si fa riferimento a un emendamento che era stato tolto dallo ‘Sblocca-Italia‘ e che doveva essere reinserito nella legge di Stabilità 2015. “Dovremmo riuscire a metterlo dentro al Senato, se Maria Elena (la ministra Boschi, ndr)) è d’accordo“, afferma Guidi nella telefonata. Secondo i pm, l’emendamento avrebbe favorito le aziende di Gemelli, facendogli guadagnare 2,5 milioni di subappalti. La Guidi chiese l’avvallo della Boschi che – per blindarlo e assicurarsi che tutto andasse come doveva – inserì l’emendamento incriminato nel testo del maximendamento su cui poi, con il consenso del Bomba, pose la questione di fiducia.
Un meccanismo perfetto ai danni dei cittadini. Tutti collusi. Tutti complici. Con le mani sporche di petrolio e denaro.
Ora si capisce perchè il Pd ed il governo incitano illegalmente all’astensione sul referendum delle trivelle in programma il prossimo 17 aprile: intacca gli interessi delle compagnie petrolifere e tutela i cittadini e l’ambiente. Il Bomba non può permetterlo.
#RenzieBoschiACasa!

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Virginia Raggi e il MoVimento 5 Stelle primi nei sondaggi

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“Virginia Raggi in vantaggio su Roberto Giachetti alle amministrative romane. Il Movimento 5 Stelle che, a livello nazionale, registra un +0,7% nelle intenzioni di voto alle politiche mentre il Partito democratico perde lo 0,2%. La Lega di Salvini, invece, cala di mezzo punto e si avvicina a Forza Italia. Ma soprattutto l’M5s che, in un eventuale ballottaggio col Pd alle politiche, uscirebbe vincitore. Sono i dati che emergono dai sondaggi Emg per il TgLa7, che segnalano le variazioni dal 21 al 28 marzo.

Amministrative
Nella corsa a sindaco della Capitale, al momento Raggi è in vantaggio di 2,5 punti su Giachetti. La candidata M5s si colloca al 27,7%, seguita dal parlamentare del Partito democratico che si ferma al 25,2. Terza al 20% Giorgia Meloni, candidata di Fratelli d’Italia e Lega Nord. Al 27,1% gli altri candidati, che includono anche Guido Bertolaso, scelto da Forza Italia.

VIDEO Virginia Raggi a Radio Capital

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Politiche
Il Movimento 5 Stelle sale dello 0,7%. Un balzo che consolida il suo secondo posto, dietro al Pd, che in una settimana cala dello 0,2, passando dal 31,6 al 31,4. La Lega Nord, a una settimana dagli attentati di Bruxelles in cui Matteo Salvini si è fatto fotografare col cartello #iononho paura, cala dello 0,5 e scende a 13,3, seguita da Forza Italia in lieve flessione (-0,1) al 12,8. Fratelli d’Italia-An si ferma al 4,4, Sinistra italiana al 4,3 e Ncd-Udc (Ap) è al 3 e registra un incremento dello 0,2%. ballottaggio 1 interna

Ballottaggio
Rimanendo sulle politiche, in caso di ballottaggio alla Camera il M5S batterebbe un eventuale listone di Centrodestra 53,7 a 46,3. Ma la novità sta nel secondo turno col Partito democratico: anche in questo caso M5s vincerebbe e con uno stacco di quasi quattro punti (Pd al 48,1, M5s al 51,9). Se invece si andasse a un ballottaggio tra Pd e centrodestra, i dem toccherebbero il 52,3 contro il 47,7.” fonte originale – leggi l’articolo integrale

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L’addio di Armani alle pellicce animali #furfreearmani

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dal Corriere della Sera

È arrivata anche la firma, pesantissima, di Giorgio Armani sul protocollo della Fur Free Alliance, coalizione internazionale delle organizzazioni che proteggono gli animali: abolizione totale dell’uso di pellicce animali, a partire dal prossimo inverno, per tutte le collezioni del gruppo Armani. Dunque si può: fare capi eleganti, lussuosi, morbidi come un abbraccio, senza uccidere nessuno ma utilizzando la pelliccia ecologica (che ha abbondato, sulle passerelle di Armani delle ultime fashion week, ma orgogliosamente rivendicata come “finta“). “Il progresso tecnologico ci permette di avere alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali“, dice lo stilista. Dunque, “proseguendo il processo virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie un passo importante a testimonianza dell’attenzione verso l’ambiente e il mondo animale“.

VIDEO Il vitellino ritrova la mamma e perde i sensi per la gioia

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L’invenzione giapponese
Molti stilisti stanno già percorrendo la strada dell’ecofur — Hugo Boss, Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Vivienne Westwood, la nostra Elisabetta Franchi, l’intransigente Stella McCartney, che da sempre ha eliminato anche la pelle dalle sue collezioni, e poi importanti marchi sportivi come Napapijri o catene globali come Zara e H&M — ma trovare lungo questo percorso Armani significa due cose:
1) che la pelliccia ecologica è cambiata profondamente, diventando altro rispetto ai capi ispidi che si vedevano fino a qualche anno fa. A determinare il «salto» della pelliccetta nella moda che conta è stata un’invenzione giapponese, il kanekaron, fibra sintetica prodotta dal colosso Kaneka e curiosamente nata nel 1957 per sostituire l’amianto nelle divise dei pompieri;
2) che ora non ci sono davvero più alibi: chi ama la pelliccia ha una soluzione alternativa di altissima qualità, senza sacrificare nessuno.

Con lo stilista l’86% degli italiani
«Giornata storica nella moda: Armani passa al fur free!», festeggia il sito della Lav. «Un segnale anche per il Parlamento, perché vieti l’allevamento per le pellicce», il commento dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla. L’hastag #furfreearmani vola su Twitter. L’ultimo rapporto Eurispes 2016 fotografava così il nostro Paese: l’86,3% degli italiani è contrario all’utilizzo di animali per le pellicce (in calo del 4% rispetto al 2015). «Nel mondo ogni anno vengono uccisi 95 milioni di visoni, volpi e altri animali per questo, con Europa e Cina in testa», spiega Simone Pavesi della Lav. «Gli animali sono fra noi, eppure non riusciamo davvero a vederli», scrive Felice Cimatti nella sua Filosofia dell’animalità. Forse ora siamo un po’ meno ciechi.

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#Fukushima 5 anni dopo: nessuno sa cosa fare

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di Dario Tamburrano, portavoce M5S Europa

A Fukushima da qualche parte sotto la centrale, in punti non identificati, ci sono tre “blob” di roba tremendamente radioattiva: il corium, il frutto della fusione del nocciolo di tre reattori nucleari. Quante persone ne sono consapevoli? A Chernobyl il “blob” fu uno solo, prontamente localizzato e isolato dall’ambiente circostante con il famoso sarcofago, mentre in Giappone non é stato ancora possibile farlo: la tragedia prosegue e ogni giorno genera 500 tonnellate di acqua fortemente radioattiva. C’é il sospetto fondato che l’acqua radioattiva raggiunga l’oceano Pacifico, sulla cui riva sorge la centrale nucleare devastata dal terremoto e dallo tsunami nel marzo 2011. Ne abbiamo parlato il 22 marzo qui al Parlamento Europeo, insieme a Nuclear Transparency Watch, durante un evento destinato all’anniversario e alle lezioni che l’Europa (non) ne ha tratto. Mentre arrivavano le notizie degli attentati in città non ci siamo fermati perché ci è sembrato un dovere civico rimanere per quanto possibile al proprio posto e portare avanti le normali attività.

L”incidente del 2011
Nel 2011 a Fukushima il terremoto impedì l’arrivo dell’energia elettrica alla centrale e lo tsunami mise fuori uso i generatori diesel di emergenza. Le centrali nucleari infatti producono energia, ma paradossalmente devono sempre a loro volta essere alimentate di elettricità quando vanno fuori uso, altrimenti é impossibile raffreddare il reattore e le reazioni nucleari vanno fuori controllo.
Il nostro intervento si é concentrato sulla situazione della centrale nucleare, perché comunemente si crede che l’incidente sia stato grave, ma non gravissimo, dal momento che la Tepco (l’operatore dell’impianto) ha fatto filtrare le informazioni nel corso degli anni, quando Fukushima era scomparsa dalle prime pagine dei giornali.

VIDEO La stangata sulle bollette elettriche!

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Le versioni della Tepco
In molti siamo rimasti alla prima versione della Tepco con la sua tranquillizzante stima secondo la quale era “danneggiato” (danneggiato, non fuso…) il 70% del combustibile nucleare nel reattore 1, il 33% nel reattore 2 e possibilità di “danni” anche al combustibile del reattore 3.
Adesso invece é generalmente riconosciuto che nei tre reattori di Fukushima é avvenuto un “melt through”: il combustibile nucleare si é fuso insieme all’acciaio dell’involucro di contenimento entro il quale avvengono le reazioni nucleari ed é uscito dai reattori.
Lo ha scritto ad esempio la prudentissima e attentissima agenzia Reuters in occasione di questo quinto anniversario della tragedia. La Tepco ha iniziato le prime ammissioni solo nel novembre 2011 – otto mesi di ritardo – parlando di possibili “danni” all’integrità dell’involucro di contenimento del reattore 1. Il resto é arrivato goccia a goccia e talvolta per vie indirette: alla luce di questo, é ragionevole chiedersi se, e fino a che punto, la Tepco ammetta la gravità dei problemi attuali e se le informazioni di pubblico dominio siano sufficienti a tratteggiare il quadro della situazione.

I blob radioattivi
Come si é arrivati alla consapevolezza del triplice “melt through”? Nel 2015 sono iniziate le ricerche dei resti del combustibile nucleare, per rimuoverli o almeno per isolarli in qualche modo come a Chernobyl. Grazie alla scansione a muoni è emerso che non c’é più combustibile nucleare nel reattore 1 (la fonte é un articolo sulla rivista scientifica Science, riservato agli abbonati) e che ben poco ne sarebbe rimasto nel reattore 2 (per verificarlo bisognerebbe leggere il giapponese). Se il combustibile nucleare non é nel reattore ne consegue che ne é fuoriuscito e che per farlo deve aver fuso l’acciaio dell’involucro di contenimento. E anche il reattore 3 ha affrontato la stessa mancanza di raffreddamento. Ma dove sono i “blob”, il risultato della fusione del combustibile e del reattore? Non si sa. La zona é troppo radioattiva per essere esplorata dagli umani e perfino dai robot.

L’acqua radioattiva
I “blob”, ovunque si trovino, devono essere continuamente raffreddati. Infatti migliaia di persone ogni giorno lavorano a Fukushima: lottano contro la radioattività e contro l’acqua radioattiva. Si versa acqua su quel che resta dei reattori, con lo scopo di impedire che il “blob” si riscaldi. Si pompa via l’acqua per 500 tonnellate al giorno della falda sotterranea, che si infiltra negli scantinati e diventa altamente radioattiva. Nessuno sa bene cosa farne: pur se viene decontaminata, dato che non é possibile però rimuoverne completamente la radioattività, viene stoccata in serbatoi. Attualmente attorno alla centrale ci sono già circa mille serbatoi, ciascuno dei quali contiene 1000 tonnellate di acqua e continuamente ne vengono costruiti di nuovi.

Pacifico radioattivo
Si ritiene che l’acqua di falda radioattiva raggiunga l’oceano Pacifico, sulla cui riva si trova Fukushima, ma la Tepco sostiene che il suo impatto sia limitato all’interno del porto sul quale si affaccia la centrale nucleare e che il problema dell’acqua verrà risolto con la costruzione di un muro di ghiaccio sotterraneo attorno alla centrale nucleare. Il progetto tuttavia é stato bloccato dall’autorità nipponica di regolamentazione nucleare che ha obiettato che una volta realizzato il muro sotterraneo, l’acqua radioattiva nelle cantine raggiungerebbe il livello del suolo, traboccherebbe fuori dall’edificio, e prenderebbe comunque una strada verso il mare.
In poche parole nessuno sa cosa fare.

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La fregatura dell’#anatocismo imposta dal governo

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di M5S Parlamento

C’è sempre qualche potere forte che tiene la manina del Bomba e dei suoi quando questi redigono le leggi. Nel caso dell’anatocismo (in un prestito, gli interessi capitalizzati che generano altri interessi da pagare), le banche dettano, la maggioranza scrive. E poi, truffaldinamente, i partiti spacciano certi provvedimenti per una vittoria dei consumatori. La chiamano norma Boccadutri, ma sarebbe da definire “Bancadutri“.

VIDEO Il M5S insieme ai truffati del Salva Banche

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La cosa grave è che il governo con la sua maggioranza sdogana per legge quell’anatocismo che i clienti degli istituti hanno sempre continuato a subire e che solo la legge di Stabilità di fine 2013 aveva provato, senza successo, ad abolire. La verità è che la fregatura rimane, perché rimane la capitalizzazione degli interessi, pur annuale, nel momento in cui vengono addebitati su conto corrente dell’utente che non si trova in grado di saldarli subito. Per gli incapienti è un colpo gravissimo. Il M5S è stato l’unico in Parlamento a intuire la trappola e l’unico a non votare a favore.

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L’omertà di Floris su Enasarco

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di M5S Camera

Quando i giornalisti tv si dimenticano di fare il loro mestiere e si trasformano in cicisbei da salotto, tocca al M5S fare un po’ di chiarezza e sana informazione. Perché ieri sera Giovanni Floris, in uno degli ormai brevissimi servizi di “Di Martedì“, ha steso un velo di educata omertà sui nomi illustri che hanno beneficiato delle dismissioni di immobili di Enasarco, la cassa previdenziale degli agenti di commercio?

VIDEO Legge bavaglio: il Pd realizza il sogno di Berlusconi

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Sappiamo da tempo che c’è di mezzo tutto un giro, il solito giro, di “amici degli amici“, tra sindacalisti, magistrati, docenti universitari. E persino qualche giornalista Rai che Floris di certo conosce bene. Poi c’è la stessa dirigenza Enasarco e Uiltucs, la federazione Uil del settore commercio, che ha ampiamente attinto, a prezzi di favore, dal patrimonio immobiliare sia del sindacato stesso che del malmesso ente previdenziale cui tocca raccogliere i contributi e pagare le pensioni agli agenti di commercio.
La redazione di La7 aveva alcuni dei valori di acquisto delle case, conosceva nomi e cognomi. Perché Floris ha voluto che si riportassero le cifre, anche in rapporto al mercato, senza però citare nessuno se non “dirigenti sindacali, giornalisti, politici e loro familiari” in generale?

Di Martedì sapeva che il segretario nazionale Uiltucs e presidente dell’Ebit, l’Ente Bilaterale Nazionale dell’Industria Turistica, Emilio Fargnoli, ha acquistato in via Berto un attico da 120mq più un terrazzo da addirittura 150 mq per una cifra intorno ai 400mila euro, quando in quella zona, a due passi dalla tenuta di Tor Marancia, gli immobili vanno in media a 3.300-3.500 a metro quadro e il suo vale una cifra vicina ai 600 mila euro.
Di Martedì sapeva che il potente Brunetto Boco, presidente della Fondazione Enasarco da quasi dieci anni e segretario generale Uiltucs da quasi 20, ha comprato da Enasarco a prezzi d’occasione 7 vani e mezzo più garage nella lussuosa via Bosio, a due passi da Villa Torlonia, e addirittura 11,5 vani con due garage a Milano, in zona San Siro.

Ci sono poi altri dirigenti del vertice Uiltucs che hanno fatto shopping al supermarket delle occasionissime immobiliari romane di Enasarco. La cassa previdenziale sostiene di applicare il 30% di sconto a tutti gli inquilini titolari di prelazione d’acquisto, omettendo però che la vera differenza la fa la valutazione iniziale. Così abbiamo i soliti noti che si pappano le case a due soldi, mentre le famiglie “normali”, gli “amici di nessuno”, magari a basso reddito, devono pagare un prezzo salato per case sopravvalutate e spesso fatiscenti, abitazioni che cadono letteralmente a pezzi anche perché Enasarco risparmia sulla manutenzione.

“Senza il contributo rinveniente dalla gestione del patrimonio immobiliare e dalla sua dismissione, il risultato economico del bilancio della Fondazione sarebbe negativo”, scrive il nostro portavoce Sergio Puglia nella sua relazione sui conti dell’ente, documento che presto la Commissione di Vigilanza sulle casse pensionistiche dovrà vagliare e votare.
Qualche agente di commercio, ieri sera, via twitter ha chiesto a Di Martedì perché non avesse fatto i nomi di quei dirigenti che oggi si godono immobili signorili a prezzi di saldo. I lavoratori avrebbero diritto di sapere cosa accade ai contributi che versano in Enasarco, ma per Floris, evidentemente, non è così.
Da tempo il M5S, e in particolare la portavoce Roberta Lombardi, chiedono, senza mai aver avuto risposta ufficiale, il commissariamento di un ente che proprio dal 1 al 14 aprile vedrà tutti gli iscritti votare online per il primo round del rinnovo degli organi direttivi.
La “svendopoli” immobiliare in salsa Enasarco è molto più ampia di quanto si potesse raccontare in questo post. Sono tanti i vip e notabili di cui molti sanno e nessuno parla. Se qualcuno avverte ancora la missione del mestiere del giornalista, può semplicemente bussare alla nostra porta. Noi ci siamo. Ovviamente non ci rivolgiamo più a Giovanni Floris, che ha deciso di fare un altro lavoro.

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Il #BombaAlCarbone

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In Italia gli incentivi ai combustibili fossili aumentano. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. In Germania confermano incentivi per le fonti rinnovabili per oltre 23 miliardi, in Italia le penalizziamo con incentivi che non superano gli 11 miliardi.

Intervento di M5S Parlamento:

Il Bomba su Facebook blatera di rinnovabili, in diretta dagli USA: “Siamo a Stillwater, visitiamo la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo. Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze. Avete letto bene: la più innovativa del mondo è italiana. Merito di Enel.” In Italia, invece, di tali mirabilie non c’è traccia. Davide Crippa del M5S Camera ha appena scoperto dai documenti ufficiali che nel 2015 Enel ha prodotto energia da carbone per ben il 52,5%.

VIDEO Centrali a Carbone: l’Italia è nella top 30 delle più sporche

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E la percentuale è in aumento, cresciuta più del 3% a discapito del pulito idroelettrico. L’Enel che all’estero fa l'”impresa sostenibile” in Italia ci spaccia carbone. Il settore rinnovabili è sistematicamente ucciso dal governo, calpestato da anni di cattiva politica, di incentivi bloccati, di programmazione quasi assente. Eppure basterebbe che mettessero in funzione le tecnologie esistenti, come i pompaggi, per poter utilizzare le rinnovabili h24. L’Italia è il solito Paese di serie B, condannato a sorbirsi un governo contafrottole e ancora relegato ad antiquate porcherie fossili.

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