Nessuno ha più fiducia nel Bomba #datiIstat

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di MoVimento 5 Stelle

I dati Istat sulla fiducia di imprese e consumatori ad agosto confermano che la cattiva salute del Pil – fermo tra aprile e giugno – non sarà passeggera. L’indice di fiducia delle imprese torna addirittura ai livelli del febbraio 2015 (99,4 dal 103 di luglio). I consumatori seguono a ruota, e nel mese corrente l’indice per le famiglie scende a 109,2 (dal 111,2 di luglio). Se consumatori e imprese navigano nel pessimismo è perché il Governo non dà segnali di voler cambiare direzione. Al di là delle battaglie retoriche contro l’austerità, infatti, il Bomba è pronto a varare l’ennesima legge di stabilità lacrime e sangue per rispettare i vincoli di bilancio europei.

Il M5S denuncia da anni l’assurdità di questi vincoli, che impediscono allo Stato persino di investire seriamente nella prevenzione sismica, con gli effetti che sempre più spesso siamo costretti a verificare. All’Italia mancano come l’ossigeno gli investimenti industriali e infrastrutturali. Senza essi le imprese non possono che affidarsi alla domanda estera, che tuttavia è in costante calo. Per questo motivo l’economia arranca: sul lato interno le famiglie italiane sono prigioniere dei contratti precari, delle ricorrenti crisi bancarie e delle privatizzazioni dei servizi fondamentali, mentre sul lato esterno rallenta l’espansione in Cina e la Grecia è pronta a ripresentare il conto della folle austerità. In questa situazione è impossibile per le imprese vendere ciò che producono, assumere nuovo personale e fare investimenti in ricerca e innovazione. Ne conseguono i licenziamenti di massa, il crollo del gettito fiscale e il fallimento delle stesse imprese.

Per tenere in piedi il bilancio pubblico mentre la base economica reale si sta dissolvendo ci sono solo due vie: investire direttamente nella ripresa economica o spremere ancor più cittadini e imprese. Il Bomba ha scelto da tempo la seconda soluzione, abbellendola con qualche inutile bonus.

Dopo la fortunata congiuntura internazionale del 2015 (petrolio in calo, euro debole e manovre monetarie di Draghi) nel 2016 il Bomba è nudo, e non può far altro che nascondere i disastri dell’economia dietro il referendum costituzionale. Sta ai cittadini italiani decidere se archiviare o meno questa pagina infelice della nostra Repubblica.

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