La colata di corruzione sulle “Grandi opere”

http://ift.tt/2fqzOyM

di Luigi Gaetti capogruppo M5S Senato

In Italia Grandi opere fanno rima con corruzione, mafie e malaffare: Alta Velocità Milano-Genova, ‘People Mover’ di Pisa, Expo, Mose di Venezia, Terzo valico Liguria – Piemonte. Eppure il governo Renzi continua a puntare tutto su questi grandi appalti pubblici e soprattutto ad osannare le lobby che con queste infrastrutture fanno affari come se le inchieste della magistratura, i migliaia di arresti, i molteplici reati commessi ed i miliardi di euro pubblici sottratti allo Stato non contassero nulla.

Chi aveva promesso il cambiamento del sistema, oggi punta su un’idea di sviluppo da Prima Repubblica e su quei grandi gruppi di potere, sempre gli stessi, che come sanguisughe vivono su questo sistema e si autoalimentano succhiando soldi pubblici e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Ma un governo che sceglie e accresce questa idea di Paese, un governo che favorisce sempre i soliti centri di potere imprenditoriali spalleggiati dalle mafie e pronti a mettere illecitamente le mani sui malloppi pubblici, non è forse colluso a quel sistema di corruzione e tangenti che sta uccidendo l’Italia? Che interessi ha nel farlo?

Il governo pensa a Expo, spinge per il fantasmagorico Ponte sullo Stretto di Messina e nel frattempo lascia nel dimenticatoio i tanti interventi di cui questo Paese ha davvero bisogno: così se piove, tutto intorno frana; i ponti crollano, la rete ferroviaria è da Terzo Mondo, i soffitti delle scuole precipitano, i monumenti decadono. Queste sono le ‘opere’ su cui investire, le opere che servono a far ripartire l’economia e le piccole medie – imprese, le opere necessarie a migliorare la sicurezza dei nostri territori e a creare lavoro e sviluppo. Ma per farlo ci vuole un altro Governo, il governo del Movimento 5 Stelle.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Camerieri (gratis) al McDonald’s, grazie al governo Renzi

mc_do_gr.jpg

di Nicola Morra

Cari studenti, benvenuti da Mc Donald’s (gratis) Il colosso dei fast food saluta con un benvenuto il progetto che gli metterà a disposizione migliaia di lavoratori gratis grazie al governo Renzi. Come spiega la multinazionale del cibo-spazzatura, 10mila studenti “potranno svolgere nei ristoranti attività di accoglienza e relazione con il pubblico”. Tradotto: i nostri figli faranno i camerieri in un fast food. Gratis.

Avete capito bene: il governo che doveva promuovere il brand italiano, le aziende agricole italiane ed il cibo italiano nel mondo, manderà 10mila studenti gratis a prestare servizio nei Mc Donald’s. Il programma è quello dell’alternanza scuola-lavoro, per “far capire” ai ragazzi cosa sia il mondo del lavoro. Ma a me sembra che qui si voglia “subalternare”, “assoggettare”, lo studente al grande colosso statunitense, per fargli comprendere che cosa lo aspetti fra qualche anno.

Cosa impara un ragazzo fra un cheesburger od un mc chicken, se non la cultura degli allevamenti intensivi, la speculazione capitalista attuata anche sull’alimentazione, la sostituzione della Coca-Cola alle bevande della nostra tradizione e la precarizzazione – o forse sfruttamento – dei lavoratori? Non sarebbe stato più opportuno svolgere questo programma presso aziende agricole italiane che esportano i nostri prodotti in tutto il mondo? Sono senza parole. Un consiglio da padre, prima ancora che da insegnante e da portavoce dei cittadini: non permettete che ai vostri figli insegnino, come modello, la cultura di Mc Donald’s!

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Legge Bilancio, così il governo Renzi tartassa le famiglie

repadonzi.jpg

di Elio Lannutti, presidente Adusbef

Le bozze del D.L. sul bilancio, con 105 articoli e 116 pagine, piene di incognite, mance elettorali e ulteriori proroghe e rinvii, oltre alle consuete regalie a banchieri ed assicuratori con l’Ape (l’anticipo pensionistico) che costringe i lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi, ad indebitarsi con le banche con mutui ventennali per andare in pensione, sottoscrivendo costose polizze vita a favore delle assicurazioni, contiene uno spudorato finanziamento di 97 milioni di euro a favore dei golfisti della Ryder Cup.

Parafrasando Maria Antonietta d’Asburgo, vedova del Re di Francia Lugi XVI, (ghigliottinata a Parigi il 16 ottobre 1793 a Place de la Révolution, oggi Place de la Concorde), che riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane, avrebbe affermato: «S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche»- «Se non hanno più pane, che mangino brioche», stanziare 97 milioni di euro per sollazzare gli amanti dello sport dei ricchi, il Golf, significa offendere tante famiglie con giovani disoccupati a carico, le cui condizioni di vita sono peggiorate, con le politiche economiche degli ultimi anni.

Oltre all’Ape (art. 26), che anticipa la pensione
con un prestito corrisposto a quote mensili per dodici mensilità dalle banche, la cui restituzione: “avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria”, con il governo che istituisce un fondo di garanzia di 70 milioni di euro nel 2017, per aiutare le compagnie nel caso il pensionato tiri le cuoia prima di aver estinto le somme anticipate dalla banca, vengono stanziati 648 milioni di euro fino al 2021 per il sostegno del fondo esuberi di categoria del settore bancario, con (174 milioni di euro per il 2017; 224 per il 2018, 139 per il 2019, 87 milioni di euro per il 2020, 24 milioni di euro per il 2021, per accompagnare alla porta circa 25.000 bancari in esubero.

L’Art. 99 della bozza,
riserva una ulteriore futura stangata all’aumento dell’Iva da 15,1 miliardi di euro, introdotto dal governo Renzi che doveva scattare dal 1 gennaio 2017, prorogandola di un anno, con il rincaro di ben 3 punti dal primo gennaio 2018 e un ulteriore 0,9% dal 2019, clausole di salvaguardia che lo stesso governo si era impegnato ad abrogare. Recita infatti l’art.98 (Collaborazione volontaria):

1. Le maggiori entrate per l’anno 2016 derivanti dall’articolo… del decreto-legge …., sono quantificate nell’importo di 1.600 milioni di euro.
2. Qualora sulla base delle istanze presentate ai sensi dell’articolo …., comma …, del decreto-legge n. …, risulti che il gettito atteso dai conseguenti versamenti non consenta la realizzazione integrale dell’importo di cui al comma 2, alla compensazione dell’eventuale differenza si provvede:
a) per il 50 per cento mediante incremento, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 1 settembre 2017 e a decorrere dal 10 settembre 2017, delle accise di cui alla direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008;
b) per l’ulteriore 50 per cento con riduzioni di spesa disposte ai sensi dell’articolo 17, commi da 12 a 12-ter della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause dello scostamento e all’adozione delle misure di cui al presente comma 3.”
Art. 99. (Eliminazione aumenti accise ed IVA per l’anno 2017)

1. Al comma 718 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), le parole “1° gennaio 2017” sono sostituite dalle seguenti: “1° gennaio 2018”;
b) alla lettera b), le parole “di due punti percentuali dal 1º gennaio 2017 e di un ulteriore punto percentuale dal 1º gennaio 2018” sono sostituite dalle seguenti: “di tre punti percentuali dal 1º gennaio 2018 e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal 1° gennaio 2019”.

Se confermata, una legge di bilancio indigesta, per milioni di famiglie tartassate e saccheggiate.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Meglio di NO!

nomeglio.jpg

di Carlo Sibilia

“Più che cambiarla, la Costituzione andrebbe rispettata”. Ed ancora: “Altro che bicameralismo, avremo solo il caos”. Sono solo due passaggi delle interviste fatte a me e Roberto Fico contenute nell’instant book edito da “Arturo Bascetta Edizioni” (scritto dal giornalista Alfredo Picariello) dal titolo “Meglio di no”, nel quale, oltre alle nostre interviste ci sono anche quelle a Carla Ruocco, Nicola Morra e Riccardo Fraccaro.

Un “viaggio” nel mondo del No, nelle ragioni profonde che hanno fatto decidere il Movimento Cinque Stelle di votare NO al referendum costituzionale in programma il prossimo 4 dicembre. “Se c’è qualcosa in antitesi a quella che è la democrazia diretta e la democrazia in generale, è proprio il referendum che andremo a votare il 4 dicembre”, “Con il sì, saranno chiuse le porte ai cittadini nelle scelte perché sarà più difficile avanzare proposte di leggi popolari, leggi popolari che sono uno dei pochissimi strumenti di democrazia partecipativa in questo momento esistenti in Italia”, “Ci troviamo difronte ad un sistema politico che sta mettendo la corazza, un sistema oligarchico-politico che cerca in tutti i modi di difendersi dagli attacchi della democrazia, delle persone che vogliono scegliere”.

Carla Ruocco in un passaggio dice : “Questa riforma, con la scusa di una presunta riduzione dei costi della politica – che, di fatto, non vengono tagliati-, riduce solo il potere del popolo di scegliere i propri rappresentanti”, ”A mio avviso, sarebbe invece indispensabile, per il Paese, che il Governo fosse concentrato sui temi seri che incidono sulla vita quotidiana della gente, come il lavoro, e la vita delle imprese”. “Al posto del bicameralismo paritario che i fautori del Sì sostengono di superare in toto, avremo il caos”, commenta Roberto Fico. “La riforma, infatti, ha introdotto dieci procedimenti legislativi diversi a seconda della materia trattata, una scelta insensata che condurrà a conflitti fra Camera e Senato sul procedimento da seguire, ritardando di conseguenza l’iter delle leggi. I nuovi senatori, tra l’altro, non saranno eletti direttamente dai cittadini, vanificando così il diritto di scegliere i propri rappresentanti”.

Secondo Nicola Morra “vuole questa riforma chi intende ulteriormente minare la credibilità dell’istituto parlamentare: un Parlamento ancor più ingessato da contenzioso in probabile aumento, che non migliori la qualità dei testi legislativi licenziati, che non riduca sostanziosamente i costi della politica ed ampli la platea degli intoccabili da parte della legge grazie all’immunità concessa ai futuri senatori – neanche eletti dagli elettori in modo diretto – potrebbe esser percepito come un’istituzione da abbandonare totalmente, preferendole magari la Presidenza della Repubblica”.

Riccardo Fraccaro sostiene che : “La controriforma Renzi-Boschi-Verdini in combinato disposto con l’Italicum smantella completamente l’architettura istituzionale, ridisegnando in senso autoritario il nostro assetto democratico. Anzitutto il Parlamento sarà in gran parte nominato dalle segreterie di partito, a causa del meccanismo dei capilista bloccati previsto dalla nuova legge elettorale e dalla scelta dei senatori che spetta ai Consigli Regionali. Un solo partito, anche con una percentuale minima di voti, potrà conquistare il 54% dei seggi consegnando di fatto un potere enorme al leader di Governo anche sulla nomina dei vertici istituzionali, dal Presidente della Repubblica alla Consulta passando per le autorità indipendenti”.

Nell’instant book vi spieghiamo perché il 4 dicembre è meglio dire No. Ma non solo, discutiamo anche di democrazia diretta, dell’abolizione di Equitalia, del dimezzamento degli stipendi dei paralmentari, del reddito minimo di cittadinanza e del microcredito alle Piccole e Medie Imprese, ossatura principale del sistema economico italiano. Vi spieghiamo perchè quella data è solo un’altra pietra miliare di un futuro a 5 stelle.

Il libro verrà presentato il 29 ottobre alle ore 18:00 presso il Circolo della Stampa di Avellino nell’ambito della manifestazione Book Fair giunta alla sua quarta edizione. A novembre sarà disponibile nelle librerie e online. Alla presentazione io, Roberto Fico e Riccardo Fraccaro arriveremo dopo un cammiNO di 7 km dalla vicina cittadina di Monteforte Irpino. Prima tappa di un viaggio che terminerà nelle urne il 4 dicembre. Unitevi a noi, vi aspettiamo.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

La Serracchiani spende soldi pubblici per promuovere il referendum

serrrrracc.jpg

di Elena Bianchi, portavoce MoVimento 5 Stelle Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia

“Game over”. Se vinciamo noi che diciamo NO a questa riforma dannosa e disonesta, Debora Serracchiani è finita. Il conto alla rovescia è già iniziato per il vice segretario nazionale del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia.

Dopo la lunghissima collezione di incarichi istituzionali, le riforme assurde imposte alla sua Regione, la sfilza di balle raccontate ai cittadini (Tav, Elettrodotto, vigilanza sulle cooperative fallite, scandali diossina, punti nascita, finto dimezzamento dell’indennità dei consiglieri regionali, moratoria sui centri commerciali ecc ecc) e le continue batoste elettorali – l’ultima pochi giorni alle amministrative -, Serracchiani sa di giocarsi il futuro al referendum del 4 dicembre. Sente avvicinarsi la madre di tutte le sconfitte. Allora è pronta a tutto pur di vincere. Anche a violare la legge. Fortunatamente l’abbiamo beccata con le mani nella marmellata e, su nostra precisa segnalazione, l’Agcom non ha potuto fare altro che sanzionare la Regione.

Ma cos’ha combinato Debora Serracchiani per essere sanzionata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni? Ha violato spudoratamente la par condicio sul referendum (legge 28 del 2000) scattata lo scorso 28 settembre, utilizzando per lo più risorse pubbliche, denari dei cittadini. Il 7 ottobre a Udine ha organizzato infatti in pompa magna un convegno intitolato “Riforma Costituzionale e Autonomie speciali” totalmente privo di contraddittorio. Chi era in sala – come me – non ha potuto nemmeno alzare la mano per fare una domanda, per insinuare qualche dubbio, per presentare un altro punto di vista.

All’evento però, largamente pubblicizzato dai media, hanno preso parte importanti cariche istituzionali come il ministro degli Affari regionali e le autonomie Enrico Costa, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore della Regione Sardegna Gianmario Demuro, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e alcuni sindaci. Tutti testimonial del SÌ che non hanno certo nascosto al pubblico presente il loro orientamento di voto. Una sceneggiata indegna, aggravata dalla firma della famigerata “Carta di Udine”, una vergognosa resa incondizionata alla volontà del governo Renzi di stravolgere la Carta costituzionale. Il tutto violando la legge a spese dei contribuenti!

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Bracconaggio, una strage nazionale

http://ift.tt/2e4awV8

VIDEO ESCLUSIVO: Blitz anti bracconaggio a Brescia!

di MoVimento 5 Stelle

Blitz anti bracconaggio a Brescia degli uomini del Corpo Forestale dello Stato insieme con l’Ong CABS e alcuni portavoce del MoVimento 5stelle che hanno catturato alcune immagini inedite. Nel video anche alcuni bracconieri, colti sul fatto, che si ribellano ai controlli della Forestale scagliandosi contro gli agenti.

Ci troviamo in una delle aree più colpite dal bracconaggio in Italia. Brescia è infatti un passaggio fondamentale lungo le rotte migratorie degli uccelli che si spostano dalle aree di nidificazione, nell’Europa settentrionale e nord-orientale, a quelle di svernamento, nel bacino del Mediterraneo e in tutta l’Africa. Ed è proprio per questo che ogni anno durante il periodo delle migrazioni Brescia diventa una delle principali mete della caccia illegale.

Una strage di portata nazionale. Secondo infatti un recente studio di Legambiente, in Italia negli ultimi sette anni sono state registrate, ogni giorno, 20 infrazioni contro la fauna selvatica, denunciate 16,5 persone ed effettuati quasi 7 sequestri. Un bilancio che testimonia non solo un’emergenza ambientale ma anche un’intolleranza verso le regole e il rispetto della legalità.

Quello che abbiamo visto con i nostri occhi, documenta non solo un’azione di tutela della Natura ma anche una garanzia di legalità e presidio del territorio da parte della Forestale, ora abolita e assorbita nell’Arma dei Carabinieri.
I controlli, la vigilanza del territorio e le competenze ambientali non devono essere disperse ma potenziate. Solo così possiamo fermare il bracconaggio e combattere l’illegalità e i ‘ladri di Natura’.

Per questo se andremo al Governo ripristineremo le funzioni che sono state finora in capo al Corpo Forestale dello Stato e istituiremo una polizia ambientale con autonomia investigativa.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Risultati delle votazioni sul Non Statuto e il Regolamento del MoVimento 5 Stelle

grazieiscritti.jpg

di Beppe Grillo

Il 26 ottobre alle 21 si sono concluse le votazioni sulle modifiche al Non Statuto e al Regolamento del MoVimento 5 Stelle. I risultati delle votazioni, la regolarità del processo di voto e della base elettorale sono stati verificati anche da DNV GL Business Assurance (leggi la lettera di verifica) in qualità di organismo terzo. L’esito delle votazioni è il seguente:
– il numero degli iscritti al MoVimento 5 Stelle alla data del 1.1.2016 abilitati a partecipare al voto è pari a 135.023;
– hanno partecipato alla votazione 87.213 iscritti al MoVimento 5 Stelle entro il 1.1.2016 abilitati al voto;
– sul primo quesito “Sei d’accordo nel modificare il non Statuto con il nuovo testo aggiornato proposto“, risultano espressi 86.228 voti totali, suddivisi in 79.007 SI e 7.221 NO;
– sul secondo quesito “Sei d’accordo nel modificare il Regolamento con una delle due versioni aggiornate proposte”, risultano espressi 82.659 voti totali, suddivisi in 75.947 SI e 6.712 NO;
– sul terzo quesito “Nel caso che si proceda alla modifica del Regolamento, quale delle due opzioni preferiresti”, risultano espressi 82.606 voti totali suddivisi in 61.071 preferenze per l’opzione “Preferisco la versione CON le espulsioni” e 21.535 preferenze per l’opzione “Preferisco la versione SENZA espulsioni”.

Alla luce di questi risultati cinque considerazioni:
1) Grazie agli 87.213 iscritti che hanno partecipato alla votazione! Avete permesso al MoVimento 5 Stelle di raggiungere quello che probabilmente è il record mondiale di partecipanti a una votazione online per una forza politica o un’associazione. Mai così tante persone si sono potute esprimere direttamente sul futuro della comunità di cui fanno parte.
2) Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato contrario alla logica del quorum. Per noi chi partecipa e si attiva conta e ha il diritto di prendere le decisioni. In ogni caso ha votato la maggioranza assoluta degli iscritti.
3) Oltre il 90% di chi ha votato si è espresso a favore dell’aggiornamento del Non Statuto e del Regolamento e più del 70% per il Regolamento nella sua versione con le espulsioni. Faremo in modo che questa chiara volontà venga rispettata in ossequio alle leggi attuali: i nostri avvocati sono già al lavoro per questo.
4) Processi, burocrazie, codici e codicilli non possono fermarci perché siamo uniti e compatti verso lo stesso obbiettivo. Il MoVimento 5 Stelle trova difficoltà a essere riconosciuto dalle leggi attuali perché la sua struttura e organizzazione è molto più innovativa e avanzata di quelle regolamentate dai codici. Proprio per questo il nostro caso è destinato a fare giurisprudenza.
5) Il nostro obbiettivo è tutelare il MoVimento 5 Stelle, tutelare i suoi principi, tutelare gli iscritti e garantire loro il rispetto delle regole dell’appartenenza alla comunità, dell’indirizzo politico del MoVimento e di candidatura alle cariche elettive.
Grazie ancora alle decine di migliaia di iscritti che hanno votato e ai milioni di persone che ci sostengono. Andiamo avanti per governare e rendere migliore questo Paese.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Dalla Costituzione di Pertini a quella di Verdini #IoDicoNo

tretretre.jpg

di Giulia Grillo e Luigi Gaetti, capigruppo M5s Camera Senato

Signor Presidente,
la democrazia si basa sul principio di legalità e su regole precise. Lei lo sa bene, visto che ne è il supremo garante. La maggioranza (costituzionalmente abusiva) ha cambiato quest’anno le norme di contabilità e i termini per la presentazione della legge di Bilancio alle Camere. Termini che il governo ha violato subito, al primo tentativo. La manovra, infatti, sarebbe dovuta arrivare a Montecitorio entro il 20 ottobre. Siamo al 27 e ancora il testo non si è visto, mentre girano informalmente pezzi di bozze e si inseguono voci e indiscrezioni che hanno già mandato in soffitta le slide da venditore di pianerottolo presentate dal presidente del Consiglio (hanno varato quelle in Cdm?).

Certo, capiamo bene le difficoltà del governo a far quadrare conti che non possono quadrare, in uno scontro continuo sui saldi e sui provvedimenti tra Renzi e Padoan da una parte e tra governo e Commissione Ue dall’altra.

Signor Presidente, il ministro dell’Economia ha presentato la programmazione dei prossimi tre anni con delle previsioni talmente lontane dalla realtà che Corte dei Conti, Banca d’Italia e Ufficio Parlamentare di Bilancio le hanno bocciate. Poi Padoan ha spedito (in ritardo) a Bruxelles un Def modificato rispetto a quello approvato dal Parlamento senza neanche informare le Camere (dove è finita la loro sovranità?). Come detto, ha pure violato le norme oltrepassando la data entro la quale avrebbe dovuto presentare la Legge di Bilancio al Parlamento. Ma poi ha addirittura presentato un decreto fiscale che contiene misure di spesa e di copertura e modifica i saldi analizzati e approvati dalle Camere stesse.

Nel momento in cui sta per arrivare la Legge di Bilancio, ossia quel testo che decide anno per anno come usare i soldi delle nostre tasse, non è opportuno lavorare su altri provvedimenti che impegnano altri soldi. In realtà, al governo interessa soltanto sbandierare subito le mance per comprare consenso in vista del referendum del 4 dicembre.

Inoltre, ci appare grave che il presidente della Camera Laura Boldrini abbia ancora una volta piegato la testa e abbia costruito un calendario dei lavori su una legge che non esiste.

Signor Presidente, governo e maggioranza hanno dimostrato di non voler tagliare i veri sprechi della politica, come proposto dal MoVimento 5 Stelle. Ma la cosa più grave è che, secondo la loro propaganda, sarebbe colpa della nostra Costituzione se il processo legislativo non funziona, è lento e farraginoso.

In realtà, la vicenda della legge di Bilancio dimostra che fanno i loro comodi già oggi, con il bicameralismo paritario, e che l’inefficienza del legislatore dipende dalla loro cattiva fede mescolata all’incapacità di fare davvero il bene dei cittadini.

Presidente Mattarella, non sappiamo come Lei la pensi. Ma il M5S farà di tutto per non passare, il 5 dicembre, dalla Costituzione di Pertini a quella di Verdini.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Il World Tour #Iodicono del Movimento 5 Stelle

iodcitu.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Il World Tour #Iodicono del Movimento 5 Stelle è iniziato il 12 ottobre con la prima tappa francese a Strasburgo e a seguire Zurigo e Stoccarda.
A partire da oggi, per le prossime settimane i portavoce del Movimento 5 Stelle incontreranno le comunità italiane sparse per il mondo per raccontare loro in cosa consiste davvero la riforma costituzionale.

Parteciperanno al Tour molti portavoce
: Manlio Di Stefano, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao, Mirella Liuzzi, Lello Ciampolillo, Roberto Cotti, Danilo Toninelli, Matteo Dall’Osso, Luca Frusone, Daniele Del Grosso, Ornella Bertorotta, Nunzia Catalfo, Marco Valli, Michele Dall’Orco, Giuseppe Brescia, Vito Petrocelli, Paola Carinelli, Isabella Adinolfi, Laura Agea, Daniela Aiuto, Maria Edera Spadoni, Rosa D’amato, Elena Fattori, Angelo Tofalo, Nicola Bianchi, Luca Frusone, Luigi Di Maio.

Elenco delle prime tappe confermate:

28 ottobre Monaco di Baviera
4 novembre Tallin
8 novembre Londra
10 novembre Madrid
12 novembre Londra
14 novembre Lisbona
15 novembre Mosca
15 novembre Bruxelles
16 novembre Parigi
18 novembre Losanna
18 novembre Grenoble
19 novembre Lugano
20 novembre Dublino

ps: altre città sono ancora in attesa di conferma

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

La prova che con la riforma costituzionale si risparmiano solo 57 milioni #iodicono

docrerif.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Come si evince dal documento n. 83572 del 28.10.14 (scaricalo qui) emesso dalla Ragioneria di Stato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e trasmesso al Presidente della Camera dei Deputati dal Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi in data 18.11.14, il possibile risparmio stimato, qualora dovesse essere approvata la riforma del Senato, ammonta a 57,7 milioni di euro.

Il Presidente del Consiglio, il Ministro Boschi, l’On. Morani, il PD e tutto il Governo, dunque, la smettano di mentire agli italiani dicendo che la riforma comporterà un risparmio di 500 milioni di euro l’anno se non, addirittura, di 1 miliardo. La smettano di continuare ad indurre in inganno i cittadini e ad abusare della loro buona fede, attraverso un irresponsabile uso delle loro cariche istituzionali.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it