Il Senato non sarà eletto dai cittadini: è scritto nella riforma #RenziBugiardo

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di MoVimento 5 Stelle

Renzi in prima pagina oggi su La Repubblica: “Il Senato continuerà a essere eletto dai cittadini“. Mente in maniera spudorata e il giornale ci fa il titolo riportando il suo virgolettato senza commento. La Pravda era più imparziale. Ma stiamo nel merito e prendiamo il testo della riforma costituzionale che Renzi vuole far approvare agli italiani:
Articolo 57 comma 2:
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.
Tutti possono capire che i Consigli regionali (soggetto) eleggono (verbo) i senatori (complemento oggetto). Non i cittadini. I consigli regionali. E’ scritto nella riforma. Nero su bianco. Come si può dire il contrario e spacciarlo per verità? Confrontate con l’articolo 56 che riguarda l’elezione dei deputati:
Articolo 56 comma 1
La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto
Questa sì che rimane eletta dai cittadini. Non il Senato. Il voto al Senato sarà dei consigli regionali. C’è scritto! Lui vi dice che non è vero, mente davanti all’evidenza! Non fidatevi. Informatevi e informate su cosa prevede veramente la riforma: SE VINCE IL SI’ IL SENATO NON SARA’ ELETTO DAI CITTADINI, E’ SCRITTO NELLA RIFORMA. Ripetete con me: SE VINCE IL SI’ IL SENATO NON SARA’ ELETTO DAI CITTADINI, E’ SCRITTO NELLA RIFORMA.
Renzi dice che con un legge, che potrà essere approvata solo dopo la vittoria del Sì, farà votare ai cittadini. E cosa farà? E quando? Ma basta balle! Il premier faccia promozione per la sua riforma e dica chiaro e tondo che taglierà il diritto di voto degli italiani!
Il Senato continuerà a essere eletto dai cittadini“. Certo, solo se il 4 dicembre VOTATE NO!

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Il Governo taglia i fondi per le cure dell’ipertensione

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di MoVimento 5 Stelle

Renzi e la Boschi sono ossessionati da questo referendum. Sono mesi che il Paese è fermo perché si deve parlare solo di referendum che entra in ogni argomento possibile e immaginabile. Il ministro Maria Elena Boschi, infatti, sostiene candidamente che votare ‘sì’ al referendum permette di curare meglio il cancro. Mentre per il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, il ‘sì’ farebbe anche passare il diabete. E mentre ci si inerpica in nuovi ambiti in cui la riforma porterebbe nuovi miracoli, il Governo di Renzi e Boschi abbandona chi soffre di ipertensione e ha problemi di cuore.

Quindi mentre con una mano promette cure miracolose, con l’altra toglie invece la possibilità di cura a chi si trova in condizioni di difficoltà, in primis gli anziani. Dal prossimo anno, infatti, il servizio sanitario nazionale non farà più gratuitamente degli esami fondamentali per la diagnosi e la cura dell’ipertensione.

Per intenderci, in Italia sono 16 milioni le persone che soffrono di ipertensione arteriosa e ogni anno ne muoiono 280mila a causa di malattie cardiovascolari. Fra loro, per ovvie ragioni, la stragrande maggioranza è rappresentata dai cittadini più anziani. Così, proprio loro, saranno costretti a rivolgersi alla sanità privata e, per chi non se lo potrà permettere – e chi ha una pensione minima non potrà permetterselo – resta solo l’oblio.

Per loro, dice il Governo, “non ci sono soldi”. Parliamo di un taglio di 16 milioni di euro, ma per l’ “Air force Renzi” i 160 milioni necessari si trovano. Così i cittadini più anziani non potranno più fare esami per verificare la presenza di potassio nel sangue, l’esame chimico fisico e microscopico delle urine, la radiografia del torace di routine – nas e, soprattutto, non sarà più possibile il monitoraggio continuo (24 ore) della pressione arteriosa, ovvero l’esame più importante per capire il grado di controllo farmacologico della malattia per chi si trova ancora in uno stadio iniziale.

Cos’altro serve per far capire che questo Governo e questo Presidente del Consiglio vi stanno tutti prendendo in giro? Cos’altro serve per farvi capire che questo Governo e questo presidente del Consiglio non è dalla parte dei cittadini, siano essi risparmiatori, lavoratori, insegnanti o studenti?

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Il Senato non sarà eletto dai cittadini: è scritto nella riforma #RenziBugiardo

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di MoVimento 5 Stelle

Renzi in prima pagina oggi su La Repubblica: “Il Senato continuerà a essere eletto dai cittadini“. Mente in maniera spudorata e il giornale ci fa il titolo riportando il suo virgolettato senza commento. La Pravda era più imparziale. Ma stiamo nel merito e prendiamo il testo della riforma costituzionale che Renzi vuole far approvare agli italiani:
Articolo 57 comma 2:
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.
Tutti possono capire che i Consigli regionali (soggetto) eleggono (verbo) i senatori (complemento oggetto). Non i cittadini. I consigli regionali. E’ scritto nella riforma. Nero su bianco. Come si può dire il contrario e spacciarlo per verità? Confrontate con l’articolo 56 che riguarda l’elezione dei deputati:
Articolo 56 comma 1
La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto
Questa sì che rimane eletta dai cittadini. Non il Senato. Il voto al Senato sarà dei consigli regionali. C’è scritto! Lui vi dice che non è vero, mente davanti all’evidenza! Non fidatevi. Informatevi e informate su cosa prevede veramente la riforma: SE VINCE IL SI’ IL SENATO NON SARA’ ELETTO DAI CITTADINI, E’ SCRITTO NELLA RIFORMA. Ripetete con me: SE VINCE IL SI’ IL SENATO NON SARA’ ELETTO DAI CITTADINI, E’ SCRITTO NELLA RIFORMA.
Renzi dice che con un legge, che potrà essere approvata solo dopo la vittoria del Sì, farà votare ai cittadini. E cosa farà? E quando? Ma basta balle! Il premier faccia promozione per la sua riforma e dica chiaro e tondo che taglierà il diritto di voto degli italiani!
Il Senato continuerà a essere eletto dai cittadini“. Certo, solo se il 4 dicembre VOTATE NO!

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L’inchiesta di Buzzfeed è una fake news

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di M5S Camera e Senato

L’articolo di Buzzfeed pubblicato ieri rilancia le teorie complottiste pubblicate dalla Stampa che si sono eclissate dopo l’articolo di Bechis su Beatrice Di Maio / Titti Brunetta. Il M5S ha i suoi account social ufficiali, il suo sito ufficiale e il suo blog ufficiale, così i suoi portavoce. Altri siti o account social non ufficiali non ufficiali non sono riconducibili al MoVimento 5 Stelle, come ha dimostrato il caso Beatrice Di Maio.
Gli eletti del M5S negli ultimi mesi hanno incontrato centinaia di figure istituzionali di paesi stranieri, tra cui quello russo, sia La Stampa sia Buzzfeed hanno omesso questo piccolo particolare. Le accuse di fare propaganda pro Cremlino o di diffondere notizie false è ridicola. In Italia i produttori di bufale sono i giornali tradizionali e l’unica propaganda che fanno è quella pro Renzi e pro Pd. Buzzfeed dovrebbe fare un articolo sulla libertà di stampa in Italia visto che il nostro Paese è al 77° posto nella classifica di Reporter senza Frontiere ed è considerato parzialmente libero.
Un’altra bufala riportata da Buzzfeed è che i parlamentari M5S abbiano firmato un contratto con la Casaleggio Associati. I due giornalisti che firmano l’articolo dovrebbero correggere immediatamente almeno questa frase e scusarsi tramite una nota con i lettori per aver diffuso questa informazione falsa e che avrebbe richiesto solo un attimo di attività di verifica per non essere pubblicata, così come tutto il resto dell’articolo.

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Rimborsi o reddito non tassato?

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di Roberta Lombardi

Per noi del MoVimento 5 Stelle la legge deve essere DAVVERO uguale per TUTTI. Non tutti i parlamentari incorrono in spese per l’alloggio e l’esercizio del loro mandato, malgrado ciò tutti hanno diritto a delle somme di denaro forfetarie definite “rimborsi” che dovrebbero coprire tali spese eventuali. Considerando che i rimborsi – solo in quanto realmente tali – hanno diritto di essere considerati esenti da tasse, non sarebbe corretto nei confronti dei cittadini IMPORRE ai parlamentari una RENDICONTAZIONE TRASPARENTE di tutte le spese di mandato? Solo così si potrebbe avere la certezza che i rimborsi siano VERI rimborsi e non una fonte di REDDITO NON TASSATO.

Non imporre tale TRASPARENZA sarebbe l’ennesimo trattamento di favore per i politici, dal momento che il fisco pretende PRECISIONE e PUNTUALITÀ dai cittadini nelle loro dichiarazioni dei redditi.

Sarebbe il caso che chi fa le leggi desse il buon esempio quanto meno iniziando a rispettarle come tutti gli altri.

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Quel silenzio assordante sui morti sul lavoro

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di Marco Bazzoni – Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Ieri l’ennesimo dramma sul lavoro, che è costato la vita a 4 operai, morti per le esalazioni mentre eseguivano dei lavori di pulizia nei serbatoi del carburante in una nave nel porto di Messina.
Ancora le chiamano morti bianche, un termine ipocrita che è un insulto ai familiari e alle vittime sul lavoro.
Purtroppo non passa giorno che 3/4 lavoratori (a volte anche di più) perdano la vita sul posto di lavoro.

La sicurezza sul lavoro è importante, ma a quanto pare non è una priorità di questo governo.Ne di quelli precedenti!
Siamo il Paese Europeo con il più alto numero di morti sul lavoro e questo vorrà pure dire qualcosa.
Abbiamo anche un altro triste primato che è quello dell’abuso dei voucher, che molto spesso favorisce il lavoro nero.
E non mi pare siano stati messi dei limiti concreti perchè questo abuso possa essere fermato.

Averli estesi a tutte le lavorazioni non mi pare sia stata una bella idea.
I voucher sono utilizzati anche per coprire gli infortuni di chi lavora in nero.
Oggi è intervenuto immediatamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in una nota ha detto che “ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro”.
Nel 2015, dati Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro, ci sono state oltre 1400 morti sul lavoro.
Nel 2016, dati aggiornati ad oggi, ci sono già oltre 1260 morti sul lavoro.
Sono numeri allarmanti!.
Vanno bene le parole di cordoglio, ci mancherebbe, ma quelli che purtroppo invece mancano, sono i fatti, perchè si porga un freno alle stragi sul lavoro.
Io sono un semplice operaio e nel mio piccolo cerco di fare il possibile, perchè se ne parli, e di sensibilizzare sulle morti sul lavoro.
Ma ci vuole l’impegno di tutti, TUTTI, specialmente di chi è al Governo e che davvero può cambiare le cose.
L’Italia non è solo il referendum costituzionale, a cui si è dato uno spazio enorme, mentre sulle morti sul lavoro NESSUNO DICE NULLA!!!

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Quel silenzio assordante sui morti sul lavoro

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di Marco Bazzoni – Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Ieri l’ennesimo dramma sul lavoro, che è costato la vita a 4 operai, morti per le esalazioni mentre eseguivano dei lavori di pulizia nei serbatoi del carburante in una nave nel porto di Messina.
Ancora le chiamano morti bianche, un termine ipocrita che è un insulto ai familiari e alle vittime sul lavoro.
Purtroppo non passa giorno che 3/4 lavoratori (a volte anche di più) perdano la vita sul posto di lavoro.

La sicurezza sul lavoro è importante, ma a quanto pare non è una priorità di questo governo.Ne di quelli precedenti!
Siamo il Paese Europeo con il più alto numero di morti sul lavoro e questo vorrà pure dire qualcosa.
Abbiamo anche un altro triste primato che è quello dell’abuso dei voucher, che molto spesso favorisce il lavoro nero.
E non mi pare siano stati messi dei limiti concreti perchè questo abuso possa essere fermato.

Averli estesi a tutte le lavorazioni non mi pare sia stata una bella idea.
I voucher sono utilizzati anche per coprire gli infortuni di chi lavora in nero.
Oggi è intervenuto immediatamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in una nota ha detto che “ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro”.
Nel 2015, dati Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro, ci sono state oltre 1400 morti sul lavoro.
Nel 2016, dati aggiornati ad oggi, ci sono già oltre 1260 morti sul lavoro.
Sono numeri allarmanti!.
Vanno bene le parole di cordoglio, ci mancherebbe, ma quelli che purtroppo invece mancano, sono i fatti, perchè si porga un freno alle stragi sul lavoro.
Io sono un semplice operaio e nel mio piccolo cerco di fare il possibile, perchè se ne parli, e di sensibilizzare sulle morti sul lavoro.
Ma ci vuole l’impegno di tutti, TUTTI, specialmente di chi è al Governo e che davvero può cambiare le cose.
L’Italia non è solo il referendum costituzionale, a cui si è dato uno spazio enorme, mentre sulle morti sul lavoro NESSUNO DICE NULLA!!!

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