Buon 2017 da Beppe Grillo: sarà l’anno dell’orgoglio italiano

http://ift.tt/2ipbGuU

trascrizione integrale del discorso di fine anno 2016 di Beppe Grillo

Non c’è stato uno dei miei figli che abbia capito cosa fosse questo, un oggetto misterioso, fantastico. Forse i giovani fino ai 20, 25, 30 anni non lo sanno. Questa è una pialla. Io sto ancora cercando di capire se sono digitale o analogico. Sono con un piede sulla pialla e un piede sul computer. Questo mi porta a volte a fare considerazioni con pensieri frammentati, a cui non riesco poi nemmeno a dare la parola: meno male, se no farei dei casini pazzeschi! Devo farvi gli auguri di un anno che sta passando, il 2016 e non so come farli. Non volevo proprio faro. Avevo pensato di fare un intervento in silenzio per sentire questi rumori…

Sentite questi rumori… noi abbiamo vissuto un anno dentro questi rumori che ci arrivavano. E la cosa più straordinaria che sta succedendo è che questi rumori della stampa, della televisione e dei telegiornali, non hanno spostato nulla. Tutto questo sorpassa l’immaginazione. Il No, il Referendum… tutta l’informazione per cambiare la testa degli italiani non è riuscita. Gli italiani hanno guardato finalmente la realtà come dicevo qualche anno fa: con la testa in giù e i piedi in su. Alla rovescia. E guardando alla rovescia hanno capito quale è la vera realtà. Io ho qui dei libri: “La Realtà della realtà” di Watzlawick, che ti dice che la realtà non è quella che vedi, quella che ti sembra.

Ci sono varie cose che indicano la realtà, dipende dal punto di vista. La realtà è qualcosa di strano, politicamente ed economicamente: non si riesce a capire. Quest’anno è stato un anno un po’ particolare, di perdite gravi. Abbiamo perso uno dei grandi della storia di questo Paese, grandissimo, che è stato Dario Fo. Se ne è andato un grande vecchio umanista straordinario.

Poi se ne è andato, il 12 di aprile, il coautore di tutto. Io sento ancora una perdita gigantesca. Tutto il Movimento la sente: che è Gianroberto Casaleggio. Io e Casaleggio eravamo qua, quando progettavamo che cosa fare, lui era un manager, io ero un comico: due personalità che si scontravano. Era uno scontro apparente. Lui mi regalò un libro: Gengis Khan. Lui parlava di Gengis Khan come rete, coi cavalli, che univa il più grande impero della storia dell’umanità. Vedeva il cavallo come un bit. Gengis Khan gestiva la Rete per formare il più grande impero della storia. Parlavamo di Tex Willer e del Grande Blek, di Fantascienza, degli Urania… Lui dal punto di vista manageriale vedeva gli obiettivi. Io ero il cialtrone, il buffone, quello che vedeva il fatto di far ridere.

Ecco cosa non ci perdoneranno mai i partiti politici: che un comico è stato un cofondatore di un Movimento. Che non ci prendiamo tanto sul serio, che abbiamo l’ironia. E’ straordinario! E’ straordinario quest’abbinamento, a cui nessuno credeva. Nessuno credeva che potesse nascere un Movimento dalla Rete, con un Vaffa! Questa rabbia concentrata… e adesso è diventato quello che avete visto: il primo Movimento politico.

Gianroberto ci lascia in eredità una cosa straordinaria, non esiste al mondo una cosa così straordinaria: Rousseau (l’esempio di democrazia dal basso), un sistema operativo dove chiunque entra, guarda e può votare le leggi. Può votare il Presidente della Regione, può votare il Sindaco. Andare a vedere chi sono prima delle elezioni. Può fare una legge. Guardate che per un cittadino comune poter lasciare un segno della sua vita, della sua professione nella realtà, è straordinario! E questo è un mezzo di democrazia veramente diretta e dal basso!

Tutte queste voci che avete sentito “Cosa c’è dietro, cosa c’è là dietro?”… beh, noi abbiamo rotto un sistema. Il Movimento non vuole scalare la società. E’ la società che scala attraverso il Movimento. Noi siamo quelle passarelle che mettevano per conquistare i castelli nel Medioevo. Appoggiavano le scale, entravano e conquistavano il castello. Noi abbiamo rotto un paradigma, una roba circolare che viveva lì da 50 anni.

C’è un aneddoto di Watzlawick, uno psichiatra famosissimo, “L’anello di Cartagena”, che ti dà l’idea di come è stato tutto, prima del Movimento:

A Cartagena ogni mezzogiorno sparavano un colpo di cannone proprio per indicare che era mezzogiorno. Da 40 anni funzionava così. Nessuno diceva niente. Tutti sapevano che era mezzogiorno perché sentivano il colpo di cannone. Finché arriva lì un turista giapponese, con il cronometro (secondo lui) più preciso al mondo. Il suo cronometro segnava che mancavano 5 minuti a mezzogiorno, quando sente il primo colpo di cannone. Si reca dal picchetto e domanda: “Come mai avete sparato 5 minuti prima?”. Il picchetto gli risponde “No, no, il nostro è preciso, noi spariamo sempre a mezzogiorno. E’ il suo orologio che non va bene.” A questo punto il giapponese chiede: “ma con quale orologio avete sincronizzato il vostro colpo di cannone?”.
Il comandante gli risponde: “ Dal più grande orologiaio del nostro Paese che ha l’orologio più preciso del mondo”. Il giapponese non pago va dall’orologiaio e gli chiede: “Mi scusi, è lei che sincronizza con l’orologio il colpo di cannone?” L’orologiaio risponde di sì.
E il giapponese: “ Mi scusi, ma lei dove sincronizza il suo orologio che pare essere il più preciso al mondo?”. E l’orologiaio risponde: “Noi sincronizziamo il nostro orologio dal colpo di cannone, a mezzogiorno”.

Fantastico! Così è durato per 40 anni. E così è durato questo schema di economia e politica, per 40/50 anni. Finché è arrivato il turista giapponese: il MoVimento 5 Stelle, che ha disintegrato tutta questa roba circolare, finta. I cittadini iniziano a capire una cosa meravigliosa: cioè il MoVimento 5 Stelle e la democrazia diretta, non sei più rappresentato da nessuno ma ti auto rappresenti, con strumenti come Rousseau.
E’ la cosa più bella del mondo, ci vengono a intervistare tutte le televisioni del mondo. E qui siamo ancora trattati con le voci che avete sentito prima. E’ fantastico: sono dei bambini nella Comunicazione, sono dei bambini nell’economia politica, non capiscono la tecnologia che sta arrivando e confonde le menti. Come un boomerang.

Avete mai tirato un boomerang? Dai onestamente, non diciamo menzogne: il boomerang (a parte qualche australiano) lo lanci e poi va dove gli pare! Come la tecnologia, la inventi per qualcosa e poi va da un’altra parte. Pensate all’orologio meccanico. E’ stato inventato dai Benedettini nel 1200 per scansionare la preghiera, 7 volte al giorno. Quindi è stato inventato per Dio ed è diventato il sistema del capitalismo. Le tecnologie arriveranno e saranno incredibili. Abbiamo fatto uno studio: Il lavoro nel 2025 quale sarà? Come andrà il mondo fra 10 anni. Non è tanto. Il futuro è fra un momento. Noi stiamo ragionando fino al 2025. Stiamo votando sul Blog il Programma energetico, grazie a questo meraviglioso sistema operativo che abbiamo. Votiamo su tutto: come le energie che in 30 – 40 anni passeranno dalle fossili alle rinnovabili, come? Attraverso quali step? Come sarà il lavoro? Un ragazzo di 20 anni nel 2015 avrà 580 mila ore di vita. Dedicherà 60 mila ore della sua vita al lavoro. E ne avrà 240 mila dedicate al tempo liberato dal lavoro.

Il tempo libero sarà 4 volte superiore al tempo lavorato. Che cosa accadrà fra 25 anni? Quanti milioni di persone saranno senza un lavoro, con un tempo liberato? Che cosa faranno? Saranno ansiosi? Milioni di depressi? “Cosa fai?” “Non lo so! Fatti i cazzi tuoi!” Saranno violenti? Non abbiamo la minima idea di come gestire flussi di persone di tempo libero di persone. L’unico modo, secondo Marchetti, un grande studioso della geopolitica del lavoro, è l’Istruzione. La Scuola. La curiosità della Cultura. L’Intelletto. Abbiamo delle scuole ancora come la Linea Maginot, in bunker trincerati sottoterra. Abbiamo ancora una scuola che prepara al lavoro. Lavoro: è una parola che non ha quasi più senso.

O noi, coi sistemi che abbiamo, metteremo in mezzo alla strada milioni di persone: con la tecnologia, la robotica, la stampa 3d, o abbiamo dei sistemi per far interagire l’economia con le persone, oppure saranno scenari apocalittici! Ecco che entra il concetto di inserire un Reddito Universale senza condizioni nella classe media che non compra più, un reddito dentro a chi non ce la fa, dentro a chi non ci arriva… altrimenti questo sistema collassa! La mentalità è già vecchia! Questa gente qua si sta istruendo per un mondo che non c’è più. Noi ereditiamo un mondo che non sappiamo che cosa sia ma almeno cerchiamo di capire e di orientarci. Che tipo di lavori ci saranno? Il 50% dei lavori che conosciamo, sparirà. Ci saranno i coworking e la sparizione degli uffici. Le macchine saranno sempre più veloci, Internet delle cose… Tutte queste situazioni che arrivano, che non riesci a capire bene. Hai il mondo dentro questo iPhone, hai il mondo nel taschino… E il mondo nel taschino può essere una cosa meravigliosa o può essere l’apocalisse della tua intelligenza.

Abbiamo passato un anno a prenderci insulti, tonnellate di roba immonda e ci aspetta un 2017, secondo me, di riscatto, di orgoglio! Dobbiamo essere orgogliosi di essere i migliori, essere orgogliosi perché l’italiano è il migliore. Dobbiamo essere orgogliosi perché il Made In Italy fa presa in tutto il mondo. Dobbiamo essere orgogliosi perché la nostra Piccola Media Impresa è straordinaria. Gli indiani saranno il più grande ufficio del mondo. I cinesi saranno gli operai più grandi del mondo. Ma noi siamo sulla vetta dell’intelligenza, abbiamo la capacità di inventare qualsiasi cosa. Se diamo l’opportunità con l’Istruzione, con la Cultura…

Oggi siamo indietro: siamo un popolo di vecchi, non ci stiamo accorgendo che stiamo invecchiando. Nel 2025 ci saranno più 60enni che 18enni. Che cosa faremo? Un vecchio invecchia negli ultimi due anni di vita, perché in quei due anni costa alla società come tutta la sua precedente vita, in farmaci. Non abbiamo natalità. Nel contempo blocchiamo l’immigrazione o non inseriamo l’immigrazione in un modo logico: senza essere né di destra, né di sinistra, ma in un modo razionale, creando corridoi umanitari, controllando chi arriva in Italia. Sono tutti problemi pazzeschi… e questi di che cosa parlano? Del populismo!

Io non volevo farvi questa filippica l’ultimo giorno dell’anno. Voglio anche dirvi che io sono questo: sono la pialla, il saldatore, il cervello, il computer. E questo che dovete essere: un piede di qua e un piede di là. Ci attende un futuro che potrebbe essere bellissimo o bruttissimo. Avremo grandi malattie nuove e saranno debellate quelle vecchie. Avremo 60 milioni di malati di dengue, una cazzo di zanzarina così, avremo 50 milioni di malati di Alzheimer, forse risolveremo il problema della CO2, forse saremo più intelligenti con l’intelligenza artificiale. Ci saranno le auto senza autista, forse Musk andrà su Marte, forse ci saranno satelliti che collegano l’intelligenza del mondo… quindi ci aspetta una cosa strepitosa!

Ma io voglio lasciarvi con questo messaggio: con l’orgoglio di quello che siamo!

Siamo italiani e io lo voglio gridare per la prima volta! Anche se non sono un patriota nel senso letterale della parola. Per me la patria è la lingua: parlo italiano quindi sono italiano, ma questo italiano deve essere in tutto il mondo! Siamo i migliori cari signori e lo dimostreremo. E noi siamo la sintesi, come Movimento 5 Stelle, dei migliori in Italia! Arrivederci a tutti e auguri!

BUON ANNO DA BEPPE GRILLO!

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Advertisements

Arrivederci, Corpo Forestale e grazie da tutto il MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle Camera

Tra qualche ora, il Corpo Forestale dello Stato, ossia la polizia ad ordinamento civile che nei suoi quasi 200 anni di storia ha protetto il patrimonio ambientale ed agroalimentare del nostro Paese, per volontà dei governi Renzi e Gentiloni, nonché dei ministri Madia e Martina (ministro dell’agricoltura), e delle attuali forze di maggioranza, cesserà di esistere.

Dal primo gennaio del 2017 infatti, gran parte delle donne e degli uomini, agenti e personale tecnico-amministrativo, verrà assorbito dall’Arma dei Carabinieri, in un processo di militarizzazione che ha ben pochi precedenti in occidente.

Il MoVimento 5 Stelle sin dalla prima ora si è dichiarato apertamente contrario a questo assurdo scioglimento che oltre a ledere definitivamente i diritti sindacali e politici del personale, rischia di disperdere competenze e funzioni uniche a difesa dei beni comuni.

Contrarietà che non è solo “a parole” ma suffragata da numerosi atti parlamentari e nelle regioni in cui il M5S è rappresentato. In queste ore, nel silenzio mediatico più totale, tutto il personale del CFS sta vivendo un vero e proprio dramma: chiudono le caserme, vengono riconsegnate le divise, i mezzi perdono le livree, ecc., mentre coloro che hanno deciso di non accettare la militarizzazione confluendo in altri ambiti della PA, tra l’altro con una procedura caratterizzata da numerosi vizi, verranno espulsi per sempre dal “comparto sicurezza”.

Insomma, le carriere e i diritti acquisiti di numerosi lavoratori verranno irrimediabilmente compromessi come pure l’autonomia investigativa, e numerose sono le incognite su come verrà data continuità al servizio antincendio, al contrasto al commercio di specie in via di estinzione, alle numerose competenze tecniche proprie del corpo, come l’inventario forestale o il censimento degli alberi monumentali, e alla gestione delle riserve naturali per la conservazione della biodiversità.

In questo momento durissimo per i numerosi Cittadini che hanno indossato con onore la divisa della forestale, il Movimento 5 Stelle non può che esprimere la più totale vicinanza al loro dolore, promettendo altresì di continuare la buona battaglia contro la dispersione di queste competenze e la contrazione dei diritti, attraverso la ricostituzione di una forza di polizia nazionale ad ordinamento civile per la prevenzione ed il contrasto dei reati ambientali ed agroalimentari.

Per questo il nostro non vuole essere un addio ma un arrivederci; intanto il MoVimento 5 Stelle vi ringrazia per il servizio che come “forestali” avete reso al nostro Paese.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Alfano scarica gli agenti che obbedirono ai suoi ordini #AlfanoDimettiti

di Manlio Di Stefano

Ricordate il caso di Alma Shalabayeva e sua figlia Alma? Una madre con la figlia di 6 anni arrestate illegittimamente e altrettanto illegittimamente espulse dall’Italia al Kazakhstan nel maggio del 2013 in violazione del diritto di asilo.
Per avere nuove informazioni andammo (video) direttamente in Kazakhstan a intervistare la moglie del dissidente kazakho Mukhtar Ablyazov e, tornando, presentammo una mozione di sfiducia contro Alfano. Il PD, come sempre, lo protesse e votò contro la mozione (oggi l’ha pure promosso a Ministro degli Esteri).
Ci sono voluti 3 anni per giungere alla verità ma, tanto per cambiare, ci ha dato ancora ragione.
La Procura di Perugia, a Novembre, ha chiuso l’inchiesta con l’accusa gravissima di sequestro di persona ai danni di due dirigenti di vertice della Polizia di Stato – Renato Cortese e Maurizio Improta – operato grazie ad un’ininterrotta sequenza di falsi, abusi e omissioni, con la complicità di altri 9 indagati: il giudice di pace Stefania Lavore che avallò la consegna al Kazakhstan, tre diplomatici dell’ambasciata kazaka a Roma (l’allora ambasciatore Andrian Yelemessov, il primo segretario Nurlan Khassen e l’addetto agli affari consolari Yerzhan Yessirkepov) e cinque funzionari di polizia già in servizio alla Mobile di Roma e all’Ufficio immigrazione.
Oggi si aggiunge all’indagine un tassello importantissimo a questo puzzle, il Kazakistan ha arrestato il diplomatico Nurlan Khassen per sequestro di persona confermando, di fatto, la linea della Procura di Perugia.
E qui si aprono alcune domande che potrei definire, conoscendo Alfano, retoriche:
1. Perché un capo della Squadra Mobile, il Capo dell’Ufficio immigrazione e un giudice di Pace, si prestarono ad un abuso di questa portata nei confronti di una donna a loro sconosciuta?
2. Chi diede ai tre diplomatici kazaki la possibilità di disporre della Polizia italiana?
3. Chi trasse benefici da questo accordo col Presidente kazakho?
Per rispondere a queste domande la Procura dovrebbe, ora, scalare la catena di comando ma, di questo, nell’inchiesta non c’è nulla.
Nel 2013 Angelino Alfano venne salvato da Enrico Letta con un ricatto politico al Governo, oggi il prode Ministro degli Esteri sgancia i vagoni di coda e sacrifica il destino e la reputazione di chi, come si legge nella chiusura indagini, eseguì un ordine “deciso dall’alto“.
Il nostro governo è infarcito di incapaci, poco di buono e persino delinquenti protetti e garantiti dal sistema di potere del Partito Democratico.
#AlfanoDimettiti, sei un imbarazzo per il nostro Paese.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Che tristezza il passo d’addio di Obama

obamatriste.jpg

di Fulvio Scaglione

Che tristezza, il passo d’addio di Barack Obama. Anche se, a ben vedere, perfettamente in linea con gli otto anni della sua permanenza alla Casa Bianca. Non è stato, Obama, il re delle speranze deluse, dei buoni propositi finiti in aceto, degli slanci ridotti a spasmi? Allo stesso modo, il Presidente dello stile e della ragionevolezza affronta il ritorno alla vita privata, e l’ingresso nel mondo dorato delle conferenze ben pagate, tramutandosi nella macchietta di se stesso. Un politicante stizzoso e stizzito che, come un bambino, butta all’aria il gioco in cui non riesce a vincere.
Il Presidente indeciso a tutto, una volta messo un piede fuori dalla Casa Bianca, si è messo a fare il decisionista. Bloccate le trivellazioni nell’Artico e in parte dell’Oceano Atlantico, sfruttando quanto previsto da una oscura legge del 1953. Condannati gli insediamenti israeliani, con un’astensione all’Onu dell’ultimissimo momento. A quanto pare nessuno tra i mille consiglieri riesce più a farlo ragionare e a spiegargli che il suo rancoroso progetto per fare i dispetti a Donald Trump si trasforma in una grande regalo all’odiato successore. Il blocco alle trivellazioni, giusto o sbagliato che sia, è del tutto ininfluente. Gli Usa sono già il primo produttore al mondo gas e petrolio e lo sono diventati proprio con Obama e grazie al fracking (o fatturazione idraulica), una tecnica di estrazione che desta uguale preoccupazione presso gli ambientalisti. Il provvedimento, dunque, non farà né caldo né freddo a Trump e alla sua corte di petrolieri e generali. Peggio ancora per Israele. L’espansione degli insediamenti è l’architrave della politica israeliana da decenni. Obama se n’è accorto dopo otto anni di inerzia e di parole vuote e dopo essersi fatto sbeffeggiare persino in patria da Benjamin Bibi Netanyahu, che andò al Congresso americano a parlar male di lui. L’unico risultato sarà avvicinare ancor più Netanyahu a Trump, che già pare poco sensibile alla causa dei palestinesi. E allontanare dal Partito democratico parte di quell’oltre 70% di ebrei americani che in novembre hanno votato per Hillary Clinton.
Il massimo degli infortuni, però, Obama lo ha raggiunto nella polemica con la Russia di Vladimir Putin a proposito degli hacker che avrebbero influenzato l’elezione presidenziale. Obama è un buon retore ed è riuscito ad accusare i russi di aver violato i server del Partito democratico senza mai dire che cosa da quelle violazioni, chiunque le avesse commesse, era uscito: e cioè che il Partito democratico aveva truccato le primarie per danneggiare Bernie Sanders e favorire Hillary Clinton. Ma pazienza. Il problema è che Obama, nella sua smania di attribuire a Putin tutta la colpa della sconfitta della Clinton, si è reso ridicolo. Intanto, un mare di politologi americani ha sottolineato le manchevolezze della campagna elettorale della Clinton e l’intima debolezza della sua candidatura, considerato che con lei erano schierati la Casa Bianca, tutto l’apparato di potere dei democratici, Wall Street, Hollywood e il mondo dei media. In modo così acritico che il giorno dopo l’elezione di Trump il New York Times ha voluto chiedere scusa ai lettori, autoaccusandosi di non aver capito nulla di quanto stava avvenendo.
Poi Obama si è fatto umiliare da Putin, che lo ha trattato come un dilettante. Dopo che il Governo americano ha espulso 35 diplomatici, il Cremlino ha rifiutato di reagire in proporzione. Al contrario, non ha preso provvedimenti se non quello di invitare i diplomatici Usa di stanza in Russia a fare un brindisi, oltre a porgere cortesi auguri di buon anno agli americani e di buon lavoro all’amministrazione entrante. Anche qui, dunque, il dispetto di Obama diventa un regalo per Trump che, sfruttando la sponda offerta da Putin, potrà presentarsi come il grande normalizzatore delle relazioni tra i due grandi Paesi.
Sullo sfondo, ovviamente, la situazione in Medio Oriente. Dove succede questo: in Siria l’intervento russo ha rovesciato le sorti del conflitto ed è diventato garante, piaccia o no, della sopravvivenza di una Siria di Bashar al-Assad; mentre in Iraq l’intervento saudo-curdo-americano non è affatto garante della liquidazione dell’Isis, che ancora saldamente tiene il caposaldo di Mosul.
Molto di tutto questo non sarebbe successo se Obama, che ha definito Putin “l’ex capo del Kgb”, non si fosse alla fin fine rivelato un epigono del presidente George Bush senior, che era stato direttore della Cia. Bush senior varò, all’indomani del crollo del Muro di Berlino, la politica della “esportazione della democrazia”, che in realtà significava espansione dell’influenza globale degli Usa negli spazi geopolitici lasciati liberi dalla morente Unione Sovietica. Era il 1989. E vennero le guerre nei Balcani e in Medio Oriente, l’allargamento a Est della Nato e quello accessorio, almeno nell’idea americana, della Ue. Da allora troppe cose sono cambiate e forse solo Obama (come dimostrano Libia, Siria e Ucraina) non se n’è accorto. Exit dunque il primo Presidente nero nella storia degli Usa. Ora tocca al primo Presidente con i capelli rossi. Speriamo in bene.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Le post-cazzate dei nuovi inquisitori

nuovainquisizione.jpg

di Beppe Grillo

Il presidente dell’antitrust Pitruzzella ha rilasciato un’intervista al Financial Times, a metà strada tra il delirio d’onnipotenza e l’ignoranza completa di come funzioni il web, dicendo che “la post-verità in politica è uno dei catalizzatori del populismo e una minaccia alle nostre democrazie“. E cosa è la post-verità si chiede una persona normale? “La post-verità è una definizione usata dai rosiconi che non sono entrati nel ventre della balena del web e quindi non riescono a interpretare i tempi. Parliamo di giornalisti le cui testate hanno avallato per anni bugie ed idiozie di ogni tipo. La post-verità semmai è quella costruita dai giornalisti. Chi vi ha aderito poi si è sorpreso per Grillo, per la Brexit, per la vittoria di Trump e per quella del no al referendum in Italia. Ci raccontano un mondo che non esiste più e chiamano post-verità quello reale.” E’ la definizione, che meriterebbe la Treccani, di Roberto D’Agostino.

L’intervista si fa interessante quando Pitruzzella spiega come si combatte la post-verità: “dobbiamo decidere se lasciare Internet così com’è, il selvaggio west, oppure se regolamentarlo. Penso che queste regole vadano definite dallo Stato. […] Non è compito di entità private controllare l’informazione, questo è dei poteri statali: loro devono garantire che l’informazione è corretta“. Tradotto significa che vogliono fare un bel tribunale dell’inquisizione, controllato dai partiti di governo, che decida cosa è vero e cosa è falso. Immaginatevi la scena.

Scrivo sul Blog: “I politici prendono la pensione d’oro: è un privilegio che vogliamo abolire!“.
Il tribunale decreta: “Falso, prendono una pensione normale come tutti, è un diritto acquisito. E’ post-verità la tua! Ordiniamo che il Blog di Grillo sia messo al rogo!” “Ma non si può bruciare, sua Pitruzzella: è fatto di bit!”Allora al rogo il computer di Grillo e pure il suo mouse, e se si lamenta al rogo pure lui“.

Purtroppo Pitruzzella non è un pazzo solitario. Il premier fotocopia Gentiloni ieri ha detto che gli strappi nel tessuto sociale del Paese sono causati anche da Internet. Per il sempregrigio Napolitanola politica del click è mistificazione“. Renzi è convinto di aver perso il referendum per colpa del web: “Abbiamo lasciato il web a chi in queste ore è sotto gli occhi internazionali, a cominciare dal New York Times, in quanto diffusore di falsità“. I travestiti morali sono abituati alla TV, dove se vai con una scheda elettorale falsa i giornalisti ci credono, ma se lo fate sul web i cittadini ve lo dicono che siete dei cazzari, non prendetevela.

Tutti uniti contro il web. Ora che nessuno legge più i giornali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisitori vogliono un tribunale per controllare internet e condannare chi li sputtana. Sono colpevole, venite a prendermi. Questo Blog non smetterà mai di scrivere e la Rete non si ferma con un tribunale. Bloccate un social? Ne fioriranno altri dieci che non riuscirete a controllare. Le vostre post-cazzate non ci fermeranno.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it

Fermiamo il business sui medicinali per bambini

di Piernicola Pedicini, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

È vergognoso speculare sulla salute dei bambini. Durante l’ultima plenaria di Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato una proposta di risoluzione sul regolamento relativo ai medicinali per uso pediatrico. Il testo, che chiede giustamente un riesame del Regolamento dopo 10 anni di attuazione, presenta anche alcune zone d’ombra: la principale è il sistema di premi e incentivi alle case farmaceutiche istituito nel tentativo di promuovere lo sviluppo e l’autorizzazione di medicinali per uso pediatrico. Poiché non esistono molti farmaci autorizzati per uso pediatrico, i dosaggi, le modalità di somministrazione, gli effetti avversi dei medicinali usati sui bambini vengono studiati solo sugli adulti. Le regole europee prevedono la concessione di un premio di proroga di sei mesi del brevetto del farmaco (rivolto agli adulti) anche qualora venga negata l’autorizzazione per l’uso pediatrico. Questo premio consiste in sei mesi in più di protezione dei diritti di proprietà intellettuale dei farmaci. Per ottenerlo c’è il rischio che le case farmaceutiche possano istituire le relative procedure (il piano di indagine pediatrica) pur sapendo che il farmaco abbia un’efficacia limitata sui bambini o che non sia affatto utile. Perché le aziende farmaceutiche potrebbero abusare del sistema? Perché guadagnano soldi recuperando i costi investiti per lo sviluppo del farmaco. Noi vogliamo evitare che abusi o usi impropri di questo incentivo possano costituire un business sulla pelle della salute dei minori. Per difendere questo principio abbiamo presentato un emendamento che purtroppo è stato bocciato. Il volto della sanità deve cambiare: la vera innovazione non viene incentivata, non si sviluppano nuovi farmaci efficaci contro le malattie rare, perché queste patologie non sono remunerative.

Il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle ha, tuttavia, contribuito a migliorare il testo finale inserendo alcuni paragrafi fondamentali per la tutela della salute dei minori. Eccoli:

Il concetto di uso off-label in medicina pediatrica (prima del tutto assente).

Il riferimento al differimento quasi sistematico delle indagini pediatriche.

Il riferimento al numero ridotto di piani di indagine pediatrica completati.

L’obbligo legale per la Commissione di finanziare la ricerca per medicinali per uso pediatrico e per gli Stati membri di fornire prove dettagliate sul loro impegno nel supportare la ricerca.

La necessità di rafforzare il network per la ricerca clinica in ambito pediatrico.

Noi non diciamo che le compagnie farmaceutiche non debbano guadagnare, ma non possiamo continuare a lasciare la salute pubblica nelle mani delle logiche di mercato. Ed è per questo che rinnoviamo l’invito a considerare l’istituzione di una casa farmaceutica pubblica ed Europea. Per chiudere, voglio ricordare che alcuni giorni fa la Commissione ha aperto una consultazione pubblica sull’esperienza acquisita. Invito tutti, le case farmaceutiche, i medici, gli scienziati, i gruppi di pazienti e i gruppi di genitori con un’esperienza di difficoltà alle spalle, a inviare i loro contributi alla Commissione entro il 20 febbraio 2017.

Leggi e commenta il post su http://www.beppegrillo.it