L’unico 40% del Pd è quello della #disoccupazione giovanile

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di MoVimento 5 Stelle

La disoccupazione resta al 12% a dicembre. E quella giovanile si riaffaccia sopra quota 40%. E’ un tragico gioco dell’oca: si torna sempre al punto di partenza con questi governi. Gli occupati stabili diminuiscono con l’afflosciarsi del doping degli incentivi contributivi, i giovani continuano a emigrare o rimangono a marcire in casa, mentre aumenta il numero di quelli che hanno un lavoro solo tra gli over 50, imprigionati da una folle riforma delle pensioni targata Fornero.

Poletti appare l’unico che con il Jobs act ha trovato un posto stabile (da ministro), saltando dal governo del Bomba a quello dell’avatar del Bomba. E con queste norme sta realizzando il suo (nemmeno tanto segreto) sogno: cacciare via dall’Italia tutti i ragazzi che cercano di realizzarsi.

Ricordiamo che nel solo 2015 abbiamo perso 100 mila italiani
, in gran parte proprio giovani. C’è un solo modo per invertire la rotta ed è quello di sostenere i redditi e l’occupazione direttamente, ciò che prevede la nostra proposta sul Reddito di cittadinanza.

Insieme a un programma di investimenti pubblici nei settori strategici, sarebbe possibile trattenere la cosiddetta fuga dei cervelli che oggi rappresenta uno dei principali effetti negativi della crisi.
Loro sprecheranno almeno 18 miliardi in tre anni con il Jobs act. Al M5S sono bastati finora 18 milioni delle restituzioni sugli stipendi dei portavoce per creare quasi 10mila posti grazie al microcredito.

La differenza già si vede. E si vedrà molto di più quando andremo al governo. Al voto subito!

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L’edilizia pubblica milanese è stata demolita

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di Iolanda Nanni, M5S Lombardia

ALER Milano, l’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale della provincia di Milano, è un cumulo di macerie. Decenni di gestione dissennata, folle, hanno portato a un disastro di dimensioni epocali che ha pochi precedenti nella storia della pubblica amministrazione. Formigoni ha seminato, Maroni ha continuato a innaffiare la pianta marcia, perseverando nel gestire come poltronificio della politica un ente che ha accumulato un debito di mezzo miliardo di euro, a scapito dei più poveri in primis, e di tutta la comunità poi. Il conto è salato, ed è ora che a pagarlo siano i responsabili, per ripristinare un diritto che in Lombardia è stato demolito, il diritto alla casa.

Questa mattina ho depositato presso la Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano un esposto, frutto di due anni di lavoro del M5S, con scritto nero su bianco tutti gli scempi gestionali di ALER Milano, a partire dai mutui milionari e le ipoteche accese su interi quartieri di Milano con l’obiettivo dichiarato investire i soldi nella riqualifica degli alloggi, usati in realtà per nascondere i buchi di bilancio e coprire le spese correnti dell’ente (stipendi, costi di gestioni, etc.). Un circolo vizioso senza fine: più il rosso aumentava, più l’ente si indebitava per rimanere a galla, più le condizioni degli alloggi peggioravano, contribuendo anche ad alimentare le tensioni nei quartieri popolari. Oltre 250 milioni di garanzie ipotecarie prestate. Immaginate quale sarebbe il destino degli inquilini che non sanno di vivere in alloggi ipotecati, se gli immobili ALER finissero nelle mani delle banche.

Ma non solo, ci domandiamo che fine hanno fatto i 300 milioni di euro fra mutui, contratti derivati e conti correnti ipotecari richiesti alle banche, e fagocitati dal buco nero di ALER Milano e dalle sue “scatole cinesi”, prima fra tutte ASSET, controllata al 100% da ALER Milano, tramite la quale si avviavano operazioni immobiliari improbabili e fallimentari, come quella di Pieve Emanuele e di Garbagnate, che hanno generato un’ulteriore esposizione finanziaria per altri 150 milioni di euro. Le Giunte regionali che si sono susseguite sono riuscite nell’impresa di demolire un patrimonio catastale di 5 miliardi di euro, invece di sfruttarlo e riqualificarlo per migliorare la vita dei cittadini più poveri. 72 mila unità immobiliari, distribuite su Milano città e su 134 comuni della Città Metropolitana, in cui alloggiano circa 105 mila inquilini. Inquilini a cui troppe volte è stata addossata la colpa dei debiti di Aler, quando invece sono gli amministratori in giacca e cravatta che siedono a Palazzo Lombardia ad avere le mani sporche.

L’ente è affondato, e con lui, la politica sociale di Regione Lombardia che doveva tutelare i più deboli, garantire loro un tetto sotto il quale vivere dignitosamente. Ci auguriamo che, nell’interesse dei cittadini, venga aperto un fascicolo d’indagini al più presto, per chiarire le responsabilità amministrative, contabili ed erariali e per la mala gestione. I lombardi pagheranno un conto salatissimo, perché il debito prima o poi dovrà essere saldato, ma ora che la Corte dei Conti ha in mano tutte le carte, i cittadini sapranno anche chi dovranno ringraziare.

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Il grande bluff della ‘Buona Scuola’

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di MoVimento 5 Stelle

A quasi cinque mesi dall’inizio dell’anno scolastico, tantissime scuole italiane si ritrovano ancora senza docenti, senza insegnanti di sostegno e con l’organico incompleto. La riforma di Renzi che doveva eliminare la supplentite e il precariato, non ha fatto nè l’uno nè l’altro. Ha solo contribuito a generare altro caos e altri disagi.

Renzi aveva spacciato la sua riforma come la grande rivoluzione che doveva cambiare la scuola e il Paese e invece ha scontentato tutti: docenti, precari, studenti e famiglie, presi in giro da un governo che aveva promesso di ascoltarli e di coinvolgerli, per poi ignorarli e fare una riforma sulle loro teste e sulla loro pelle. Lo stesso metodo e la stessa arroganza che abbiamo rivisto per gli otto decreti legislativi che completano la riforma e che sono ora all’esame del Parlamento.

Renzi diceva ‘basta precari e basta supplentite’ e invece ancora oggi circa 40mila docenti precari sono rimasti nelle Gae. Per loro c’è solo il precariato, a cui si aggiunge la beffa di mesi e mesi di lavoro dello scorso anno scolastico non ancora retribuiti.

Il piano di assunzioni del governo si è rivelato un disastro. Il M5S lo aveva annunciato e così è stato, come poi lo stesso Renzi è stato costretto ad ammettere. Ci siamo ritrovati con insegnanti costretti a spostarsi centinaia di Km da casa, dal sud al nord del Paese, con situazioni paradossali in cui docenti con punteggi più alti sono stati penalizzati nell’assegnazione delle cattedre rispetto a chi aveva punteggi più bassi. Per non parlare degli effetti del potenziamento dell’organico: insegnanti usati come tappabuchi, molto spesso parcheggiati nella sala professori senza fare nulla.
Una situazione folle di cui abbiamo chiesto conto al governo senza mai ottenere risposte chiare.

E alla quale abbiamo contrapposto un serio Piano di stabilizzazione dei precari – sia i docenti che sono ancora nelle Graduatorie ad esaurimento, sia quelli della seconda fascia con abilitazione – che si basa non sulla chiamata diretta da parte dei presidi ma sullo scorrimento delle graduatorie in base ai punteggi, cioè sul merito e non sulla discrezionalità del singolo.

Ad oggi moltissimi docenti hanno chiesto e ottenuto il riavvicinamento nelle proprie Regioni e di conseguenza moltissime cattedre sono rimaste vuote. A settembre 2016 quasi una cattedra su 10 era senza insegnante titolare. In totale sono 207mila i docenti trasferiti (che diventano 257mila aggiungendo i circa 50mila docenti precari che annualmente prendono servizio in istituti scolastici diversi) e due milioni e mezzo gli studenti che hanno avuto uno o più insegnanti diversi rispetto all’anno precedente. Alla faccia della continuità didattica!

Sembra assurdo, ma a decidere le assegnazioni dei docenti alle cattedre è stato un algoritmo che il Miur ha pagato profumatamente. Su questo sistema il M5S sin da subito aveva espresso forti dubbi e ancora oggi rimangono troppe ombre, a fronte di troppi errori e troppi soldi spesi.
I tanti disagi della scuola diventano veri e propri drammi quando parliamo degli insegnanti di sostegno. Qui il precariato è una piaga che viene pagata cara soprattutto dagli studenti disabili, che avrebbero bisogno di più cura e attenzione.

Negli ultimi tre mesi 60 mila docenti di sostegno hanno cambiato posto, con la conseguenza che il 43% dei ragazzi disabili ha cambiato insegnante di sostegno, perdendo così il proprio punto di riferimento. Il M5S, da quando è entrato in Parlamento, non ha mai smesso di chiedere al governo un impegno serio proprio per risolvere questo problema: lo abbiamo fatto con una risoluzione per garantire la ‘continuità didattica’, approvata ma poi ignorata dal governo Renzi; e con numerosi atti con i quali abbiamo chiesto l’assunzione degli insegnanti specializzati sul sostegno sui posti vacanti.

Una scuola migliore è possibile, il M5S è pronta a realizzarla.

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Paolo ha vinto la sua battaglia. Comune a guida PD condannato

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di MoVimento 5 Stelle Porcia

Il 26 gennaio 2017 verso le 14:00 il Tribunale di Pordenone nella figura del Giudice Riccio Cobucci ha condannato il Comune di Porcia a guida PD nella causa che lo vedeva coinvolto contro un ex dipendente comunale.

Nello specifico il lavoratore con oltre 12 anni di servizio impeccabile all’interno dell’ufficio tecnico era stato “per ragioni organizzative” spogliato delle sue mansioni e spostato in un’altra area.

In realtà Paolo, attivista storico del MoVimento 5 Stelle invece di una promozione come si aspettava ha iniziato a subire scelte discriminatorie non essendo allineato politicamente con la nuova amministrazione

Il giudice:

1- ha dichiarato illegittimo il trasferimento operato nei confronti del ricorrente;

2- per effetto del riconosciuto demansionamento ha condannato il comune al risarcimento dei danni quantificandoli nella misura di 1/3 dello stipendio mensile, da moltiplicarsi per le mensilità di arco temporale in cui questo è avvenuto ( febbraio -luglio 2015);

3- Ha condannato il comune alla riduzione delle spese di lite che liquida in € 7.125,00 oltre accessori di legge

Paolo stava combattendo la sua battaglia per la vita contro una malattia che se lo è portato via il 19 novembre scorso. Gli ultimi suoi 2 anni sono stati devastanti: ciò che ha sopportato a livello lavorativo lo ha ulteriormente indebolito e reso estremamente fragile di fronte alla malattia, lo stress causatogli ha sicuramente inciso su una situazione già compromessa.

Paolo era un attivista di quelli che lanciano il cuore oltre l’ostacolo, senza timori e senza compromessi. La sua battaglia per la trasparenza mutuata dai principi del Movimento è stata senza sconti, consapevole che avrebbe rischiato in prima persona. Ci chiediamo dal punto di vista umano che razza di persone ci siano ad amministrare questa città. Ora qualcuno dovrà risponderne e assumersene tutta la responsabilità di ciò che è stato fatto.

Sindaco Gaiarin a nome del Movimento 5 Stelle di Porcia che rappresenta la seconda forza politica del territorio si assuma la responsabilità di ciò che è successo, faccia un passo indietro, chieda scusa e si dimetta.

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I voltagabbana del Parlamento: 388 cambi di partito dal 2013 a oggi

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di Luigi Di Maio

In Italia, oltre ai furbetti del cartellino, abbiamo i voltagabbana del Parlamento. Dal 2013 ad oggi, ci sono stati 388 cambi di partito!
Alcuni parlamentari hanno cambiato partito anche 6 volte negli ultimi 4 anni.

Pensate che la terza forza politica del Senato e della Camera è il gruppo misto.
Alla Camera siamo partiti all’inizio della legislatura con meno di 10 gruppi ed oggi siamo ad oltre 18, la maggior parte di questi, non era neanche sulla scheda elettorale nel 2013.
Un vero mercato.

Per il MoVimento 5 Stelle, se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato dai suoi elettori, si dimette e lascia il posto a un altro, come accade ad esempio in Portogallo. Ma anche per consuetudine nella civilissima Gran Bretagna.
In Italia, invece, se ne fregano: una volta che sono in Parlamento gli elettori non contano più, quello che conta è la poltrona, il megastipendio e il desiderio di potere. Molti governi si sono tenuti in piedi e hanno fatto approvare le peggiori porcate, proprio grazie ai voltagabbana.

Da Monti a Letta, da Renzi fino a Gentiloni, le leggi più vergognose della storia della repubblica si sono votate grazie ai traditori del mandato elettorale.
Il MoVimento 5 Stelle per evitare tutto questo vuole che si rispetti il voto dei cittadini. Noi abbiamo applicato su di noi una regola chiara, senza aspettare un obbligo di legge: chi non vuole più stare nel MoVimento va a casa, se non lo fa tradisce gli elettori e causa un danno che deve essere risarcito. È semplice.

Chiamatelo come volete: vincolo di mandato, serietà istituzionale, rispetto della volontà popolare. A nessuno è negato il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa e ti fai rieleggere. Come al solito il M5s non ha aspettato una legge per cambiare il modo di fare politica. Anche i partiti facciano come noi.

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Salviamo il lupo

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di Paolo Bernini

Segnatevi questa data: il 2 febbraio. E’ il giorno che potrebbe passare alla storia come la pagina nera per l’ambiente e per gli animali in Italia. E’ il giorno in cui la Conferenza Stato Regioni potrebbe approvare il “piano lupo” del Ministero dell’Ambiente che prevede la possibilità di uccidere i lupi, gli ibridi – nati da un lupo e un cane – e altri canidi, in deroga alle direttive europee e alle leggi dello Stato.

A votarlo saranno il ministro dell’Ambiente, Galletti, e i presidenti delle Regioni. Sì, proprio Galletti, lo stesso che ha firmato lo Sblocca Italia della cementificazione selvaggia, del via libera agli inceneritori, delle trivelle nei nostri mari.

Una licenza di uccidere che rischia di cancellare più di 45 anni di battaglie che hanno salvato il lupo dal rischio di estinzione, dopo che nel 1971 è stato inserito nella lista delle specie “particolarmente protette”. Oggi chiunque uccide o cattura un lupo, rischia l’arresto da due a otto mesi.

Con il “piano lupo”, fatto realizzare dal Ministero dell’Ambiente ad una onlus tramite un affido diretto e in evidente conflitto di interessi di chi lo ha pensato torneremmo indietro al secolo scorso, ignorando gli sforzi e gli interventi voluti fortemente, anche dall’Europa, per la tutela di questa specie simbolo.

Di fatto, questo provvedimento favorirà il bracconaggio legittimandolo, e alcuni allevatori potrebbero farsi giustizia da soli, senza risolvere concretamente i loro problemi. Il vero paradosso è che questo piano, che permette di uccidere i lupi dovrebbe essere finalizzato a proteggerli!

Ma le assurdità non finiscono qui: prima di arrivare ad una scelta così estrema, il Governo, secondo la normativa, dovrebbe dimostrare di aver messo in pratica azioni vincolanti e fondamentali per la soluzione del problema della predazione, per poter ricorrere alle deroghe. Azioni come ad esempio l’uso dei recinti elettrificati o dei cani pastore per proteggere le greggi da eventuali attacchi del lupo e la previsione di indennizzi adeguati e il finanziamento dell’uso corretto di tutti i sistemi di deterrenza.

Tutte cose mai realizzate sul territorio nazionale e che il Pd e questo Governo non intendono realizzare, come dimostra il piano lupo del ministro Galletti. Per quanto previsto dalla Direttiva Habitat, l’Italia rischia l’apertura di una ulteriore procedura d’ infrazione europea che potrebbe portare ad un ulteriore spreco dei soldi dei cittadini per centinaia di milioni di euro! Tra le tante cose mai fatte dal Governo, c’è anche il censimento nazionale dei lupi.

Il piano lupo, invece, è stato scritto con dati non pubblicati scientificamente, quindi sulla base di dati presunti. Non esiste un piano di monitoraggio nazionale e coordinato. Si parla di “abbattimenti selettivi”: ma in base a quali dati si calcolerebbe la percentuale dei lupi potenzialmente fucilabili?

Altra lacuna: l’assenza di un piano nazionale armonico di azioni concrete in grado di consentire la convivenza tra l’uomo e il lupo che sarebbe in grado limitare le predazioni anche fino al 90%, come dimostrano i dati dei ricercatori esperti. Il piano lupo sarà motivo di forti scontri, e non risolverà un problema reale e diffuso, con il forte rischio di veder tagliati i fondi per la prevenzione o per gli indennizzi.

Inoltre, si tratta di un progetto affidato direttamente dal Ministero dell’Ambiente senza bando e con fondi pubblici alla onlus Unione Zoologica Italiana, che ha fatto praticamente il lavoro che, in base a quanto previsto da un decreto del Presidente della Repubblica, doveva essere realizzato dall’ISPRA in quanto braccio tecnico scientifico operativo del Ministero dell’ambiente. Una vicenda poco chiara su cui il Movimento 5stelle ha presentato diverse interrogazioni che hanno avuto una risposta che non ha giustificato questo spreco di denaro pubblico.

Il Movimento 5stelle dice NO alla licenza di uccidere i lupi ! Fermiamo insieme questa strage senza precedenti che attacca la biodiversità del nostro territorio, già martoriato da bracconaggio, cementificazione, trivellazioni, discariche abusive, commercio illegale di fauna selvatica.

Il 2 febbraio, fatevi sentire. Tutti insieme possiamo fare la differenza e far fare al Ministro un passo indietro! Potete mandare una mail al Ministro e al presidente della vostra regione. Sostenete e diffondete la battaglia per salvare il lupo!

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RomaRiparte: approvato il bilancio

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di Virginia Raggi

Abbiamo riportato la legalità nei conti del Campidoglio. Con noi è finita l’epoca degli esercizi provvisori che duravano fino a marzo, quando andava bene, se non fino a luglio od oltre. Con noi è finita l’epoca dei debiti fuori bilancio, di uno stato di emergenza permanente che produceva spese incontrollate che finivano per arricchire i soliti noti e, in qualche caso, foraggiare il malaffare.

Tutto questo, con il MoVimento 5 Stelle al governo, è finito. Riconsegniamo così alla città la possibilità di programmare le proprie spese e i propri investimenti e, per quanto ci risulta, siamo i primi fra le grandi città d’Italia.

Sì, volevamo fare ancora meglio, volevamo approvare il bilancio entro il 31 dicembre. Un traguardo alla nostra portata, visto che abbiamo lo schema di bilancio è stato approvato in giunta il 15 novembre scorso. Ma nel nostro caso l’Oref, l’Organo di revisione economico-finanziaria del Campidoglio, ha chiesto di affrontare le enormi criticità create da decenni di malgoverno dell’amministrazione capitolina. È stato particolarmente rigoroso e ci piace pensare che lo sia stato perché ha ritenuto che questa Giunta, a differenza di tutte quelle precedenti, fosse in grado di accettare la sfida del rigore. E così è stato.

Questo bilancio si ispira a principi di responsabilità, verità e prudenza: questa è la legalità di cui parliamo. La volontà di prevedere entrate e spese certe, senza alcuna concessione alla “creatività” che ha prodotto i disastri del passato. E, seppur nelle ristrettezze a cui ci costringono i conti, stiamo dando un chiaro segnale ai romani.

Investiamo sul sociale e sui territori. Sul rischio idrogeologico, la manutenzione e la riqualificazione urbana , sulla scuola e il verde pubblico. Sul trasporto: completamento della Metro C fino al Colosseo, nuovi autobus, nodi e parcheggi di scambio; sistemi intelligenti di infomobilità; GRAB, altre ciclabili e corsie preferenziali.

Abbiamo tagliato gli sprechi e i costi inutili della politica. Abbiamo fermato l’aumento delle tasse e, anzi, abbiamo cominciato a diminuire la tariffa sui rifiuti.
Chiaramente non è mica finita qui. Porteremo avanti il lavoro di snellimento delle procedure mediante la centrale unica degli acquisti e di committenza e rinnoveremo il protocollo di vigilanza con Anac, per avere procedure di gara rapide e sicure sotto il profilo della correttezza.

Un risultato raggiunto con un grande lavoro di squadra. Grazie all’assessore Andrea Mazzillo, al quale è spettato il compito di mettere ordine in una situazione contabile che portava il segno delle criticità ereditate dalle precedenti amministrazioni; agli assessori tutti che hanno contribuito a questo lavoro; ai miei consiglieri di maggioranza che hanno lavorato senza sosta, anche a Natale e Capodanno, per proporre soluzioni intelligenti e per arrivare il prima possibile a tagliare questo traguardo; e anche ai consiglieri di opposizione che, pur svolgendo il loro ruolo di critica, hanno evitato pratiche ostruzionistiche che avrebbero avuto il solo effetto di danneggiare la città. Un ringraziamento, infine, agli uffici del Campidoglio che hanno lavorato al nostro fianco.
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