Darsena, l’ennesima occasione persa di Sala e dei suoi

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di MoVimento 5 Stelle Milano

Un quartiere di storia, tradizione e cultura milanesi che, grazie alle decisioni della giunta Sala, rischia di diventare una semplice fonte di profitti e palcoscenico di movida selvaggia.

Ci riferiamo al regolamento della Darsena approvato il 17 maggio in consiglio comunale – con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle. Un’accozzaglia di norme e regolette che non tutela né i valori architettonici e storici del quartiere né la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini che in Darsena (e nelle zone limitrofe) ci abitano e di tutti coloro che vi trascorrono del tempo.

Fatta eccezione per l’importante sezione dedicata alla pesca sportiva in Darsena, senza la quale le nostre vite molto probabilmente non sarebbero state più le stesse, le priorità della giunta sono state la regolamentazione dei canoni di affitto giornaliero e le norme per le concessioni temporanee dello spazio per l’ormeggio. Peccato che, di contro, niente si sia fatto per rimuovere le imbarcazioni prive di licenza, come richiesto da ben due sentenze e sulle quali il comune non ha fatto nulla per ottenerne il rispetto. Per non parlare poi di nuove imbarcazioni che su segnalazione sempre dei Comitati, sono comparse magicamente in Darsena senza rispettare alcuna distanza massima prevista dal regolamento tra un argine e l’altro.

E sì, che i cittadini di richieste all’amministrazione ne hanno fatto e neanche poche (e di poco conto!): dal limitare la durata delle concessioni ad un anno all’affidare ai Municipi il monitoraggio sull’attuazione del Regolamento e sulle concessioni, fino al porre un limite mensile per gli eventi organizzati in Darsena.

E il comune cos’ha fatto? Ha organizzato un tavolo di confronto o una commissione congiunta dedicata al tema? Un dibattito costruttivo per poter arrivare ad una proposta condivisa? Risposta negativa, niente di tutto ciò! La partecipazione tanto conclamata dalla giunta Sala è rimasta, ancora una volta, una parola nel vuoto.

Con il risultato che la Darsena continuerà a essere un’area dove il disordine imperante, la congestione del traffico, il degrado e la scarsissima sicurezza la fanno da padrone.

L’ennesima occasione persa da questa maggioranza che, dopo aver impostato la campagna elettorale sui temi del decentramento e della partecipazione attiva, decide – ancora una volta – senza interpellare né i cittadini né i consiglieri di municipio.

Chissà, se la Darsena potrà mai tornare a essere un quartiere simbolo della città di Milano, dove i residenti siano felici di abitare. Confidiamo nel futuro ma, ahimè poco, in questa maggioranza…

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Lotta ai bagarini on line

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di Sergio Battelli, M5s Camera

Dieci indagati per una truffa che ammonta a un milione di euro. È il nuovo triste bilancio dell’inchiesta sul bagarinaggio on line partita a Milano che sta passando al setaccio la vendita dei biglietti dei tour di big della musica, dagli U2 ai Coldplay fino a Bruce Springsteen, e che coinvolge le grandi società di organizzazione di eventi. Una notizia che arriva come una tremenda freddura prima dell’estate, quando imperversa la stagione di festival e concerti.

Una speculazione ai danni dei fans ma anche delle casse dello Stato, e quindi di tutti i cittadini, visto che, insieme a prezzi gonfiati, sarebbe in corso una vera e propria evasione fiscale.

Secondo i magistrati infatti i ticket ‘incriminati’
dei concerti italiani sarebbero stati passati a società straniere per aumentarne il prezzo fino al 90% del valore originario. Insomma, un doppio danno che dimostra l’inefficacia dell’intervento del Pd nell’ultima Legge di Stabilità, che si è limitato a inasprire le multe, fino a 160mila euro, per il fenomeno del cosiddetto ‘secondary ticketing’ (o bagarinaggio on line); multe che, a quanto pare, non sono servite a scoraggiare i ‘trafficanti di biglietti’.

Purtroppo ci troviamo di nuovo a fare la parte della Cassandra inascoltata. Ebbene sì: non solo avevamo detto che la sola azione punitiva voluta dal Pd non sarebbe stata sufficiente ma, in tempi non sospetti, avevamo offerto, con una nostra proposta di legge http://ift.tt/2l16iS0, anche la soluzione per prevenire e stroncare all’origine il bagarinaggio on line.

Ne ricordiamo i punti principali: tutte le società che svolgono sul mercato italiano operazioni di compravendita online di titoli d’ingresso per concerti o qualsiasi evento artistico o musicale dal vivo sono obbligate a dotarsi di strumenti efficaci volti a bloccare i software usati per l’acquisto massivo di ticket. E ancora: obbligo di biglietti nominativi per spettacoli dal vivo con più di mille spettatori, il cui acquisto sarà possibile solo attraverso la registrazione con un documento di identità valido fino a un numero massimo di cinque ticket indicando i rispettivi nominativi dei destinatari. Il biglietto acquistato potrà essere venduto unicamente tramite siti principali o secondari o box office autorizzati che provvederanno a cambiare l’intestazione nominale del nuovo acquirente, il quale, per accedere allo spettacolo, dovrà poi essere riconosciuto.

Chi non rispetta queste regole, acquistando illegalmente per sé o per altri ticket senza indicare il nominativo del titolare, sarà punito con multe da 100 a 2000 euro. Prevista invece la reclusione da sei mesi a tre anni e multe da 51 a 1.032 euro per chi ‘riproduce illegalmente o falsifica i titoli di ingresso ufficiali al fine di favorirne la commercializzazione sul mercato secondario’, come previsto dal nostro Codice penale.

Caro ministro Franceschini, è semplice, no? Cosa manca ancora? Ah già… la solita ‘volontà politica’!

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#ProgrammaFisco – Agenzia in rete

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di Raffaello Lupi, Professore ordinario di diritto tributario Università Tor Vergata

La determinazione delle imposte è dovuta, in gran parte, agli uffici contabili delle organizzazioni, quindi che ci sia una certa burocrazia è abbastanza normale, quando però ci sono uffici pubblici, grandi aziende, centri contabili che quindi incassano consumi e pagano redditi, fanno la ritenuta e le imposte, l’IVA e l’IRPEF, arrivano da lì. Noi abbiamo allargato questo modello, anche dove le organizzazioni contabili, gli uffici di ragioneria, non ci sono, oppure dove sono molto piccoli e quindi abbiamo creato, come dice il quesito, una burocrazia enorme, anche dove la burocrazia non nasce dalle esigenze genuine dell’organizzazione.

Finché hai una grande industria, una grande banca, c’è l’ufficio di contabilità e lui fa da esattore delle imposte, tassa i consumi e i redditi che paga, i consumi che entrano e i redditi che escono. Però dove c’è magari un artigiano o un piccolo commerciante, grossomodo gli abbiamo fatto fare le stesse cose e gli abbiamo imposto il commercialista. Il direttore amministrativo esterno che non gli serve. Ci vuole una piattaforma tecnologica in cui, invece di dare una volta l’anno la dichiarazione tributaria, il modello unico, gli dai tutto mano a mano che lo emetti, questo va benissimo se semplifichiamo l’incubo della fattura elettronica, che oggi è un incubo.

Le immunità, bisogna vedere perché oggi tutti, pure quelli che fanno un po’ di cresta sugli incassi, incassano 100 e registrano 60, comunque mandano tutto, e farebbero così anche nel sistema nuovo, quindi uno non si può mettere al riparo dall’accertamento presuntivo, che sembra una specie di vessazione. L’accertamento è sempre stato presuntivo. Cioè, se uno fa il pasticcere, compra farina e vende bignè corrispondenti alla metà della farina che ha comprato, si può ragionevolmente presumere che, con il resto della farina ha fatto bignè venduti senza registrare, quindi sulle immunità starei attento.

Cioè, deve essere comunque un quadro credibile della situazione della pasticceria, quello che viene dai dati comunicati all’Agenzia delle Entrate che, a questo punto, potrebbe benissimo cominciare a dire: “guarda che tu mi hai dichiarato queste cifre, stanno nel tuo cassetto fiscale, dimmi le altre cose che non mi hai comunicato, che ti succedono una volta l’anno, magari l’iscrizione alla Camera di Commercio, il pagamento dell’affitto alla padrona delle mura del negozio, e io ti preparo non il precompilato dei lavoratori dipendenti, ti faccio trovare online quella che potrebbe essere la tua dichiarazione” cioè c’è ancora molto da fare.

Lo scudo fiscale, di cui alla lettera “B” invece, sì lo scudo fiscale te lo do, cioè non mi posso reinterpretare a caso i dati forniti però devono essere dati congrui. La quarta, la lettera “D” ha una sua logica però, diciamo, è abbastanza di nicchia perché riguarda soltanto le prenotazioni online, gli alberghi online, è senz’altro giusta ma non è di portata generale come le altre. Ecco, ci sono due risposte, la lettera “A” e la lettera “C”, che riguardano il dialogo telematico fra contribuenti e Agenzia che però, non dev’essere inteso in senso ragionieristico-contabile. I dati telematici servono per una valutazione di ragionevolezza del ristorante, del bar, del rivenditore di calzature.

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Pene più severe per chi maltratta gli animali

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di Paolo Bernini

Con grande impegno sul territorio da parte del Movimento cinque stelle è stato dimostrato che persistono gravi condizioni di illegittimità che causano quotidiani maltrattamenti animali, dai canili lager agli allevamenti e che non è affatto garantita la tutela degli habitat.

Per questo, i Portavoce Parlamentari del MoVimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi e Paolo Bernini, hanno realizzato una proposta di legge che oggi è stata discussa in sede referente in Commissione Giustizia e che prevede l’inasprimento delle pene per i reati commessi contro gli animali e la natura e identifica nuovi reati mai puniti finora, come la zooerastia.

Il caso recente della condanna dei responsabili dell’efferata uccisione del cane Angelo che, con il massimo della pena hanno ottenuto solo sei mesi di servizi sociali, dimostra che non solo abbiamo bisogno di pene più severe, ma che è anche fondamentale agire per prevenire reati così violenti e pretendere la certezza delle pene, come previsto in questa proposta di legge.

L’assenza dello Stato e della corretta applicazione delle normative favoriscono anche la diffusione di comportamenti illegali e precostituiscono terreno fertile per lo sviluppo di attività su cui la zoomafia esercita il suo ruolo, spesso in modo indisturbato, anche per l’omertà e la costante omissione di intervento proprio delle stesse autorità che sarebbero preposte all’applicazione e al rispetto delle norme.

La scienza e l’FBI hanno riconosciuto il maltrattamento e l’uccisione degli animali come importanti segnali di devianza psicologica, prodromici ai crimini commessi contro la società e, generalmente, contro la parte più fragile di essa: chi uccide un animale può uccidere bambini, anziani, donne. E’ quindi necessario pretendere che questi crimini siano considerati campanelli d’allarme e siano adeguatamente indagati e puniti per impedire che la spirale di violenza possa continuare ad agire, senza confini di specie.

A tutti i Parlamentari e ai Partiti che di recente si sono professati animalisti offriamo quindi la possibilità di dimostrare con azioni concrete le loro dichiarazioni, approvando rapidamente la legge e senza alcuna modifica.

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Banche Venete: pene per i manager, risarcimenti per i risparmiatori

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di MoVimento 5 Stelle

Mentre il nullatenente ed ex-presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin fa shopping in via Montenapoleone a Milano (l’AD di Veneto Banca Vincenzo Consoli ha almeno avuto la decenza di sparire), ci sono imprenditori e lavoratori che si tolgono la vita. È il mondo alla rovescia, dove il Partito Democratico qualche giorno fa presenta un decreto legge che di fatto non salva le banche venete, ma evita la galera ai responsabili del disastro sugli istituti di credito italiani. Non solo, si licenziano 4000 dipendenti per poi svendere le suddette banche ad Intesa San Paolo a 1 Euro. Il tutto versando 17 miliardi di Euro proveniente dalle casse dello Stato, e quindi dalle tasche dei cittadini italiani. Follia pura.

Il MoVimento 5 Stelle ha le idee chiare: se è lo Stato a dover mettere i soldi per il salvataggio di una banca, allora quest’ultima deve diventare di proprietà statale ed interrompere il circolo vizioso che porta i finanziamenti agli amici degli amici, generando voragini nei bilanci. Vanno mandati in galera tutti i manager responsabili di aver creato questi dissesti nel sistema bancario, e con loro i politici conniventi (pensiamo ancora al PD col caso Monte Paschi di Siena). Il MoVimento 5 Stelle, pur all’opposizione, sta già finanziando con il taglio degli stipendi dei portavoce regionali veneti, un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, attraverso il quale tutti i risparmiatori truffati possono chiedere giustizia. Affinché vengano risarciti fino all’ultimo centesimo.
Scarica e compila il form per fare ricorso http://ift.tt/2rVCQ4O

In questo enorme pasticcio esistono infatti tanti colpevoli: Bankitalia e Consob – che avrebbero dovuto vigilare -, il management degli istituti di credito e, dulcis in fundo, la classe politica. Perché anche chi oggi grida allo scandalo, fino a ieri si è sporcato le mani: la Lega Nord con Luca Zaia si è sempre opposta alla debole supervisione di Bankitalia sulle venete, denunciando addirittura un’ingerenza e andando a braccetto con il desaparecidos Vincenzo Consoli. Il PD e Forza Italia hanno votato assieme il bail-in in sede europea (un errore mastodontico che pagheremo per le prossime generazioni), senza poi fare nulla per aggiustare il tiro dell’UE. Sempre e solo comprimari e camerieri dello strapotere tedesco.

Questi cialtroni di professione che ci governano da ormai trent’anni cavalcano l’onda dell’indignazione, rendendosi perfettamente conto che sono loro ad aver trascinato l’Italia (e i suoi istituti di credito) nel baratro odierno. Il MoVimento 5 Stelle vuole costruire un’Italia nuova basata sui fatti, e non sulle chiacchiere da bar smentite il giorno seguente. Come dicevamo, abbiamo già lanciato una grande azione legale presso la Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo, sia per la tutela del risparmio e dell’integrità dell’individuo, sia per la salvaguardia e il futuro delle imprese.

Le infrazioni, sulla base di quanto previsto dalla “Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali” sono la violazione del divieto di schiavitù (art.4) – inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale – e la privazione della proprietà privata (art.1 del “Protocollo addizionale alla Convenzione”). Andremo fino in fondo, anche l’ultimo centesimo dovrà essere risarcito; i colpevoli istituti di credito stanno tentando di proporre, come ultimo schiaffo alla dignità, un’elemosina del 15% sul perduto. Questo affronto verrà spazzato via assieme a tutti quelli che in questi anni hanno voluto giocare con la vita e con i risparmi delle persone.

Oggi, venerdì 30 giugno, è prevista una manifestazione a Vicenza in Piazza dei Signori alle ore 20. Lì saranno presenti cittadini truffati, associazioni e qualche rappresentante di partiti “tutte fumo e niente arrosto”.
La Lega in Veneto aveva promesso di destinare una somma dal bilancio regionale ai truffati. Parliamo di una cifra pari a 300 mila euro per coprire le spese legali per ricorsi nazionali. In pratica si tratta di 1 euro a truffato. Questi soldi non sarebbero dovuti andare ai cittadini, ma alle associazioni.
Il MoVimento 5 Stelle vuole eliminare l’interediario e rivolgersi direttamente al cittadino. Come? Stiamo già coprendo le spese legali per il recorso al CEDU grazie al taglio degli stipendi dei nostri portavoce regionali veneti.

Oggi saremo in piazza a Vicenza ma non per parlare, non per fare passarelle o promesse da campagna elettorale. Saremo in mezzo ai cittadini truffati per distribuire e raccogliere i moduli e portare avanti la battaglia insieme alle vittime di un sistema bancario marcio.

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Charlie Gard e l’Europa senz’anima

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di Beppe Grillo

Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima.

La corte europea per i diritti dell’uomo ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il Piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea. Si è comportata come una corte di cassazione: non è più un processo al fatto in se, ma piuttosto alla forma dei gradì di giudizio precedenti.
E’ incredibile, significa che tutta la UE non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale.
L’ultimo grado di giudizio è fondamentale, serve a stabilire la presenza o meno di errori procedurali dei due gradi di giudizio precedenti, ed eventualmente fare in modo che siano corretti. Ciò avviene nel contesto della catena giudiziaria dello stesso paese, lo stesso terreno culturale ed etico, quindi nell’implicito rispetto della sovranità etica e morale di quella società, forse senza omettere di considerare il credo. Una comunità di stati, ognuno con il suo patrimonio di vittorie e sconfitte nei confronti delle sfide dell’esistenza dovrebbe avere un’altitudine morale maggiore di ognuno preso singolarmente. Dovrebbe… forse è una parola grossa, diciamo pure che “potrebbe”.

Avere la risposta in tasca per situazioni come queste è arrogante in ogni caso, ma la vita va salvaguardata senza dubbio. Per altro una malattia che distrugge i microscopici polmoni che stanno dentro le cellule (i mitocondri) progressivamente e senza eccezioni note è una specie di incubo solido! Un orrore che condanna a morte certa un bellissimo bimbo.

Mi chiedo: la speranza che cosa è? Si può negarla? E’ chiaro che la speranza è una delle forze della natura più travolgenti in assoluto. Per quanto vana o rischiosa nella sua attuazione la speranza non sente ragione. Siamo noi, è l’uomo ad essere fatto in questo modo. E’ stupefacente come la speranza di vincere al gioco venga fomentata e rinforzata dalla pubblicità di tutti i governi mentre quella che il proprio bimbo sopravviva possa essere soppressa così, con qualche tratterello di penna. E’ così che funzioniamo? Quale sarebbe la differenza che questa palla al piede morale, la UE, è in grado di aggiungere in una simile situazione: neppure un tentativo di conciliazione come fece Pilato, in sostanza la corte dei diritti dell’uomo di strasburgo ha detto “sono cazzi loro”… questioni interne degli UK.

La speranza è vissuta nell’intimità di una dimensione assolutamente soggettiva, il piccolo non è in morte cerebrale, i suoi genitori chiedono che vengano semplicemente proseguite le terapie di sostegno vitale mentre si preparano a togliere il disturbo per correre negli USA, grazie ad una colletta record (da 1,3 milioni di sterline). Tantissimi cittadini britannici hanno accordato una fiducia a quella speranza, con un appoggio economico! Neppure da quella campana ci sentono i nostri spettrali banchieri della UE?

Non so quanto la terapia sperimentale americana (un paese dove tutto è già e solo moneta) sia valida oppure no. Può darsi che dare speranza a questi genitori disperati rappresenti un ulteriore atto di cinismo, oppure no. E’ una malattia rara, questo confonde ancora di più le cose, non c’è nulla di più abbordabile per i bufalari di una malattia rara, mortale, che colpisce i bambini. Roba che risveglia gli sciacalli. Però noi questo noi non lo sappiamo stabilire, mentre i genitori non vogliono imporre al servizio sanitario della regina di insistere ad oltranza (ed a spese del contribuente). Sono pronti, insieme a molti altri cittadini, ad imbarcarsi in un’assoluta incognita, ad esporsi ad altre pene.

Qualcuno chiese a John Glenn, il primo uomo a mettere piede sulla luna, che cosa avesse provato a starsene sull’Apollo durante il conto alla rovescia, lui rispose: “…come uno che stava per lanciarsi nello spazio su due milioni di singoli pezzi, tutti fabbricati da fornitori che avevano vinto gare d’appalto al massimo ribasso…”. Quanto coraggio ci vuole per salire su un mostro alto più di cento metri e farsi sparare nelllo spazio per andare e tornare dalla luna per la prima volta? Erano quasi solo calcoli, ma c’era una forza che accompagnava il coraggio, la speranza di farcela, l’ambizione. Questo è il lato più nobile dell’uomo.

C’è un modo di dire che amo tantissimo: “non esistono atei in trincea” soltanto che in questa storia la trincea riguarda solo il Papà e la Mamma del piccolo …. Mentre la Corte europea e la UE nel suo insieme assomiglia sempre di più al pubblico NON PAGANTE di un circo romano, dove dei disgraziati lottavano sperando di sopravvivere, ancora un po’.

Lui non è clinicamente morto, neppure i suoi genitori desiderano che siano spente le macchine, addirittura se ne andranno via per un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europa sempre più insipidamente senz’anima…

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La credibilità del sistema bancario italiano è morta

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di MoVimento 5 Stelle

Il giorno dei ballottaggi il governo vara in 19 minuti un decreto per regalare a 1 Euro gli asset buoni delle due banche venete, elargendo al contempo quasi 5 miliardi di euro per garantire a Banca Intesa, che procederà all’acquisto, di pagare dividendi ai suoi azionisti negli anni successivi oltre a non veder diminuire il suo Cet1 (indice per indicare la patrimonializzazione delle banche).

In sostanza Banca Intesa replica un’operazione già vista fare a Ubi Banca – che ad 1€ ha comprato solo pochi mesi fa CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche – strappando al governo italiano anche le risorse necessarie per non veder diluito il proprio patrimonio sociale nonché il supporto per la riduzione del personale. (questo paragrafo è in parte sbagliato, perché almeno Ubi è stata costretta a fare un aumento di capitale da 400 milioni con i suoi sforzi…non è roba da poco…lo toglierei)
Il governo italiano continua a pagare, sull’altare di Bruxelles, la propria incapacità e poca lungimiranza.

I problemi del sistema bancario nazionale andavano affrontati per tempo, proprio nei giorni in cui ci auto incensavamo dicendo “le nostre banche sono solide”.
La situazione di Mps langue, a riflettori spenti il problema non è stato affatto risolto; il Fondo Atlante sta chiudendo in questi giorni la cartolarizzazione di circa 1,5 miliardi di Npl della banca senese esaurendo di conseguenza le proprie disponibilità.
Con il fantomatico Fondo Atlante si era provato ad arginare una voragine; lo strumento aveva permesso di posticipare parzialmente le difficoltà che oggi vengono messe all’incasso per i privati ed a spese dei cittadini. Quello stesso Fondo Atlante, nato per aiutare le banche italiane per la loro ricapitalizzazioni, è diventato il salvagente da far annegare.

Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono oggi di proprietà del Fondo Atlante,
gestito da Quaestio Sgr, che si è fatto carico della loro ricapitalizzazione e che ha in mano il 99,33% della Vicentina e il 97, 64% dell’istituto di Montebelluna. Le perdite dell’azionista saranno ingenti, potenzialmente pari all’intero capitale versato, circa 3,5 miliardi.

Lo Stato mette a disposizione risorse per Banca Intesa per 4,7 miliardi di euro
relativi alle operazioni necessarie per mantenete la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale a fronte dell’acquisizione delle due banche
Tra crediti di imposta, dotazione finanziaria iniziale di più di 4 miliardi di euro e copertura degli NPL si prevedono costi per i cittadini superiori ai 15 miliardi, molto vicino ai 17. L’importo esatto lo si potrà conoscere solo tra tre anni.
Non vanno dimenticate le molteplici deroghe al Testo Unico Bancario, alla legge Antitrust, persino alle norme urbanistiche (trasferimenti immobiliari dalle venete a Intesa): una sospensione del diritto, un arbitrio pesantissimo nel decreto del #PD. Nonché i costi sociali per gli esuberi e la già annunciata riduzione di personale.

E’ l’ennesimo, clamoroso regalo alle banche da parte di questi governi fatti da “competenti” che hanno silentemente accettato ed approvato il “bail-in” che oggi ha messo il Paese sotto scacco della Banca Centrale Europea.
La certificazione della politica liberale dove gli asset vengono regalati, pardon venduti ad 1€, ai privati ed i costi miliardari rimangono a spese dei cittadini. Siamo tutti grandi imprenditori così.

E’ la morte della credibilità del sistema bancario italiano, un sistema che la politica del Centrodestra e del Centrosinistra non ha messo in sicurezza quando si poteva e doveva; un sistema che andava difeso per tempo per evitare che venisse innescata una crisi di sfiducia a cascata rovinosa per l’intero sistema bancario.
Che credibilità può avere un governo che per posticipare a dopo i ballottaggi il “cadeau” di danaro pubblico ai privati, crea un pericoloso precedente, posticipando per decreto la scadenza di un’obbligazione di Veneto Banca? Come si può pensare di avere credibilità internazionale se si svendono gli interessi pubblici agli interessi elettorali del partito di governo?
Il governo ha sempre temporeggiato, ha tamponato le falle prendendo tempo sperando che il peggio passasse; hanno nascosto la testa sotto la sabbia come gli struzzi sperando che il peggio passasse, pensando più ai ritorni elettorali che non a garantire affidabilità al sistema, mettendo in sicurezza i risparmi degli italiani – risparmi che fanno gola a tanti burocrati europei – e prevenendo ciò che oggi sta legittimando: l’azzardo morale.
Cos’è l’azzardo morale? E’ la condizione in cui un soggetto, esentato dalle eventuali conseguenze economiche negative di un rischio, si comporta in modo diverso da come farebbe se invece dovesse subirle.

Il rischio morale è presente anche in macroeconomia, laddove gli operatori economici possono sentirsi incentivati a intraprendere comportamenti eccessivamente pericolosi, qualora essi possano contare una significativa probabilità che i costi associati a un eventuale esito negativo delle loro azioni ricadano sulla collettività o su altri operatori o categorie di operatori.
Ad esempio, una politica di intervento delle autorità per salvare imprese a rischio di fallimento potrebbe indurre gli operatori a finanziare progetti eccessivamente rischiosi, nell’ottica di realizzare i benefici in caso di successo, e di affidarsi all’intervento dello stato in caso contrario. Vi ricorda qualcosa?
Esattamente ciò che hanno messo in pratica: i Mussari, gli Zonin e i Consoli aiutati dai loro manager e da un sistema di revisione dei bilanci e di controlli pubblici incapaci o conniventi.

Il primo comandamento è autoassolversi sempre e comunque; senza comprendere nulla di questa gigantesca distruzione di valore economico, capitale sociale, fiducia e reputazione per il Nord Est e per il Paese intero.
Cosa ha fatto Bankitalia per prevenire questi scandali?
Oggi gli italiani pagano un conto miliardario per coprire i disastri fatti dai manager pubblici e privati che si sono arricchiti e che oggi non si vedono messi in condizione di dover rispondere seriamente ed in maniera forte ed inequivocabile rispetto ai disastri che hanno causato.

Dobbiamo avere la forza di punire severamente i responsabili, a tutti i livelli, in primis i regolatori pubblici di Bankitalia che invece si crogiolano in questa calda estate, al sole, con le tasche piene dei loro emolumenti e dei loro bonus.
Che ne sarà ora dei prossimi casi Alitalia o Banca Carige?

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