Calabria, 5 Comuni sciolti per mafia: il MoVimento aveva denunciato tutto

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di Nicola Morra

Cinque consigli comunali calabresi sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose(fonte). Si tratta di Cassano allo Jonio, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica, Petronà e Lamezia Terme. Complessivamente più di 105.000 calabresi saranno amministrati da Commissari e non da organismi democraticamente eletti. Se si considera che già altri importanti comuni vivono questa situazione, si scopre che circa il 10% dei calabresi non possono godere di istituzioni democraticamente e liberamente elette.

Come MoVimento 5 Stelle denunciamo da tempo le anomalie di questi territori dove ’ndrangheta e politica vanno a braccetto. Lo abbiamo fatto durante le campagne elettorali in questi comuni, dove i nostri attivisti e candidati hanno rischiato la loro incolumità, e lo abbiamo fatto in Parlamento, mettendoci sempre la faccia.

Nel caso di Cassano Jonio io ed i miei colleghi al Senato del MoVimento 5 Stelle nel novembre 2016 avevamo chiesto lo scioglimento a seguito di un’interrogazione parlamentare in cui si segnalava la presenza all’interno del comune di parenti ed affini di condannati per l’operazione Omnia (circa 60 arresti per associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti e clandestini), ma anche affidamenti diretti riconducibili all’azienda Garofalo Group, la quale nonostante fosse sottoposta ad interdittiva antimafia ha potuto avere lavori pubblici soprattutto tramite affidamenti diretti.

Per il mio intervento in merito sono stato fatto oggetto di polemiche importanti. Ma i fatti ci stanno dicendo che abbiamo fatto bene.

Noi continuiamo così, senza paura, a denunciare ciò che tutti sanno e che fingono di non sapere.

Date fiducia all’unico movimento con le mani libere per farlo e vedrete che la ‘ndrangheta, in Calabria e in tutta Italia, la sconfiggeremo.

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#OpenDayRousseau e presentazione candidato presidente Lombardia. Sabato 25 novembre a Milano

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di MoVimento 5 Stelle

Sabato 25 novembre alle ore 15:00 vi aspettiamo a Milano ai Magazzini Generali di Via Pietrasanta 16 per l’Open Day dedicato a Rousseau, il sistema operativo del MoVimento 5 Stelle che permette a tutti i cittadini di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Conosceremo il valore degli strumenti messi a disposizione e ci confronteremo sulle esperienze di partecipazione maturate negli anni dalle comunità locali del Movimento 5 stelle. Sarà anche l’occasione per presentare il candidato presidente per le elezioni regionali del 2018 in Lombardia (VOTAZIONE APERTA SU ROUSSEAU).

PROGRAMMA

La giornata inizierà alle ore 15:00 con una sessione formativa per portavoce comunali ed iscritti M5S con il deputato Alberto Zolezzi responsabile del corso e-learning sulla “Gestione dei rifiuti nei Comuni”. Per prenotarsi alla sessione formativa è necessario inviare una mail al seguente indirizzo: segreteria@lombardia5stelle.it

A seguire interverranno i referenti di Rousseau:

Davide Bono – Referente Lex Regione di Rousseau
Roberto Fico – Referente Call to Action di Rousseau
Manlio Di Stefano – Referente Lex Parlamento di Rousseau
Danilo Toninelli – Referente Lex Iscritti di Rousseau
Massimo Bugani – Referente Sharing di Rousseau
Enrica Sabatini – Coordinatrice Open Day Rousseau

Dalle ore 16:30 inizierà il focus sulla Lombardia, in vista delle elezioni regionali in programma a inizio 2018, con interventi di portavoce e sindaci lombardi del M5S, che terminerà con la presentazione del candidato presidente per la Lombardia. Con noi ci sarà anche Luigi Di Maio.

Rousseau è democrazia diretta, intelligenza collettiva e cittadinanza attiva. Partecipate anche sabato, vi aspettiamo!

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La Sicilia in mano agli impresentabili

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di Giancarlo Cancelleri

Oggi volevo parlarvi della vicenda Genovese junior. Capita spesso in questi giorni che sto un po’ più a letto e che Elena mi viene a svegliare e mi dice: “Amore, ne hanno indagato un altro. È successo anche stamattina. L’ennesima persona che avevamo inserito nella lista degli impresentabili, perché lo era suo padre. I capi di imputazione  e le condanne che a Francantonio Genoese erano state date (per distrazione di fondi europei) erano relativi alle gestione di fondi pubblici. Noi avevamo detto che era moralmente sbagliato candidarlo, avevamo invitato Forza Italia e Nello Musumeci a prendere le distanze e a non candidare persone di questo tipo perché sicuramente avrebbero rappresentato qualcosa di poco edificante. Stamattina arriva la notizia che l’hanno indagato. Sono indagati Genovese padre e Genovese figlio, il deputato neo eletto è indagato per riciclaggio, auto riciclaggio, sottrazione fraudolenta di beni.

Ci sono i tre gradi di giudizio, ma in questi casi io tengo care le parole di Piercamillo Davigo. Quando Davigo era presidente dell’associazione nazionale Magistrati,  a Floris, che gli chiedeva se un politico indagato si dovesse dimettere, rispose: “No, lo dovrebbe dimettere il suo partito, in maniera da dare la possibilità a noi di processare cittadini normali”. È quello che la politica dovrebbe fare in queste occasioni, come fa il Movimento 5 Stelle, che in questi casi mette la persona alla porta. Questo è quello che i partiti dovrebbero fare. Non siamo immuni, ma si può uscirne bene quando non  si fanno sconti a nessuno. Il vero tema è un altro:  qua manca il governo.

Leggo sui giornali di litigi continui per assessorati, con le scelte fatte col manuale Cencelli senza mettere sul piatto le competenze, stanno ragionando di posti, qui non è la Sicilia messa al centro, è la poltrona messa al centro, la Sicilia sta sprofondando ancora. Quando dicevo che avevamo il governo pronto io lo dicevo per davvero. Vi ricordate quando Virginia Raggi aveva il problema che non riusciva a trovare uno o due assessori, quanta campagna mediatica di merda che hanno buttato addosso i partiti, i giornali e ogni giorno il tg1? Ho conosciuto più cose di Roma in quei giorni che in tutta la mia vita, ed ho 42 anni. Ma dove sono qui giornali quei giornalisti, quei grandi editorialisti ora che sono passati 15 giorni e non si conosce il nome di un assessore. Se fosse stata la nostra giunta ci avrebbero aperto ogni giorno i telegiornali, Noi avremmo avuto invece già tutti e 12 gli assessori e io giorno 7 sarei andato a Saponara a parlare col sindaco per rassicurarlo che gli avremmo dato i soldi per risolvere i problemi della frana che causò tre morti e per la quale la Regione e lo Stato non hanno fatto niente dopo sette anni.

Oggi là c’è un sindaco che è una gran persona, io ci sarei andato con l’assessore. Sarei andato ad Acate, dove c’è stata una calamità per la quale gli agricoltori chiedono indennità. Musumeci non c’è andato. Sarei andato a Troina e a Mussomeli a guardare la qualità delle strade e a cominciare a mettere in piedi una viabilità credibile, una regione credibile,. Questi invece stanno parlando di poltrone, ancora. L’altro  giorno Micciché, che è quello che detterà la linea politica, diceva a Musumeci: “prima insediamo il Parlamento e quindi eleggiamo il presidente, (perché Miccichè vuole fare il presidente), e dopo nomini il governo”. Sarebbe la prima volta che un parlamento si insedia senza conoscere gli assessori, sarebbe uno scandalo. Musumeci invece vuole fare il governo e poi eleggere il presidente del parlamento, ma Musumeci non  si fida, teme un colpo basso. Sono queste le cose che leggiamo sul giornali, non leggiamo la storia dell’istituto per geometri di Caltanissetta, dove è caduto il soffitto, Noi ci saremmo andati con l’assessore, il problema è che qui l’assessore non c’è.

Comunque andiamo avanti,  non vogliamo piangerci addosso, andiamo  avanti convinti che questo è un altro gradino che ci porterà al governo della nazione, poi le regioni ce le prenderemo tutte, faremo un ottimo risultato a Roma con Roberta Lombardi, che è bravissima,  ma lo faremo perché il Movimento sta crescendo ovunque. Mi dicono di non mollare ma io non ne ho nessuna intenzione,  entreremo in 20 con l’elmetto, come l’abbiamo avuto da cittadini. Il giorno che ci insedieremo vi chiameremo per accompagnarci al parlamento, come 5 anni fa. Partiremo dai Quattro canti, sarà bello perché lo faremo in nome del popolo sovrano, non ci andiamo in nome dei voti di Francatonio Genovese o dei voti comprati a 50 euro, io ci vado per voi, per un popolo fiero che ha liberamente scelto di votare qualcuno: 722 mila  persone che non conosco tutte e che abbraccio idealmente.

Voglio parlarvi pure di un’altra cosa. Avete letto che c’è in ballo la presidenza dell’Assemblea Regionale, devono essere eletti infatti il Presidente e il Vicepresidente: stanno facendo già il traccheggio Forza Italia e il Partito Democratico si stanno mettendo d’accordo non per risolvere i problemi della Sicilia, ma  per tenere fuori il Movimento 5 Stelle dall’ufficio di presidenza dell’ARS, sapete perché? In quell’ufficio di Presidenza si decidono i vitalizi, gli stipendi dei deputati regionali, si decidono le pensioni privilegiate e vergognose che scattano dopo 4 anni e mezzo e tutta una serie di privilegi che riguardano il palazzo più costoso tra i consigli regionali d’Italia: 150 milioni di euro l’anno.

Noi avevamo la ricetta non solo per fare calare il costo, da 150 a 70 milioni, spostando le pensioni e facendo tutta una serie di passaggi e rispettando il personale dell’assemblea, che è valido e che ho avuto il piacere di conoscere,  ma soprattutto,  se entreremo la  dentro  (è una promessa che ho fatto in campagna elettorale e io ho il vizio di mantenere le promesse), lo faremo presentando la “legge 800A”. Noi li vogliamo abolire i vitalizi e dimezzare gli stipendi dei deputati regionali ed è lì dentro che si fa, ed è per questo che non ci vogliono fare entrare. Riusciranno a fare questa cosa vergognosa di mantenere fuori il primo gruppo di opposizione, che non si è mai fatta in 70 anni di storia di Assemblea Regionale Siciliana? Se è il governo dell’imbroglio , delle cose indicibili, potrebbero anche farlo. Però se ne devono assumere la responsabilità politica, perché noi andremo a raccontare a tutti che non si discutono i vitalizi e  i privilegi vergognosi di quel palazzo, perché qualcuno ha fatto un traccheggio senza dare la possibilità a 20 persone oneste di entrare in consiglio di presidenza. Saranno loro contro di noi.

Non lo so come andrà a finire. Lo sto chiedendo pubblicamente, noi chiediamo la presidenza dell’assemblea regionale. O la vicepresidenza. Comunque chiediamo di entrare nell’ufficio di presidenza dalla porta di ingresso  e non barattando voti con nessuno. Dobbiamo andare dentro perché ci spetta, perché lo vuole il popolo, che ha deciso che il Movimento 5 Stelle dovesse avere una affermazione elettorale grandissima. Fra l’altro il regolamento interno dell’assemblea regionale dice che l’ufficio di presidenza deve essere formato rispecchiando quella che è la composizione del parlamento regionale perché è composto secondo il volere del popolo. È chiaro che chi ha 20 deputati debba avere più posti. Vedremo cosa succederà in questa legislatura. Musumeci ha la responsabilità di decidere cosa far diventare questa legislatura e la sua  presidenza, se farne la fotocopia del governo Crocetta  o farne qualcosa di diverso.

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Ho visto scuole che noi genitori non avremmo mai potuto immaginare

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di Elena Foresti, MoVimento 5 Stelle Bologna

Dopo un anno di sopralluoghi nel mio tour delle scuole, vi racconto quello che ho visto in merito alla manutenzione degli edifici scolastici.
Da settembre 2016 ad oggi ho visitato sessanta edifici e ho visto scuole devastate dai vandali, con presidi, insegnanti e famiglie a volte lasciati soli a far fronte ad alcune spese per ripristinare i danni subiti.

Ho visto palestre scolastiche al freddo con finestre rotte, diffusori di calore guasti e prese elettriche rattoppate con lo scotch.
Ho visto il nido Tovaglie e la materna Padiglione in mezzo al cantiere con le finestre rigorosamente chiuse per evitare che entrassero le polveri, con un dormitorio inagibile a causa delle infiltrazioni.

Ho visto la scuola dell’infanzia Dallolio con una crepa enorme lunga tutta la parete di un’aula passante anche nella classe adiacente.
Ho visto un refettorio della scuola primaria Manzolini chiuso da più di un anno a causa delle infiltrazioni, che fortunatamente dopo i miei vari solleciti, è stato sistemato e riaperto.
Ho visto la sostituzione di caldaie con le scuole aperte che hanno creato grandi difficoltà di gestione dei bambini viste le conseguenti limitazioni degli spazi e mancanza di acqua calda.
Ho visto scuole senza la segnaletica per indicare i punti di raccolta in caso di evacuazione.
Ho visto scuole e bambini al freddo, termosifoni rotti e caldaie in blocco.
Ho visto scuole con le porte di sicurezza senza i maniglioni antipanico, ed altre con porte a norma ma prive del blocco che le mantiene aperte in caso di emergenza.
Ho visto vetri non a norma e senza pellicole di sicurezza e di protezione.
Ho visto infissi vecchi, dai quali passava la pioggia.
Ho visto il nido Zucchelli e la materna Fantini allagati.
Ho visto crepe nei muri e infiltrazioni dai soffitti, muffe spuntare da dietro ai pannelli come al nido Coccheri e alla scuola dell’infanzia Gobetti.
Ho visto nelle scuole Bombicci i marciapiedi sgretolati pericolosi per i bambini che potrebbero cadere e farsi male e la rete di recinzione rotta.
Ho visto il pavimento della palestra delle scuole XXI Aprile che sta cedendo in alcuni punti: se ci si sale sopra bisogna stare attenti perché si sprofonda.
Tutte queste cose le ho segnalate.
Ho visto anche scuole con adeguate strutture e standard di sicurezza.
Non ho visto un sistema tempestivo ed efficace di risposta alle segnalazioni per ciò che riguarda i problemi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Non ho visto una sensibilità alla presa in carico dei problemi e al confronto con personale scolastico, addetti e genitori;
Non ho visto un interlocutore attento ed in grado di definire quali fossero le priorità e dettare di conseguenza una logica negli interventi.
Continuerò a far visita a tutte le scuole come mi ero impegnata a fare in campagna elettorale, con l’unico obiettivo di migliorare questo sistema in cui se i problemi non vengono messi sotto i riflettori rischiano di non trovare una tempestiva risoluzione.
Il tour delle scuole continua.

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Votazione del candidato del MoVimento 5 Stelle per la presidenza della Regione Lombardia

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi, giovedì 23 novembre, si vota per scegliere il candidato Presidente per la Regione Lombardia.

I candidati che hanno proposto la candidatura a Presidente sono (in ordine alfabetico):

Alberti Ferdinando
Casalino Eugenio
Cenci Roberto
Colomo Maria
De Rosa Massimo Felice
Del Frate Cesare
Fogli Mary
Forte Monica
Massafra Cinzia
Misculin Bruno Giulio Andrea
Mosesso Marcello
Violi Dario

Accedi a Rousseau e guarda il profilo dei candidati con il CV, la dichiarazione di intenti e il video di presentazione.
La votazione è attiva su Rousseau dalle ore 10.00 alle 19.00 di oggi.

Vota subito!
I risultati saranno depositati presso un notaio al termine della votazione e saranno resi pubblici sabato 25 novembre, all’evento Open Day Rousseau a Milano.

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Lettera aperta al Presidente Macron

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di Luigi Di Maio

Egr. Sig. Presidente Macron,
il Movimento 5 Stelle avrà modo di raccontarLe e spiegarLe chi siamo davvero, cosa vogliamo e come vediamo il futuro dell’Europa e dell’Italia nello scenario internazionale.
Probabilmente l’opinione che Lei si è venuto via via costruendo nei confronti della prima forza politica italiana è influenzata da una forte propaganda da parte di certo giornalismo e dalle cose che Le riferiscono i politici italiani che provengono dai partiti tradizionali, quegli stessi partiti che sono in crisi di rappresentanza in tutta Europa e che Lei ha sconfitto nettamente alle presidenziali del maggio scorso con una formazione giovanissima, “En Marche”.

Anche il Movimento 5 Stelle è molto giovane, non ha gruppi di potere influenti alle spalle né rendite di posizione da proteggere. Ci definiscono pigramente populisti senza sapere cosa questo significhi, mentre in realtà siamo solo “popolari”, ossia vicini al popolo che cerca un riscatto e un ruolo nel cambiamento del nostro Paese. Ci definiscono anti-sistema e in effetti lo siamo, se il sistema è quello, nemico della sovranità democratica, che abbiamo visto in azione in Italia nell’ultimo quarto di secolo.

Presidente Macron, il Movimento 5 Stelle crede profondamente, proprio come Lei, in una rifondazione dell’Europa che ci riporti alle missioni originarie che la comunità continentale si era data: la pace, la stabilità, il progresso economico, la tutela e la promozione dei popoli. Un’Europa che dia un orizzonte ai desideri e alle aspettative delle persone, che non affoghi nell’iper-burocratizzazione delle regole sulla finanza, che ascolti le comunità e non soltanto i consigli di amministrazione delle banche d’affari, che esalti le identità nell’unità e non azzeri le nostre ricchezze mettendoci gli uni contro gli altri, che difenda il lavoro e le piccole imprese e non sia terreno di scorrerie per il grande capitale globale senza regole.

Quando ci conoscerà meglio, presidente Macron, capirà che abbiamo, certamente, punti importanti di divergenza, ma scoprirà anche temi e posizioni del Movimento 5 Stelle condivisibili e su cui poter confrontarsi.

L’energia è un argomento per noi fondamentale. Il nucleare ci vede divergere, ma anche un governo Movimento 5 Stelle punterebbe finalmente in maniera forte sulla chiusura delle centrali a carbone. Così come abbiamo l’obiettivo di abbandonare il petrolio entro il 2040 e di incoraggiare, con un forte piano di investimenti, la mobilità elettrica.

Sul fronte delle tasse, il Movimento 5 Stelle mira a una lotta senza quartiere ai paradisi fiscali. Vanno superate le esitazioni dell’Unione europea di fronte ai ripetuti scandali (cosiddetti “Panama Papers”, “Paradise Papers”, ecc…). Il nostro Continente accoglie ancora in seno troppi territori a fiscalità privilegiata e non è così che si dà ai cittadini europei il senso della costruzione di un destino comune. Proprio come Lei, Presidente, il Movimento 5 Stelle progetta un fisco più equo, una redistribuzione della ricchezza a favore dei ceti medio-bassi e una vera sburocratizzazione che dia benzina alla crescita delle Pmi, autentico scheletro dell’economia europea.

Per quel che riguarda le politiche di bilancio, in particolare rispetto ai parametri di Maastricht e ai successivi regolamenti che caratterizzano la governance della moneta unica, il Movimento 5 Stelle ha una visione molto vicina a quella del Suo Paese. Non abbiamo mai stigmatizzato, anzi abbiamo citato come buon esempio il persistente sforamento nel rapporto deficit/Pil che la Francia si è concessa negli anni per dare respiro a politiche di welfare e a investimenti produttivi. Due anni fa presentammo una legge di bilancio alternativa, la #finanziariabuona, che si basava sull’obiettivo di un rapporto tra disavanzo e ricchezza identico a quello francese del tempo.

Stiamo mettendo a punto le linee guida di una politica economica e industriale “mission oriented”, con una verifica puntuale, mai svolta finora in Italia, dei ritorni e degli impatti generati dalla spesa pubblica, proprio come già prevede la vostra legge di contabilità.
Il Movimento 5 Stelle vuole proteggere gli asset, le imprese e le produzioni più importanti d’Italia. Il nostro governo lavorerà alla creazione di una Agenzia strategica nazionale e di una Banca pubblica per gli Investimenti che sosterranno il tessuto economico, l’innovazione tecnologica, gli impegni strategici e le grandi iniziative di modernizzazione del Paese.

Il Movimento 5 Stelle si è fatto inoltre promotore del Reddito di cittadinanza: una ambiziosa iniziativa strutturale, e non episodica, di sostegno al reddito, finalizzata a una efficace lotta alla povertà, ma al tempo stesso a una riqualificazione della forza lavoro nell’ottica di una maggiore competitività del sistema. La nostra legge, una volta approvata, ci allineerebbe alle migliori pratiche europee e risponde ai richiami più volte giunti in tal senso da Bruxelles.
Le politiche per la famiglia sono un fiore all’occhiello del welfare francese. E il Movimento 5 Stelle guarda con molto interesse al vostro modello, diversamente da quanto accade sulle regole del lavoro, dato che la nostra impostazione diverge nettamente dal cosiddetto “Jobs act” italiano.
Eppure, con il lavoro e la sua efficienza ha molto a che fare la legge sulla protezione dei whistleblower: grazie al Movimento 5 Stelle il Parlamento italiano ha appena approvato una normativa che allinea l’Italia alle migliori pratiche francesi.
Infine ci sono le questioni legate alla cultura e al turismo, su cui Italia e Francia hanno tradizionali punti di vicinanza. Il Movimento 5 Stelle punta a una fruizione sostenibile delle bellezze e dei servizi del nostro Paese: dobbiamo aumentare i tempi di permanenza media del visitatore e superare le stagionalità. Il turismo tornerà allo Stato come cabina di regia e sarà poi declinabile in ragione dei vari contesti istituzionali periferici, proprio come accade in Francia.

L’Italia detiene almeno la metà del patrimonio culturale e artistico mondiale. Apprezziamo molto che i nostri partner d’Oltralpe, popolo altrettanto ricco di tesori preziosi, siano stati gli unici in Europa a non aver mai tagliato il budget per la cultura. Il principio di parità di accesso dei cittadini alla ricchezze immateriali è garantito dalla nostra Costituzione. La cultura si presenta da un lato come fattore integrante dello sviluppo complessivo della persona e dall’altro come elemento promotore di sviluppo economico e sociale.

Presidente Macron, il Movimento 5 Stelle non ha nulla a che fare con certe formazioni xenofobe e antagoniste che crescono un po’ ovunque in Europa. Anzi, la nostra forza ha canalizzato e trasformato in energia democratica positiva pulsioni che avrebbero potuto altrimenti generare effetti realmente destabilizzanti. Sono sicuro che quando ci conosceremo meglio, coglierà che il nostro Movimento, oltre a non essere una minaccia, piuttosto coltiva le soluzioni migliori per molti dei problemi d’Europa.

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Ecco il Comitato Lazio2018 Regione di Vita

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di MoVimento 5 Stelle Lazio

Come tutti saprete, ci aspettano mesi frenetici in vista delle elezioni regionali nel Lazio del 2018. Già in questo momento ci stiamo impegnando su vari fronti: lavoriamo al programma e alla rete territoriale, incontriamo molti portatori di interesse, programmiamo gli eventi della futura campagna elettorale e cerchiamo di far conoscere il più possibile quanto è stato fatto in questi anni dai nostri Consiglieri della Regione Lazio.
Insomma, stiamo portando avanti una serie di attività preparatorie fondamentali, ma queste hanno dei costi e qui entrate in gioco voi.

Per portare avanti le proprie attività, il MoVimento 5 Stelle (a differenza degli altri partiti) non utilizza finanziamenti pubblici o i fondi a disposizione del Gruppo Consiliare M5S della Regione Lazio, né riceve denaro da parte di grandi lobbisti e banche d’affari. Noi ci finanziamo solo attraverso le piccole donazioni dei cittadini.

Per questo è stato costituito il Comitato Lazio2018 Regione di Vita, un Comitato che – nell’ambito delle proprie attività statutarie – si occuperà di promuovere la raccolta di contributi dei cittadini, che saranno utilizzati per far conoscere le attività del MoVimento 5 Stelle per la Regione Lazio e per sostenerne il programma e le iniziative in attesa della campagna regionale del 2018, per la quale verranno indette apposite raccolte fondi dal mandatario scelto dal MoVimento 5 Stelle.

Abbiamo bisogno di voi e di tutto il vostro supporto: DONATE e PARTECIPATE per un Lazio a 5 Stelle, per la #NostraRegioneDiVita.

La trasparenza è una nostra priorità: qui puoi leggere lo statuto del Comitato

Per donare:

IBAN: IT68W0558403264000000000785

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