Crimi – Elettività del Senato è punto cardine della riforma

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POS obbligatorio? NO GRAZIE!

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“Da oggi per i pagamenti sopra i 30€ scatta l’utilizzo obbligatorio del Pos. Premetto che quando vivevo in Inghilterra ero felice di pagare il caffè con la carta di credito, ma come sempre questa legge è fatta all’ ITALIANA. COSTI assurdi per le aziende e professionisti ed ennesimo REGALO alle BANCHE. (Secondo la Cgia di Mestre, il costo medio per impresa o studio professionale si aggirerà intorno ai 1.200 euro l’anno) Le operazioni si pagano e ad ogni operazione scatta anche una piccola commissione a favore della banca. In termini pratici si tratta di venti centesimi per la chiamata e del 2% di commissione bancaria. Sembrano piccolezze ma per un’azienda, un negozio o un libero professionista a fine anno sono cifre importanti. Cifre importanti che per ovvi motivi verrebbero caricate sul consumatore finale, non proprio una buona notizia in tempo di crisi.
CHI ci GUADAGNA? Le banche sicuramente e nessun altro, visto che per chi non si adegua NON sono previste sanzioni. Ma che LEGGE E’ ?” Mattia Fantinati

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Passaparola – Ucraina: 2014-1914 ? – Massimo Fini

Ucraina: 2014-1914 ?
07:00

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Il Passaparola di Massimo Fini, giornalista e scrittore

Bisogna fare una premessa: esisteva fino a un quindicennio fa un principio di diritto internazionale che proibiva l’intervento militare nelle vicende interne di uno stato sovrano, era un principio abbastanza ragionevole, a mio avviso, per non creare una situazione di guerra di tutti contro tutti, questo principio fu sfondato dagli americani con intervento in Kosovo.
Dopodiché è un po’ difficile accusare la Russia di essersi annessa la Crimea, perché naturalmente il Kosovo con gli americani non c’entrava assolutamente niente, la Crimea era ed è una regione russofona che era stata data da Kruscev All’Ucraina, ma la cosa aveva senso all’interno di una Unione Sovietica federale, non aveva più senso in una situazione del genere.
E quindi diciamo che non si possono muovere particolari rimproveri alla Russia per essersi annessa alla Crimea, perché in realtà è la stessa gente dicendo anche che tra l’altro il Presidente regolarmente eletto dell’Ucraina, che era filo russo, Yanucovich, è stato abbattuto da una più o meno rivolta di piazza, insomma, quindi questo cambiava tutti i termini della questione, quindi i russi di Crimea si sono ribellati e sono tornati alla Russia, insomma, questa è diciamo la base del discorso.
Il problema ucraino è che l’Ucraina è divisa in due parti, una parte sono filo europei, diciamo “tedeschi”,polacchi, non so, dall’altra invece ci sono russi che poi dal punto di vista storico, per quello che vale ancora gli uni erano favorevoli al nazifascismo e gli altri erano filocomunisti, queste cose poi nella storia ritornano, quindi l’Ucraina in realtà è un Paese a metà, che probabilmente in una situazione più tranquilla potrebbe dividersi in due, come è stato in Cecoslovacchia, c’era la Cechia e la Slovacchia, due realtà diverse, però si sono divise pacificamente.
Lì è un po’ più difficile, perché poi ci sono gli interessi delle grandi potenze, della Russia, dell’Europa, io però penso che tutto finirà con un compromesso pacifico, perché gli interessi economici di tutte e due le parti, Russia e Europa, sono troppo grandi, per metterli in discussione, come si sa la Russia fornisce il gas all’Europa, però ha anche bisogno dell’Europa per ragioni di mercato, quindi non credo che i veri pericoli vengano da quella situazione, arriveranno a un compromesso, comunque.
La Russia, a questo punto, una volta avuta la Crimea, etc., tiene un atteggiamento piuttosto prudente, su questa cosa fa un po’ di voce grossa, ma neanche tanto, alla fine la accetterà di sicuro.
L’interesse dell’Unione Europea è minore secondo me dell’interesse americano che c’è, comunque, alle spalle, anche se Obama è un sior tentenna, ad allargare il più possibile la parte occidentale di quella che un tempo era la cortina, la divisione, cioè di arrivare il più possibile vicino ai confini dell’ex-Unione Sovietica, infatti poi la grande discussione e diatriba tra Russi e Americani è stata proprio sul fatto che gli americani volevano mettere lo scudo lì con la scusa che serviva non si sa bene a combattere il terrorismo, ma in realtà serviva solo a contenere la Russia.
Quindi vedo più che interessi europei in questo caso qui Interessi Americani sì.
Nel senso proprio geopolitico in questo caso, non economico.
La Russia si può ritenere appagata di quello che ha avuto, etc, l’Europa anche, resta aperto il problema di quali sono i confini dell’occidente, da quella parte, e quali sono i russi, su questo ci si scontrerà ancora.
La chiave per risolvere il conflitto è economica, cioè che la Russia continui a dare Gas attraverso l’Ucraina e che l’Europa continui a investire in Russia e che ci sia un libero scambio tra Europa e Russia.
Siccome ripeto, oggi gli interessi economici valgono molto di più di quelli come dire ideali o nazionali o cose del genere, a questo si arriverà, una volta risolta la situazione della Crimea e di qualche zona di confine, non c’è più una vera materia del contendere.

L’Ucraina nella Nato è una di quelle cose che alla Russia darebbe particolarmente fastidio, perché vuole dire appunto che i confini geopolitici si spostano nella Nato, cioè dell’America, cioè la Nato sostanzialmente è l’America, si spostano fino ai confini Ucraini, e quindi su questo ci sarà battaglia,però vedo l’America in una situazione di tale debolezza su tutti i fronti che non so se riuscirà a imporre, una Ucraina che entri nella Nato, però bisognerebbe anche sentire gli Ucraini se hanno interesse a entrare nella Nato, perché vuole dir proprio accettare, come il nostro caso, una sudditanza militare che poi è politica, economica e culturale, agli Stati Uniti in un momento in cui loro non sono più la superpotenza di un tempo.
Quindi ripeto bisognerebbe sapere che pensano gli Ucraini, diciamo, la parte occidentale, perché una cosa è essere occidentali e una cosa è entrare nella nato.
Adesso diciamo che la questione Ucraina andrà piano piano a perdere di interesse, altre cose avanzano molto più importanti, che sono l’avanzata dall’Isis in Isis in Iraq, naturalmente Boko Haram in Nigeria, c’è tutto un blocco diciamo di islamismo radicale che è totalmente antioccidentale, anche se adesso in Iraq si combattono Sciiti e Sunniti, ma in realtà l’obiettivo poi finale resta l’occidente, come Boko Haram, che cosa vuole dire letteralmente Boko Haram? Vuole dire l’educazione l’occidentale è peccato, quindi adesso stanno combattendo anti islamici più vicini all’occidente in Nigeria, ma in realtà il loro obiettivo è l’occidente. Quindi penso che queste saranno le questioni del futuro piuttosto immediato.

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Solidarietà alla redazione del Secolo XIX

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Il M5S esprime solidarietà nei confronti della redazione del Secolo XIX. Il M5S è contro qualsiasi forma di violenza e auspica che non accadano più simili episodi di intimidazioni nei confronti di alcuno e allo stesso tempo auspica che finiscano gli episodi quotidiani di diffamazione del MoVimento 5 Stelle sulla stampa.

“LA REDAZIONE del Secolo XIX manifesta la sua solidarietà al collega Ilario Lombardo oggetto di un linciaggio ignobile da parte di più o meno sedicenti simpatizzanti e militanti del Movimento 5 Stelle e all’ addetto alla portineria che il 24 giugno è stato vittima di un’aggressione verbale, e in parte anche fisica, dal triste sapore squadrista. Il lato grottesco di questa vicenda i due “cittadini” in questione non avevano chiaro di cosa stessero parlando, né chi stessero cercando non diminuisce la gravità di questo episodio, soprattutto dopo che il video in questione ha ricevuto quasi 7mila condivisioni. La portineria del Secolo XIX è sempre aperta (e dunque anche esposta) a chiunque voglia comunicare o lamentarsi di qualcosa, a patto che lo faccia in modo civile. Dispiace peraltro notare che la diffusione di questo filmato accompagnata da insulti, minacce e schedatura fotografica del giornalista sia avvenuta nel silenzio del gruppo ligure del Movimento Cinque Stelle. Dispiace che il blitz di due guappi sia applaudito come esempio di democrazia da una candidata alle scorse elezioni europee in Liguria. Come giornalisti, e come cittadini, siamo convinti che il requisito minimo richiesto per rappresentare gli altri in una democrazia sia il rispetto del prossimo.” Comitato di redazione Secolo XIX

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