L’anomalia del monopolio della SIAE deve finire

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La scelta di Fedez di lasciare la Siae per la raccolta dei suoi diritti d’autore ha il merito di accendere i riflettori sul dibattito del monopolio della Siae in Italia. Una questione sollevata da tempo dal M5S fino a qualche giorno fa in Aula alla Camera, in occasione del voto della legge di delegazione europea, con la presentazione di un proprio emendamento che chiedeva di recepire la direttiva Ue Barnier, che prevede appunto l’apertura del mercato della raccolta e gestione del diritto d’autore anche ai privati.
La proposta del M5S è stata bocciata dal Governo e dalla sua maggioranza ma noi andremo avanti con una nostra proposta di legge che rompe il monopolio della Siae, un’anomalia comune in Europa solo alla Repubblica Ceca che in Italia dura ormai da 75 anni per una legge del 1941, e regolamenta il mercato permettendo ad artisti e imprenditori di avere libertà di scelta nel nostro Paese.

VIDEO Fedez in Piazza de Popolo alla #nottedellonestà

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Un modo per far circolare gli introiti del settore in Italia, dove attualmente sono vietate soluzioni alternative alla Siae per chi, come Fedez, per trovarle deve rivolgersi ad imprenditori italiani costretti a fuggire all’estero. Tra il ventaglio delle possibilità proposte dal M5S, anche l’utilizzo di licenze creative commons.

M5S Camera

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Una firma per salvare la democrazia

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di M5S Parlamento

Si comincia! Con una maggioranza incostituzionale alla Camera e con i voti di Verdini al Senato, il Pd ha stravolto la nostra Costituzione. Ma non è riuscito a raggiungere i due terzi dei consensi e questo ci permette di poterlo fermare. Per farlo abbiamo bisogno di voi. Di una vostra firma. Vogliamo infatti che, oltre alla richiesta già depositata dai portavoce M5S, siano i cittadini con le loro 500.000 firme a richiedere il referendum popolare.
La revisione costituzionale, però, è solo una parte del tentativo di prendere il potere ad opera di questa classe politica che ha le mani sporche di petrolio ed è al soldo delle banche. L’altra parte, infatti, si chiama “Italicum” e rappresenta il completamento del piano per mettere le mani sull’Italia e trasformarla – senza aver chiesto nulla ai cittadini – da una repubblica parlamentare in una dittatura dell’uomo solo al comando. Per questo, dobbiamo abbattere anche l’Italicum, con due referendum abrogativi.
Col primo si chiede l’eliminazione del premio di maggioranza, un autentico doping dei risultati elettorali che consente a un partito che al primo turno prenda una percentuale anche inferiore al 20 per cento dei voti di essere maggioranza parlamentare con il ballottaggio.
Il secondo referendum è per l’abrogazione dei capilista bloccati. Vecchio vizio della politica di nominare i propri fedelissimi per far sì che invece di guardare ai bisogni e alle esigenze dei cittadini, si guardi sempre agli ordini delle segreterie dei partiti e alle lobby che rappresentano. Il Pd con la nuova legge elettorale ha replicato i vizi del “porcellum”, nonostante la bocciatura da parte della Corte costituzionale.
Per poter raggiungere questi risultati abbiamo bisogno di tutti voi.
Noi faremo la nostra parte allestendo banchetti in tutte le piazze italiane. Voi venite a firmare.
Partecipiamo e partecipate a questa grande opera di democrazia in difesa della Costituzione e della legalità. Un’opera che non possiamo più delegare ma che possiamo e dobbiamo realizzare tutti insieme.

Qui trovate l’elenco dei nostri referenti regionali a cui vi potete rivolgere sia per firmare che per aiutarci a raccogliere le firme:
Sara Marcozzi – Abruzzo (abruzzom5sreferendum@gmail.com)
Savino Giannizzari – Basilicata (basilicatam5sreferendum@gmail.com)
Nicola Morra – Calabria (calabriam5sreferendum@gmail.com)
Valeria Ciarambino – Campania (campaniam5sreferendum@gmail.com)
Silvia Piccinini – Emilia Romagna (emiliaromagnam5sreferendum@gmail.com)
Stefano Patuanelli – Friuli Venezia Giulia (fvgm5sreferendum@gmail.com)
Davide Barillari – Lazio (laziom5sreferendum@gmail.com)
Alice Salvatore – Liguria (liguriam5sreferendum@gmail.com)
Eugenio Casalino – Lombardia (lombardiam5sreferendum@gmail.com)
Andrea Cecconi – Marche (marchem5sreferendum@gmail.com)
Antonio Federico – Molise (molisem5sreferendum@gmail.com)
Davide Bono e Giorgio Bertola – Piemonte (piemontem5sreferendum@gmail.com)
Antonella Laricchia – Puglia (pugliam5sreferendum@gmail.com)
Mario Puddu – Sardegna (sardegnam5sreferendum@gmail.com)
Giancarlo Cancelleri – Sicilia (siciliam5sreferendum@gmail.com)
Koellensperger Paul – Trentino (trentinoaltoadigem5sreferendum@gmail.com)
Giacomo Giannarelli – Toscana (toscanam5sreferendum@gmail.com)
Stefano Lucidi – Umbria (umbriam5sreferendum@gmail.com)
Roberto Cognetta – Valle D’Aosta (valledaostam5sreferendum@gmail.com)
Jacopo Berti – Veneto (venetom5sreferendum@gmail.com)

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Jacques Sapir e l’impossibile federalismo europeo

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di M5S Europa

È stato recentemente approvato dalla plenaria UE di Strasburgo il report della liberale francese Sylvie Goulard, una delle voci di punta dei federalisti europei, già membro del gabinetto Prodi alla Commissione Europea sul ruolo dell’UE all’interno delle istituzioni e degli organismi internazionali. Una relazione che spinge ulteriormente verso un accentramento dei poteri nelle mani dell’UE, inneggiando – appunto – ai fantomatici Stati Uniti d’Europa e celando al contempo la volontà di uniformare tutto su un modello unico controllato dagli Stati egemoni (Francia ma soprattutto Germania) esattamente sul modello della moneta unica. Abbiamo chiesto cosa comporterebbe la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa a uno dei maggiori esperti mondiali, Jacques Sapir, intervistato in occasione del ciclo di convegni economici organizzato dai portavoce Marco Zanni e Marco Valli al Parlamento Europeo. Quello che ci ha rivelato è sconcertante: a causa della sua egemonia economica, rafforzata dalle persistenti violazioni sull’export, la Germania dovrebbe versare qualcosa come 200/300 miliardi ogni anno nel budget “federale“. Un simile esborso porterebbe a un crollo immediato dell’economia tedesca e con essa quella dell’intera Unione Europea (quindi politicamente irrealizzabile e inaccettabile dai tedeschi). Di seguito il video e il testo dell’intervista.

VIDEO L’intervista esclusiva all’economista Jacques Sapir, tutta la verità sul federalismo europeo

Blog: Che cosa comporterebbe davvero il federalismo europeo?

Sapir: La “federalizzazione” dell’Eurozona è un’opzione lasciata aperta da molti paesi come la Germania. Il problema è: se vuoi avere un vero federalismo, hai bisogno di avere un vero budget federale. E questo budget deve essere attorno all’8/10% del Prodotto Interno Lordo. Più importante, ci sarà bisogno di spostamenti di capitale dai paesi più ricchi a quelli più poveri. Il problema è che quando si è provato ad avere una stima di quanti soldi sarebbero stati dovuti trasferire, si è parlato di un ammontare di circa 200/300 miliardi di Euro all’anno. Devo ricordare che oggi i trasferimenti netti in EU ammontano solo a 41 miliardi di Euro. Abbiamo la necessità di creare un enorme “budget system” per cercare di far funzionare questa un’Europa federale. Il secondo punto è: da dove dovrebbero arrivare i soldi? È assolutamente ovvio che debbano provenire principalmente dalla Germania, perché è il Paese più ricco del blocco. Con alcuni colleghi abbiamo fatto una stima. La Germania dovrebbe pagare l’8/11% del PIL, ogni anno, per circa 8/10 anni. Ora, il problema vero non è che la Germania rifiuta il federalismo, loro non sarebbero in grado di sostenere un peso simile. E gli altri paesi non possono chiedere alla Germania uno sforzo simile, perché vorrebbe dire distruggere la loro economia.

Blog: Le riforme necessarie si conoscevano già dal 1999. come mai non sono state messe in atto?

Sapir: Ho avuto discussioni con molte persone (informate sui fatti, n.d.r.) sul tema. Quello che dicevano già nel 1997/98 è certamente che l’Euro avrebbe dovuto implicare una sorta di unione sociale, unione fiscale e sicuramente scambi di capitale tra i paesi. Il problema è che fin dall’inizio si è visto che non vi era alcuna possibilità d’implementare queste misure. Sapevamo sin dall’inizio che i prerequisiti economici dell’Euro non avrebbero funzionato. Dobbiamo capire perché, ancora oggi, siamo in questa situazione. Il mio parere è che l’Euro sia un progetto politico, più che un progetto economico. Il principale “scopo” dell’Euro era creare questa situazione di federazione “allentata” tra i paesi europei e, più importante, disciplinare il mercato del lavoro e distruggere i servizi e le infrastrutture sociali di molti paesi. Penso che questa idea politica dell’Euro fosse più importante di qualsiasi idea economica.

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No alla speculazione edilizia in Piazza d’Armi

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“A Milano esistono tantissimi luoghi dismessi da riqualificare, uno di questi è Piazza d’Armi, un’ex zona militare di circa 60 ettari che il ministero, proprietario dell’area, vuole mettere a disposizione dei privati per fare l’ennesimo sviluppo immobiliare senza senso e senza logica. Gli altri partiti parlano di riqualificazione, in realtà si tratta una speculazione edilizia assolutamente inaccettabile per la città di Milano. L’unico obiettivo è quello di favorire costrutturi e lobbisti del cemento, nonostante le volumetrie indicate nel PGT, che erano state determinate prevedendo una popolazione milanese di quasi 1 milione e 800 mila abitanti, siano errate. Oggi siamo meno di 1 milione e 400, perciò non ha alcun senso proseguire su questa strada. I milanesi in consiglio di zona 7, a cui l’area fa riferimento, hanno chiarito più volte la volontà di preservare un polmone verde della città, un luogo di aggregazione da trasmettere alle generazioni future. La riqualificazione dell’area non si fa col cemento. Piazza d’Armi deve rimanere un’oasi di Milano. In una città che sfora costantemente i limiti di inquinamento dell’aria e che ha un bisogno vitale di ossigeno gli interventi devono essere tesi alla realizzazione di un parco pubblico. In Regione stiamo facendo tutto il possibile perché questo grande polmone della città non finisca nelle mani dei costruttori. Il M5S combatte per la tutela del verde pubblico e per la riqualificazione del costruito rispettando il principio di invarianza idraulica, che grazie a noi è stato ineserito in legge in Lombardia, affinché il terreno sottostante che viene trasformato in impermeabile garantisca comunque l’assorbilmento dell’acqua. Con la scusa della riqualificazione vogliono sottrarre ai milanesi un grande cuore verde della città. Il M5S al governo di Milano lavorerà dal primo giorno per femare questo scempio e difendere tutto il verde della città”.
Gianluca Corrado – Candidato Sindaco del M5S a Milano
Stefano Buffagni – Portavoce Regionale del M5S in Lombardia

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Pensionati al collasso, #RenziScappa

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di M5S Senato

Da qualche settimana si sta rialzando un polverone di annunci e voci di corridoio sulle pensioni. Prima il Bomba è uscito con il solito bonus, che questa volta sarebbe erogato ai pensionati minimi, mentre oggi Padoan parla di maggiore flessibilità in uscita dal lavoro e di contributo del sistema creditizio alle pensioni del futuro. Tanta confusione per nascondere la realtà: i pensionati sono sotto attacco da diversi anni, vedono la pensione assottigliarsi sempre più anche a causa dei rincari di tasse e bollette e il Governo in carica non ha fatto nulla per invertire la marcia, anzi. Scappa dalle sue responsabilità a gambe levate come il Bomba a Pisa. Il MoVimento 5 Stelle non vuole lasciare nessuno indietro e con il Reddito di Cittadinanza la pensione minima aumenterà fino a 780 euro.

Le riforme delle pensioni dal ’95 a oggi
Dopo le riforme restrittive del centro-sinistra e dei governi tecnici – a partire da quella Amato del 1992, e continuando con la riforma Dini (1995), Prodi (1997) e Padoa Schioppa (2007) – nel 2011 è intervenuta la riforma Fornero: è salita ancora l’età pensionabile e i requisiti previdenziali delle donne sono stati equiparati a quelli degli uomini.
In questo modo, a partire dal 2018 sia uomini che donne potranno andare in pensione solo a partire dai 66 anni e 7 mesi, e solo se avranno versato contributi per almeno 20 anni. Inoltre, il sistema contributivo ha sostituito definitivamente quello retributivo, con il risultato, in prospettiva, di un calo generalizzato degli assegni pensionistici. Ma non basta. Il Governo Monti ha anche bloccato per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione al costo della vita (inflazione) degli assegni pensionistici superiori a 3 volte il minimo Inps. Significa che, con assegno superiore a 1200 euro netti (non certo dei nababbi), milioni di pensionati hanno visto crollare il potere di acquisto delle loro pensioni sotto il peso dell’inflazione. La Corte Costituzionale è intervenuta con una sentenza del 2015 nella quale dichiarava illegittimo questo provvedimento, ma non stabiliva con fermezza il rimborso totale di quanto i pensionati avevano perso.

La presa in giro di Poletti ai pensionati derubati
Su questa ambiguità della Corte ha giocato il Governo in carica, che si è limitato ad erogare un bonus ridicolo ai pensionati derubati, stanziando 2 miseri miliardi invece dei 17,5 miliardi necessari a risarcirli totalmente. Il Bomba si è venduto anche questo compromesso al ribasso come fosse un bonus del suo caritatevole Governo. Senza vergogna l’ha chiamato “Bonus 500 euro“, e i pensionati hanno dovuto rinunciare, di fatto, a migliaia di euro che hanno perso ingiustamente tra 2012 e 2013.

Vogliono togliere la pensione di reversibilità
Il Governo, però, non si è limitato a confermare i disastri del Governo Monti, ma ha calcato la mano. Nella legge delega del Governo, presentata dal Ministro del Lavoro Poletti, si parla di razionalizzare le prestazioni assistenziali, “nonché altre prestazioni anche di natura previdenziale“. È chiara l’intenzione di mettere mano alle prestazioni pensionistiche, e in particolare alle pensioni di reversibilità, che spettano ai coniugi e ai figli minori o studenti di un lavoratore/pensionato defunto. Il meccanismo studiato dal Governo è sottile: l’assegno previdenziale dipenderà infatti non più dal reddito individuale (Irpef) ma da quello del nucleo famigliare (Isee). In questo modo basterà possedere una casa o un terreno (anche non in affitto), o qualche risparmio in banca, per vedersi tagliati fuori dall’assegno di reversibilità. Dopo le proteste del M5S il ministro Poletti ha promesso una modifica al testo di legge per scongiurare questo meccanismo, ma ad oggi il testo rimane invariato.

Pensionati al collasso
Secondo l’ultimo rapporto Inps 11,5 milioni di assegni previdenziali (6 su 10) sono inferiori ai 750 euro, con l’Istat che fissa a 780 euro mensili la soglia di povertà. Milioni di anziani che hanno lavorato a lungo per l’Italia si ritrovano ora a galleggiare nella miseria, e sempre più spesso devono anche contribuire a sostenere figli e nipoti travolti dall’ondata di disoccupazione degli ultimi anni.

I giovani non vedranno mai la pensione
È in questo contesto drammatico che l’Inps di Boeri invierà nei prossimi mesi 7 milioni di buste arancioni agli italiani. Nelle buste saranno indicati i contributi versati e la pensione futura. C’è un solo problema: la stima dei futuri assegni è costruita a partire dall’ipotesi di una crescita media del Pil dell’1,5% nei prossimi decenni. Con le manovre liberiste degli ultimi Governi, questo incluso, è un’ipotesi del tutto inverosimile. Si tratta quindi dell’ennesima menzogna per tranquillizzare giovani precari e anziani lavoratori, facendo loro annusare una pensione che non riceveranno mai.
O si cambia direzione, o delle nostre pensioni rimarranno sono le briciole.

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La maxi consulenza per l’amico del bomba #CarraiSpione

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di Angelo Tofalo, portavoce M5S Camera

Renzie vuole imporre all’interno del sistema Marco Carrai, suo fraterno amico facente parte del “Giglio Magico“. Nonostante i palesi conflitti di interessi e il CV praticamente inesistente dapprima voleva mettere l’amico direttamente all’interno dei servizi segreti ed ora ha studiato il piano b per una maxi consulenza. Si parla di un incarico iniziale di circa 70.000 euro. Servizi Segreti, Guardia di Finanza e Polizia di Stato: in queste ore è in atto il rush finale per le nomine dei futuri direttori e il Bomba, in accordo con Mattarella, avrà l’ultima parola su chi nominare. Sono scelte che cadranno sulla testa di milioni di cittadini italiani inconsapevoli!

VIDEO La privatizzazione dei servizi segreti

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Carrai è ai vertici delle fondazioni che hanno finanziato l’ascesa politica del Bomba e che, a Firenze, metteva a disposizione un appartamento all’ex sindaco e presidente di Provincia. E’ stato nominato alla guida degli aeroporti toscani. Nel 2014 fondò la CYS4, la cyber security company con 3 sedi in Italia ed una a Tel Aviv.
Negli ultimi giorni abbiamo anche avuto riscontri circa gli strettissimi rapporti tra Marco Carrai e Michael Ledeen. Ledeen è ritenuto vicino all’intelligence statunitense con legami con uomini della P2. Un’inchiesta svolta recentemente dal Pentagono lo definisce “spia di Israele” e per questo allontanato da Washington. Ha anche lavorato come consulente storico per i servizi segreti italiani ed a metà degli anni ottanta, l’allora capo del SISMI, Fulvio Martini, allontanò Ledeen dal paese definendolo “persona non gradita all’Italia“.
Carrai grazie al Bomba sarà l’uomo chiave per la cyber security e entrerà in possesso dei dati di milioni di cittadini italiani. Siamo davanti al reale e pericoloso tentativo di privatizzare i nostri servizi segreti. Il MoVimento 5 stelle farà di tutto per evitare questa deriva antidemocratica.

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Mario Orfeo direttore del #Pd1

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di M5S Parlamento

Il Tg di Mario Orfeo, il Pd1, ha superato i limiti della decenza, arrivando a livelli vomitevoli di spudorata propaganda di regime. Pur di colpire il MoVimento 5 Stelle, hanno accostato il nome della candidata sindaco a Roma Virginia Raggi alla notizia dell’inchiesta su camorra e Pd in Campania, mescolando i reati di concorso esterno in associazione mafiosa che la magistratura contesta a esponenti del Pd con una vicenda che di penale non ha nulla e che il Pd nel panico sta usando per provare a frenare la corsa il M5S.

VIDEO Il vomitevole servizio del Pd1 contro il M5S

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Che i piddini tentino in ogni modo di infangarci non sorprende, ma che a farlo sistematicamente, con servizi usati come manganelli, sia il servizio di informazione pubblico, pagato con i soldi di tutti i cittadini, è gravissimo.
Daremo mandato ai nostri legali di valutare se procedere legalmente contro Orfeo per diffamazione e lesione dell’immagine del M5S.

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